fbpx
Cucina e Gastronomia

Un Week end alla scoperta di Roma ? Idea Food Tour !

L’ultima tendenza in fatto di cibi? Si chiama Food Tour e vuole rappresentare l’unione perfetta tra cultura enogastronomica e bellezze artistiche e paesaggistiche del luogo.

Un moda tutta americana che ha fatto il suo ingresso anche in Italia a partire dalla Capitale, dove stanno prendendo piede diverse società di tour operator orientate proprio alla scoperta della città attraverso il suo valore squisitamente culinario.

Un vero e proprio boom quello riscosso da attività di questo tipo che, in vista dell’estate, potrebbe ulteriormente incrementare.

Che l’Italia sia infatti apprezzata e riconosciuta il tutto il mondo per la bontà dei suoi piatti e per la genuinità delle materie prime che compongono una dieta orgogliosamente sana non è una novità.

Olio extravergine di oliva, verdure, ortaggi e legumi, farine, un buon equilibrio tra carni e pesce, e frutta rendono la dieta mediterranea ancora oggi un regime alimentare molto seguito e ampiamente copiato negli altri Paesi. Tutti elementi che sapientemente combinati riescono a soddisfare esigenze alimentari light e salutari ma anche a caricare le pietanze di sapori e condimenti più intensi per i veri amanti della buona cucina.

Se a questo si aggiunge qualche peccato di gola frutto di una cultura dolciaria tra le più decantate, il risultato è bello e pronto.

Che si tratti di piatti d’estetica di un ristorante stellato oppure della trattoria con un menù più verace, la cucina italiana piace e il trend positivo lo dimostra.

Le proposte che giungono dalla moda del Food Tour si indirizzano a turisti stranieri, ma anche italiani perché no, e offrono viaggi alla scoperta dei quartieri più noti della città facendo però le dovute soste per consentire di gustare le prelibatezze del posto.

E quindi tra Trastevere e Testaccio, Campo de’ fiori e Piazza Navona, appuntamento per la prima colazione tra caffè, dolci tipici e fette di torta, una sosta in un mercatino caratteristico, un giro in enoteca per aperitivi tra buon vino e affettati misti e poi alla volta di un ristorante dove assaggiare un ottimo menù del territorio.

Se siete a Roma verso l’ora di pranzo e cercate un ristorante approfittate delle trattorie tipiche di Trastevere dotate di fresco pergolato, gusterete il meglio della cucina laziale ad iniziare dalle squisite bruschette, strofinate con aglio e condite con buon olio extravergine.

Protagonisti i sapori e i prodotti tipici del territorio: abbacchio e maiale, bucatini all’amatriciana e la “gricia”, i carciofi alla giudia e le trigliette all’uva passa e pinoli della tradizione ebraica, la cucina “macellara” basata sull’utilizzo delle interiora e delle parti meno pregiate degli animali da macello, creatrice di squisitezze “povere” come la coda alla vaccinara e i rigatoni alla paiata…..

Simbolo della romanità a tavola (anche se per onor del vero traggono origine da Amatrice, piccolo centro in provincia di Rieti) sono i bucatini all’amatriciana, piatto a base di strutto, guanciale, pomodoro, peperoncino e pecorino. I buongustai sostengono che la vera amatriciana è quella in bianco. L’effetto finale è comunque sublime in entrambi i casi.

bucatini cacio e pepe appartengono, invece, alla tradizione delle borgate della capitale, così come gli gnocchi alla romana e la pajata, ovvero un piatto di rigatoni conditi con un sugo a base di budella di vitellino da latte cotte con olio, aglio, prezzemolo, vino bianco, pomodoro e peperoncino.

Diffusi ormai in tutta Italia, ma di origine romana, sono anche gli spaghetti alla carbonara.

 Tra i secondi, il piatto più caratteristico della cucina laziale è l’abbacchio alla cacciatora. Da provare anche le “bracioline d’abbacchio” in casseruola e la coratella d’abbacchio.

Altro piatto “povero” è la coda alla vaccinara, stufata in un ragù ricco di odori e cioccolato amaro.

A base di vitello è il saltimbocca alla romana, arricchito da prosciutto e salvia. Passando al pesce, piatto tipico della cucina laziale è il baccalà in guazzetto(filetti infarinati saltati in padella con un fondo di salsa di pomodoro, acciuga, olive e pinoli). Nella zona dei Castelli da non perdere la porchetta.

Un buon secondo di carne può essere accompagnato dai carciofi alla giudia, piatto di origine ebraica, o (specie nella zona di Velletri) dai carciofi alla matticella.

Se invece siete rimasti in pieno centro e preferite qualcosa di leggero, bar e wine bar non mancano, con i loro piatti veloci e i menu creativi da abbinare a qualche buon vino locale.

Insomma, conoscere l’anima di un Paese sembra significare per un turista straniero passare sempre di più attraverso la sua cultura enogastronomica.

(Ha collaborato Boris Ambrosone)


Spot

Spot

Spot