La grande civiltà degli antichi romani rivive in un sito enorme e unico al mondo: il Parco Archeologico del Colosseo a Roma, un tesoro inestimabile da visitare assolutamente.

Roma città eterna, dalle mille occasioni di svago, dalla storia immortale e dove arte e cultura si respirano praticamente in ogni angolo. Quando si visita la Capitale, ci si perde nelle infinite possibilità che questa maestosa città offre ai visitatori, che accorrono quotidianamente da ogni parte del mondo. Poli espositivi, monumenti, palazzi, ville, giardini, tanti musei a cielo aperto che la rendono una delle città più amate di sempre.

Se vuoi tornare indietro nella sua illustre storia e ripercorrere le orme degli antichi romani, non puoi prescindere da un viaggio nel Parco Archeologico del Colosseo, un nome sotto al quale sono racchiusi un gran numero di siti simbolo di Roma.

Cosa vedere al Parco Archeologico del Colosseo

Il Parco archeologico del Colosseo comprende infatti l’Anfiteatro Flavio, l’area del Foro Romano e del Palatino, la Domus Aurea, l’arco di Costantino e la Meta Sudans nella valle del Colosseo. Un sito maestoso, grandioso, memorabile tra i più visitati nel mondo e il primo in Italia.

Il parco custodisce e valorizza alcune tra le più importanti testimonianze archeologiche della storia della civiltà occidentale, dalla fine dell’età del Bronzo all’età contemporanea, e ogni giorno accoglie flotte di turisti da ogni punto del pianeta. Stiamo parlando di quello che, se vai a Roma o nei suoi dintorni, rappresenta il punto di massimo splendore nella storia romana.

Il consiglio per la visita è sicuramente quello di vestirti comodo, zaino in spalla con il necessario per uno snack veloce per dissetarti e riempire lo stomaco, e non perdere l’occasione di trovare l’angolo migliore per immortalare il tutto con la macchina fotografica.

Il Parco Archeologico del Colosseo ospita ciclicamente una varietà di eventi culturali, esposizioni temporanee, conferenze e rievocazioni storiche che arricchiscono l’esperienza dei visitatori, consentendo loro di immergersi nella storia e nella cultura dell’antica Roma.

Tra le rievocazioni storiche, un ruolo centrale ce l’ha sicuramente la Via Crucis: Durante la Settimana Santa, il Colosseo è tradizionalmente il punto di partenza della Via Crucis, presieduta dal Papa.

Un evento che si svolge annualmente e durante il quale il Parco Archeologico del Colosseo, insieme ad altri musei e siti storici di Roma, apre le sue porte fino a tarda notte è la Notte dei Musei che regala emozioni davvero uniche.

Altra esperienza da fare al Colosseo è il 21 aprile, in occasione delle celebrazioni del Natale di Roma, durante le quali gruppi in abiti d’epoca si esibiscono in sfilate, dimostrazioni di tecniche di combattimento e rituali antichi per commemorare la fondazione della città.

Il Parco Archeologico del Colosseo ospita regolarmente anche incontri culturali mostre temporanee che esplorano vari aspetti dell’antica Roma, dalla vita quotidiana ai grandi temi architettonici, artistici e sociali, spesso in collaborazione con musei internazionali e istituzioni culturali.

Per conoscere gli eventi specifici in programma al Parco Archeologico del Colosseo è sempre consigliabile consultare il sito ufficiale del Parco o le piattaforme di eventi culturali di Roma.

Anfiteatro Flavio (Colosseo)

Monumento iconico, l’Anfiteatro Flavio è conosciuto nel mondo anche con il nome di Colosseo (per una colossale statua che sorgeva a poca distanza), e si erge maestoso nel cuore archeologico della città, accogliendo ogni giorno una folla di turisti affascinati dalla sua storia, dalla sua architettura e da una bellezza difficile da spiegare a parole.

L’edificio (il più grande anfiteatro al mondo) risale al I secolo d.C., costruito per volere degli imperatori della dinastia flavia, e ha accolto, fino alla fine dell’età antica, spettacoli di grande richiamo popolare, come i giochi dei gladiatori. Nel 438 con l’abolizione degli stessi per volere di Valentiniano III, subì un progressivo declino tanto da essere utilizzato nel Medioevo e nel Rinascimento come cava di materiali, utilizzati anche per la costruzione della Basilica di San Pietro, e come ricovero per animali e sede per laboratori artigianali e abitazioni.

Oggi l’Anfiteatro ospita esposizioni temporanee legate a temi dell’antico e del suo rapporto con la contemporaneità, nonché spettacoli ed eventi.

Foro Romano

Situato tra le pendici del Campidoglio, dell’Esquilino e del Palatino, in Largo della Salara Vecchia 5/6, il Foro Romano conserva le più importanti testimonianze della storia politica e religiosa della città antica. La piazza del Foro fu pavimentata alla fine del VII secolo a.C., dopo la bonifica della palude che originariamente occupava la valle. Da quel momento, si trasformò nel centro della vita pubblica romana per oltre un millennio.

Dopo gli interventi cesariani sulla Basilica Iulia e la Curia, e la realizzazione per volere di Augusto del Tempio del Divo Cesare e dell’Arco Partico, gli imperatori realizzarono pochi ma significativi monumenti di grande prestigio. Il Tempio di Vespasiano e Tito con la gens Flavia; alla memoria di una coppia di imperatori divinizzati, Antonino Pio e Faustina dedicato un tempio poi trasformato nella chiesa di San Lorenzo in Miranda; alla celebrazione della vittoria sui Parti l’Arco di Settimio Severo.

L’ultimo grande intervento fu realizzato dall’imperatore Massenzio all’inizio del IV secolo d.C., ovvero il Tempio dedicato alla memoria del figlio Romolo e il rifacimento dell’imponente Basilica.

Palatino

In via di San Gregorio, 30, troviamo il Palatino, dove sono custoditi i resti degli insediamenti dell’età del Ferro riferibili al più antico nucleo della città di Roma. Sede di importanti culti cittadini, fra il II e il I secolo a.C. il colle divenne il quartiere residenziale dell’aristocrazia romana, con dimore raffinate e sfarzose. Dopo Augusto, che scelse simbolicamente il colle come luogo della propria abitazione, il Palatino diventa sede dei palazzi imperiali (Domus Tiberiana, Domus Transitoria e Domus Aurea, Domus Flavia).

Alcuni tra i più significativi manufatti rinvenuti negli scavi portati avanti nel sito archeologico, sono ora esposti nel Museo Palatino: l’edificio accoglie al piano terra materiali che illustrano la storia più antica del colle e al primo piano opere d’arte di epoca imperiale.

In particolare, la Domus Aurea era la maestosa reggia di Nerone, costruita in seguito all’incendio che distrusse un’ampia parte di Roma. Qui si trovano meravigliosi esempi di pittura romana, sontuose decorazioni con stucchi, marmi colorati, e rivestimenti in pietre preziose e oro. Le parti oggi visitabili sono quelle sul colle Oppio, che comprendono ambienti probabilmente destinati a feste e banchetti che erano stati interrati rimanendo sconosciuti fino al Rinascimento.

Mentre con il Domus Aurea Experience, potrai riviverne i fasti con l’esperienza nella realtà immersiva (apertura dal venerdì alla domenica dalle 9.00 alle 17.00, si consiglia prenotazione online, durata visita virtuale 1 ora e 15 minuti).

Arco di Costantino

In piazza del Colosseo, troviamo l’imponente arco di trionfo con il quale Costantino rappresentava la potenza romana, nello specifico per celebrare il suo trionfo su Massenzio, avvenuto il 28 ottobre del 312 d.C. a seguito della battaglia di ponte Milvio. Non a caso trova spazio tra il Circo Massimo e l’Arco di Tito, ed è il più grande arco onorario giunto fino a noi. Una sintesi perfetta della propaganda ideologica di età costantiniana.

Sulle facce principali dell’arco e sui lati si alternano, secondo schemi simmetrici, rilievi dell’età di Traiano, di Adriano, di Marco Aurelio e infine, nel settore inferiore, dell’età di Costantino. Tutti i volti degli imperatori che appaiono nei rilievi sono stati rimodellati a somiglianza di Costantino, con il nimbo a rappresentare la maestà imperiale.

Meta Sudans

Una fontana monumentale risalente all’età Flavia, i cui resti sono visitabili a poca distanza dall’Arco di Costantino. La Mens Sudans (da “meta”, ovvero la forma conica che ricordava le mete del circo, e “sudans”, ovvero l’acqua che ne sgorgava) è stata funzionante fino al V secolo d.C.. I ruderi furono poi demoliti nel periodo fascista per creare via dei Trionfi.

L’aspetto originario era un cilindro di base, rivestito di marmo e probabilmente strutturato in nicchie, con un elemento superiore conico, sormontato da un fiore o da una sfera. Questa fontana era stata costruita in un luogo di notevole rilevanza urbanistica, all’incrocio di due strade connesse al percorso trionfale e nel punto di incontro di quattro regioni della Roma augustea.