Su Raiplay Adesso tocca a me, il docufilm che racconta gli ultimi giorni del giudice Borsellino attraverso gli occhi dell’agente sopravvissuto alla strage di via D’Amelio.

«Un racconto volutamente didascalico, pensato per un pubblico giovane che ha scarsa conoscenza di quei tragici avvenimenti», scrive Aldo Grasso sul Corriere della Sera per presentare il docufilm della Rai.

 Adesso tocca a me, disponibile su Raiplay, è un film drammatico per la televisione che ripercorre gli ultimi giorni di Paolo Borsellino, magistrato simbolo della lotta alla mafia, attraverso lo sguardo di Antonio Vullo, unico agente sopravvissuto alla strage di via D’Amelio.

La narrazione si sviluppa alternando immagini di repertorio a scene di fiction, creando un racconto intenso e commovente. Un aneddoto toccante mostra Borsellino in un ristorante, dove il cuoco, in lacrime, gli chiede scusa per la presenza della mafia in Sicilia. Un momento che sottolinea l’impatto umano del magistrato sulla società.

Il film, diretto da Francesco Miccichè, è stato trasmesso su Rai 1 il 19 luglio 2017, anniversario della strage. Prodotto da Aurora TV e Rai Fiction, con la sceneggiatura di Sandrone Dazieri, Francesco Miccichè e Giovanni Filippetto, il docufilm ha ricevuto un’accoglienza calorosa sia dal pubblico che dalla critica.

Protagonista è Cesare Bocci (Il commissario Montalbano, Elisa di Rivombrosa, Imma Tataranni, sostituto procuratore) nel ruolo di Paolo Borsellino. Accanto a lui, Giulio Maria Corso (Il paradiso delle signore, Che Dio ci aiuti, Questi giorni) interpreta Antonio Vullo, Anna Ammirati (L’oro di campiao, La squadra, Sospetti 2) è Agnese Borsellino e Ninni Bruschetta (La mafia uccide solo d’estate, I cento passi, Spaccaossa) veste i panni di Rino Germana.

La trama del docufilm da vedere su Raiplay si concentra sugli ultimi 57 giorni di vita di Borsellino, dal 23 maggio al 19 luglio 1992, periodo intercorso tra le stragi di Capaci e via D’Amelio. Attraverso le testimonianze di amici, colleghi e familiari, il film ricostruisce il clima di tensione e isolamento vissuto dal magistrato, evidenziando la sua determinazione e il suo coraggio nel proseguire la lotta alla mafia nonostante le minacce.

Adesso tocca a me ha ricevuto una valutazione di 7,3 su 10 su IMDb . Gli utenti di Google invece hanno espresso un alto gradimento per la pellicola, che arriva all’86% di commenti positivi.

La critica ha elogiato l’opera disponibile su Raiplay per la sua capacità di raccontare con sobrietà e rispetto una delle pagine più dolorose della storia italiana. “Un racconto intenso e inedito, epico e al tempo stesso intimo” scrive Francesco Canino su Panorama.

Sul Corriere della Sera, Aldo Grasso usa le sa le parole di Paolo Borsellino per evidenziare il contesto: «Mi uccideranno ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri».

Adesso tocca a me è un lavoro quasi documentaristico che merita di essere visto per comprendere meglio cosa accadde in Italia all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, il sacrificio di Paolo Borsellino e il contesto in cui ha operato. La narrazione, arricchita da testimonianze autentiche, offre uno spaccato intenso della vita del giudice amico e collega di Falcone, riuscendo a far emergere la sua umanità e il suo impegno.

La regia attenta di Miccichè e le interpretazioni intense del cast rendono la visione un’opportunità per riflettere sulla memoria e sull’importanza della legalità, un’occasione per riscoprire il valore del coraggio e della giustizia.

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