Due donne, due maternità, due destini che si incrociano tra affetti, segreti e ferite mai rimarginate. In un racconto che unisce l’intimità del vissuto personale alla necessità di fare i conti con la storia collettiva, prende forma un intreccio emozionante e necessario, capace di toccare corde profonde e universali.
Un film che Netflix mette a disposizione del suo pubblico che parla di identità, memoria e amore, e che merita di essere visto per la sua forza narrativa e il suo impegno civile. Pedro Almodóvar mette in scena un film intenso e profondamente politico.
Si intitola “Madres paralelas”, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2021, che segna una delle vette più mature della carriera del cineasta spagnolo. Una pellicola ora anche in streaming che intreccia il melodramma familiare e la memoria storica nazionale, raccontando la maternità da una prospettiva tanto intima quanto collettiva.
La trama del film segue la storia di Janis (interpretata da Penélope Cruz), una fotografa quarantenne che resta incinta dopo una relazione con Arturo, un antropologo forense coinvolto nel recupero delle fosse comuni del franchismo.
Janis incontra in ospedale Ana (Milena Smit), una ragazza adolescente con cui condivide la stanza di degenza. Entrambe diventano madri nello stesso giorno, dando vita a un legame che si evolve tra complicità, sospetto e scoperta.
Il titolo “Madres paralelas” è emblematico: le due donne percorrono cammini esistenziali diversi ma simmetrici, fino a quando una verità sconvolgente rompe l’apparente equilibrio. Il film affronta con delicatezza temi come la maternità non biologica, le responsabilità familiari, la ricerca identitaria e soprattutto la necessità di fare i conti con il passato.
Qui abbiamo una Penélope Cruz, alla sua settima collaborazione con Almodóvar, che offre una delle migliori interpretazioni della sua lunga e brillante carriera. Il suo personaggio è stratificato, combattuto tra amore, dolore e senso di colpa. La sua performance le è valsa la Coppa Volpi a Venezia e una candidatura all’Oscar come miglior attrice protagonista.
Anche Milena Smit sorprende per intensità e naturalezza nel ruolo della giovane Ana. Poi c’è la regia inconfondibile di Almodóvar con le sue composizioni visive perfette e interni che sembrano quadri. Ma è soprattutto nella scrittura che emerge la sua evoluzione.
Il film abbandona in parte la surrealtà e l’ironia per farsi più sobrio, più politico, più necessario. L’inserimento del tema delle fosse comuni è inoltre un atto di coraggio e di responsabilità civile: Almodóvar invita la Spagna a fare luce sulle ombre del franchismo, rifiutando così l’oblio.
Ci pensa anche la colonna sonora di Alberto Iglesias, collaboratore storico del regista, ad accompagnare la narrazione con discrezione ma efficacia, sottolineando i passaggi emotivi con sensibilità. Ecco il trailer ufficiale reperibile sul canale ufficiale su Youtube per immergersi in un’atmosfera drammatica e intensa.
Per tutti questi motivi, “Madres paralelas” su Netflix rappresenta un’opera matura che parla di madri e figli, ma anche di verità e giustizia, confermando Almodóvar non solo maestro del melodramma, ma anche voce lucida e impegnata nel panorama del cinema contemporaneo.
Per The Guardian: “Un ritorno alla forma più intensa di Almodóvar, un melodramma elegante e pieno di cuore, con una Penélope Cruz semplicemente straordinaria”. Su Google l’indice di apprezzamento degli utenti è del 75%, sul sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes è di 96%, infine su IMDb il punteggio relativo è di 7,1 su 10.
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