La sala prove è il primo luogo in cui Lara prova a farsi riconoscere. Sbarra, specchi, punte, esercizi ripetuti fino allo sfinimento. Ogni movimento chiede precisione, grazia, resistenza. Per lei, però, la danza va oltre il sogno professionale, è il tentativo di dare una forma al corpo, di costringerlo a seguire l’immagine che porta dentro. Girl, disponibile su Prime Video, entra in questa tensione senza cercare scorciatoie rassicuranti.
Lara ha quindici anni, vive in Belgio e vuole diventare una ballerina professionista. È stata ammessa in una prestigiosa scuola di danza ad Anversa, dove si trasferisce con il padre Mathias e il fratellino Milo. Potrebbe sembrare l’inizio di un classico racconto di formazione, con una ragazza determinata a inseguire il proprio talento. Il film di Lukas Dhont sceglie invece un terreno più fragile: Lara è una ragazza transgender e affronta il percorso di transizione mentre prova a reggere la durezza della disciplina classica.
Il padre, interpretato da Arieh Worthalter, le sta accanto con affetto, attenzione, anche con quella fatica silenziosa di chi vorrebbe proteggere senza invadere. I medici la seguono, la scuola le apre una possibilità, intorno a lei non c’è il rifiuto frontale che altri film avrebbero forse scelto come conflitto principale. Proprio per questo Girl risulta più scomodo: il dolore di Lara nasce soprattutto dal rapporto quotidiano con un corpo che sente ancora distante da sé.
La storia procede dentro questa doppia pressione. Da un lato ci sono gli allenamenti, le prove, il desiderio di essere all’altezza delle compagne, il sacrificio fisico richiesto dalla danza. Dall’altro c’è l’attesa della trasformazione, con il tempo medico che non coincide con l’urgenza emotiva di un’adolescente. Lara vorrebbe che tutto accadesse prima, vorrebbe vedere subito nel corpo ciò che già conosce di sé. Ogni ritardo diventa frustrazione, ogni lezione una sfida, ogni specchio un confronto difficile.
A interpretarla è Victor Polster, ballerino alla sua prima esperienza da attore, premiato a Cannes per questa prova. Girl è il primo lungometraggio di Lukas Dhont, scritto con Angelo Tijssens. Il film ha avuto un percorso importante nei festival: a Cannes ha vinto la Caméra d’Or per la miglior opera prima, la Queer Palm, il premio FIPRESCI della sezione Un Certain Regard e il riconoscimento per l’interpretazione di Polster. È stato anche scelto dal Belgio per rappresentare il Paese nella corsa all’Oscar per il miglior film straniero.
Una parte della critica e della comunità transgender ha contestato lo sguardo del regista, accusandolo di soffermarsi troppo sulla sofferenza fisica e sul corpo della protagonista. Girl resta però un’opera capace di momenti molto forti che guarda l’identità di genere attraverso il dolore,una scelta che può colpire, coinvolgere o mettere a disagio.
Ed è questa sua complessità che rende la pellicola disponibile su Prime Video un’esperienza intensa per tutti.
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