Scopri i brand di moda sostenibile che offrono qualità, stile e rispetto per l’ambiente, garantendo vestiti che durano nel tempo.

In un’epoca in cui il consumismo è diventato più consapevole, esistono brand di moda sostenibile che scendono in campo per salvaguardare animali e ambiente.

Anche se banalmente i brand di moda sostenibile potrebbero essere identificati con quelli che danno priorità all’utilizzo di materiali amici dell’ambiente, non rappresentano soltanto questo. La loro sostenibilità è da ricercare a monte: dalle pratiche etiche alle condizioni di lavoro che devono essere eque. Si tratta di brand a cui si avvicina chi desidera rispettare l’ambiente (e non solo) anche in quel che indossa.

Tuttavia, non sempre moda e sostenibilità fanno rima con prezzi accessibili. Eppure, bisognerebbe fare un’analisi dei costi e degli utilizzi. Mettiamo il caso che una maglioncino sintetico, in un negozio fast fashion, costa 19 euro. Dopo qualche lavaggio e utilizzo, però, il maglioncino si infeltrisce e diventa, di fatto, inutilizzabile. In sostanza, il capo è stato utilizzato per una sola stagione.

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Moda sostenibile: perché scegliere capi di qualità?

Se acquisti un maglioncino realizzato da un brand sostenibile che ha adoperato filati di qualità, senza sfruttare risorse e manodopera, potresti pagarlo dai 100 euro in su. Costo di acquisto che, però, potrai ammortizzare nel corso di diversi anni perché, con le dovute cure, il maglioncino in questione potrebbe durare anche anni. In sostanza, come diceva un detto popolare: “come spendi mangi”.

Certo, ciò richiederebbe un consumo più consapevole di un numero inferiore di capi e anche meno sprechi.

I brand di moda sostenibile che si sono distinti lo scorso anno sono diversi. Eccone una piccola selezione di tre che fanno la differenza.

Patagonia: l’abbigliamento tecnico che rispetta l’ambiente

Il brand moda Patagonia è nato nel 1973 in California. Da sempre utilizza materiali di riciclo, adotta pratiche lavorative eque e dona una percentuale dei suoi guadagni a cause ambientaliste. Un capo che ha fatto la differenza, è rappresentato dal piumino realizzato soltanto con piume tracciabili, non ricavate dalla spiumatura delle oche.

Il brand presta molta attenzione anche ai filati. Uno su tutti la lana. Quella che adopera, infatti, proviene da allevamenti in cui viene garantito il benessere delle pecore. Altri esempi sono rappresentati da cotone organico e nylon riciclato, che proviene da scarti industriali.

La resistenza di ciascun capo del brand è realizzato con l’intento di durare nel tempo, per evitare ricambi frequenti. Uno stile, quello di Patagonia, che si è distinto per il suo essere sì tecnico ma anche casual chic.

Dopo queste premesse, è facile intuire che i prezzi del brand moda sono un po’ sopra la media ma ne vale la pena. Un parka da donna, ad esempio, con funzione isolante, può costare sui 250 euro.

Stella McCartney: lusso e sostenibilità cruelty-free

La stilista Stella McCartney si è distinta nel mondo della moda grazie ai suoi capi cruelty-free sin dal 2011. Per i suoi capi e accessori, infatti, la figlia dell’ex Beatles, ha sempre scelto di usare materiali vegani, evitando pelli o pellicce, dimostrandosi vicina agli animali e all’ambiente. Poliestere riciclato e cashmere rigenerato sono alcune delle fibre con cui sono realizzati i suoi capi.

Il suo impegno è riconosciuto anche dalle Nazioni Unite che hanno ideato insieme a lei una piattaforma che condivida informazioni agli stilisti emergenti per produrre in modo più sostenibile.

L’impegno della McCartney è anche quello di minimizzare le emissioni. Il tutto non dimenticando, comunque, il design che, nel corso degli anni, è diventato facilmente riconoscibile, emblema dello stile british pratico, sofisticato ma soprattutto green.

Iconica la sua borsa Falabella che parte dai 700 euro (per la versione mini) in su. Una bag di lusso vegana realizzata a mano da artigiani italiani.

G-Star: lo streetwear che punta su denim eco-friendly

Nato ad Amsterdam nel 1989, G-Star è un brand attento all’ambiente mettendo in pratica una filiera produttiva green. Il suo stile ecosostenibile è promosso anche da alcune collezioni che promuovono iniziative interessanti come, ad esempio, quella di Raw for the Oceans, realizzata in cotone biologico, con colorazioni dei tessuti che non lasciano residui e non sprecano acqua.

Persino le etichette, le cerniere e i bottoni sono realizzati con materie prime provenienti da fonti responsabili. Il suo denim grezzo ha fatto storia perché rimane raw e può essere interpretato per vari stili e capi. Un pantalone di jeans cinque tasche classico costa dai 100 euro in su.

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