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Greco di Tufo DOCG: il vino irpino che esalta la cucina mari e monti

Un vigneto di Greco di Tufo DOCG dell'azienda vinicola Sertura
« " In verità il vino Greco era così pregiato che nei banchetti veniva versato una sola volta" » Plinio il Vecchio

Il Greco di Tufo DOCG non è un vino bianco come tutti gli altri.

Diffidate da questo bianco versatile che nasconde un carattere deciso e un tono impareggiabile.

Perché di bianco ha solo il colore e qualche sentore più delicato. L’abbinamento con le pietanze ittiche migliore è con piatti a base di frutti di mare e crostacei, anche per quelle ricette di mare, poche, che prevedono aggiunta di panna.

La sua nota decisa permette di “vitalizzare” il sapore del pesce che viene eventualmente coperto da condimenti troppo carichi, anche il burro che viene aggiunto, discutibilmente, in molte pietanze marine per amalgamare la pasta ai frutti di mare ed ai crostacei.

Essendo il Greco di Tufo, una sorta di ibrido, o come piace dire a chi vuol far capire che se ne intende, “un rosso vestito da bianco”, la cucina più appropriata per gli abbinamenti è la cosiddetta “mare e monti” che unisce gli ingredienti della terra e del mare.



Greco di Tufo: Abbinamenti Gastronomici

Qualche esempio: gamberetti e zucchine, frutti di mare e funghi, pesci cotti al forno con le patate, insalate di mare impreziosite con ortaggi e verdure. Un abbinamento da non perdere è con le frittelle con alghe o con alici o acciughe.

Per chi può permetterselo, anche la bottarga si esalta con il Greco di Tufo.

Non deve mancare sul pesce più grassoso, trote, sgombri, cefali o le cosiddette “bistecche di mare” di pesce spada, salmone, tonno e nel periodo di Natale su anguille e capitoni.

Tralasciando i menù marinari, dove l’abbinamento potrebbe sembrare quasi scontato, passiamo ai formaggi.



Il Greco di Tufo ed i formaggi.

Una delle unioni più apprezzabili è con i latticini e mozzarelle, di vaccino non di bufala e con formaggi freschi e morbidi ma poco sapidi, come primo sale e formaggio della Piana.

Provate ad adagiare una mozzarella di Montella su un letto di melissa, condirla con poche gocce di olio extravergine e gustarla sorseggiando un calice di Greco di Tufo, meglio se di vitigni che sorgono nei pressi delle miniere di zolfo e che ne ricevono ancora i profumi ed i sapori.

Su un buon primo, un buon Greco di Tufo DOCG.

Per i primi piatti, il Greco di Tufo può essere un degno alleato di sughi agro dolci, e semi salati.

Puttanesca bianca, pasta con la zucca, spaghetti all’Amalfitana con emulsione di limone e basilico, e risotti delicati ma anche tartarre di filetto e carni marinate.



Il Greco di Tufo abbinato alle carni.

Anche le carni bianche possono trovare un degno compagno in un Greco di Tufo, magari scelto tra i più forti.

Tacchino, pollo e coniglio se preparati con sughi bianchi possono essere gustati insieme al Greco di Tufo.

Per il post pasto, dipende dal gusto personale.

Può essere una valida alternativa per chi non ama le bollicine.

Si può dire, in definitiva, che essendo tutto ed il contrario di tutto, può essere un aperitivo ed un fine pasto, accompagnandovi per tutta la maratona gastronomica.



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