Durante il corso dell’IMID 2026, la divisione display di Samsung ha presentato il Wide View Display, un pannello oled pieghevole pensato per risolvere uno dei difetti strutturali più fastidiosi di questa categoria di dispositivi: la perdita di luminosità nella zona curva in corrispondenza della piega degli smartphone pieghevoli. Questo perché, nei cellulari attuali, con il passare del tempo in corrispondenza della piega il telefono può erogare fino il 40% di luminosità in meno: un calo percepibile a occhio nudo anche dagli utenti meno attenti ai dettagli tecnici.
Il nuovo pannello, completamente riprogettato tra materiali e struttura interna, grazie a uno strato organico emissivo permette di ottenere una luminosità uniforme sulla superficie senza che ci siano dei cali percepibili, anche osservando lo schermo da angolazioni diverse. Il miglioramento, oltre a rendere più gradevole la visione di foto e video, apre interessanti prospettive: chi utilizza il proprio smartphone pieghevole per attività che richiedono uno schermo ampio e leggibile in ogni condizione di luce, dal lavoro alle partite in un casinò online, si ritroverà per le mani un telefono più affidabile.
Un problema strutturale che accompagna i pieghevoli da anni
Gli OLED flessibili perdono luminosità sulla piega a causa di un limite della tecnologia. Le zone curve dello schermo, per via dell’angolazione diversa rispetto al resto del pannello, disperdono naturalmente una parte della luce emessa dai subpixel organici sottostanti; tanto più diventa grande il pannello, tanto più questa dispersione di fotoni si accentua.
Fino a oggi, i produttori avevano affrontato il problema principalmente con soluzioni software, aumentando artificialmente la luminosità nella zona critica per compensare la dispersione: tale approccio però non andava a risolvere la causa strutturale del fenomeno, bensì offriva un semplice palliativo a fronte di un maggiore consumo energetico.
Il WVD messo in piedi da Samsung invece è un protocollo di realizzazione dei materiali dello strato emissivo: attraverso un redesign della struttura interna, l’azienda coreana ha trovato un modo per distribuire la luce in maniera più uniforme lungo tutta la superficie curva, indipendentemente dall’angolo di piegatura del dispositivo.
Il risultato dichiarato dall’azienda è tale da fare in modo che il pannello sia capace di mantenere una resa cromatica costante anche nelle zone più critiche, un dettaglio che secondo Samsung sarà determinante per le prossime generazioni di smartphone pieghevoli, tablet e persino dispositivi robotici destinati a un utilizzo professionale intensivo.
Dispositivi sempre meno in cerca di identità
I dispositivi pieghevoli senza dubbio hanno nella loro forma il principale vettore di vendite: la maggiore superficie di visualizzazione rispetto un normale smartphone è un vantaggio molto importante per quegli utenti che desiderano avere in mano anche qualcosa con cui poter fruire al massimo della qualità esperienze e contenuti multimediali. Risolvendo il problema della luminosità gli smartphone pieghevoli potranno acquisire nuovi segmenti di mercato.
Questo perché il mercato presente già c’è e già è in espansione: non è un caso che siano diversi i produttori che stanno orientando lo sviluppo dei propri smartphone verso il pieghevole, puntando proprio sulla qualità finale dello schermo. È vero che i social, senza dubbio le applicazioni più popolari in circolazione, non sono ancora adattati ai fattori forma dei pieghevoli ma questo discorso non si applica, ad esempio, a giochi come il blackjack che su schermi meno rettangolari danno il meglio di sé.
La divisione display del gruppo coreano potrebbe fare la fortuna della casa madre: Honor, Huawei, Oppo, Motorola e Xiaomi hanno listini strutturati su questa specifica categoria merceologica e le nuove tecnologie in gioco potrebbero spostare in avanti le aspettative dell’intero mercato.
