Nel 1961 un sessantenne inglese riuscì a mettere in imbarazzo uno dei musei più importanti del mondo. Non era un ladro professionista né un esperto d’arte, ma un tassista in pensione convinto che certe battaglie sociali meritassero di essere combattute anche con gesti clamorosi.
Da quella vicenda realmente accaduta nasce “Il ritratto del Duca”, il film diretto da Roger Michell disponibile in streaming su NOW, Sky Go e sul canale Anni Duemila di Prime Video. Chi non dispone di un abbonamento può invece noleggiarlo o acquistarlo sulle principali piattaforme digitali. Il noleggio parte indicativamente da 2,99 euro, mentre l’acquisto digitale da 6,99 euro, con prezzi che possono variare secondo il servizio e la qualità video.
Il protagonista è Kempton Bunton, cui Jim Broadbent presta un’umanità fatta di ironia, ostinazione e ingenuità. Vive a Newcastle insieme alla moglie Dorothy, interpretata da Helen Mirren, e conduce una vita semplice, segnata dalle difficoltà economiche e da un carattere che spesso lo porta a sfidare le regole. Kempton ha un’idea molto precisa della giustizia sociale e non perde occasione per contestare ciò che considera un’ingiustizia, anche quando tutti gli suggeriscono di lasciar perdere.
La sua battaglia riguarda il canone della televisione pubblica britannica. È convinto che gli anziani e le persone con minori possibilità economiche non dovrebbero essere costretti a pagarlo. Quella che inizialmente sembra soltanto l’ennesima protesta personale prende però una piega imprevedibile quando Kempton decide di impossessarsi del celebre ritratto del Duca di Wellington dipinto da Francisco Goya ed esposto alla National Gallery di Londra.
Il suo gesto non nasce dal desiderio di arricchirsi. Al contrario, Kempton invia una richiesta molto precisa. Attraverso alcune lettere, Kempton lega la restituzione del quadro alla propria battaglia per rendere gratuito il canone televisivo agli anziani e alle persone meno abbienti.. È una proposta che sorprende la polizia, i giornali e l’opinione pubblica, trasformando un uomo qualunque nel protagonista di uno dei casi più curiosi della cronaca britannica del Novecento.
Il film segue naturalmente anche l’indagine delle autorità, ma sceglie di dedicare molto spazio alla vita privata del protagonista. Il rapporto con Dorothy occupa un ruolo centrale. Lei è pratica, concreta e spesso esasperata dalle continue iniziative del marito, mentre Kempton continua a inseguire ideali che sembrano più grandi delle sue possibilità. Tra i due emergono anche ferite mai del tutto rimarginate, legate alla perdita della figlia e alle difficoltà vissute dalla famiglia negli anni precedenti.
Roger Michell evita di trasformare la vicenda in un classico film sul furto di un’opera d’arte. La storia procede piuttosto come il ritratto di una persona comune che, nel bene e nel male, rifiuta di accettare passivamente ciò che considera sbagliato. Il celebre quadro di Goya diventa quasi il simbolo di una protesta, mentre il racconto mantiene sempre uno sguardo attento ai rapporti umani e alle conseguenze delle scelte del protagonista.
Accanto a Jim Broadbent e Helen Mirren trovano spazio anche Fionn Whitehead, Matthew Goode, Anna Maxwell MartineJack Bandeira, interpreti che danno vita ai diversi personaggi coinvolti nella vicenda.
Uscito nel 2020, “Il ritratto del Duca“ è uno degli ultimi lavori diretti da Roger Michell, il regista di Notting Hill, scomparso nel 2021 prima dell’uscita commerciale del film. La sceneggiatura prende spunto dalla vera storia di Kempton Bunton, anche se alcune parti sono state romanzate per esigenze narrative.
Disponibile in streaming su NOW, Sky Go e sul canale Anni Duemila di Prime Video, il film racconta un episodio poco noto della storia britannica, ma soprattutto il ritratto di un uomo convinto che perfino un gesto apparentemente impossibile potesse servire ad attirare l’attenzione su una causa ritenuta giusta.
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