L’inquietudine di un uomo sospeso tra passato e desiderio, su Raiplay un film drammatico con uno straordinario Toni Servillo.
«Un film sussurrato, borbottato, sconsigliabile ai duri d’orecchio. Anche i colpi di pistola risuonano ovattati» scriveva Tullio Kezich sul Corriere della Sera all’uscita in sala. E aveva ragione: Le conseguenze dell’amore, disponibile oggi su Raiplay, è un’opera thriller noir che non grida, ma s’insinua nella coscienza, lasciando un solco silenzioso e profondo.
È uno di quei lavori cinematografici che più si guardano, più rivelano strati di significato. Un noir esistenziale, una meditazione sul tempo, sull’identità, sull’amore come ultima possibilità di salvezza – o di dannazione.
Nel cuore della vicenda c’è Titta Di Girolamo, interpretato da un Toni Servillo in stato di grazia, che vive da otto anni in un anonimo hotel di Lugano. La sua vita scorre immobile: ogni giorno è identico al precedente, ogni gesto è calcolato, ogni parola è misurata. Ma dietro questa quiete si cela una verità inquietante: Titta è legato alla mafia, e in quel luogo svizzero è in esilio, incaricato di custodire ingenti somme di denaro. Fino a quando l’incontro con Sofia – la barista dell’hotel – apre una crepa nella sua armatura. Una crepa da cui, lentamente, entra l’umanità.
La pellicola disponibile su Raiplay, uscita nel 2004 e secondo lungometraggio diretto da Paolo Sorrentino, fu una vera rivelazione per la critica e il pubblico. Vincitore di cinque David di Donatello (tra cui miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura), segnò l’inizio della collaborazione artistica tra il regista e Servillo, poi proseguita in capolavori come Il divo, L’uomo in più, La grande bellezza, Loro ed E’ stata la mano di Dio.
In ognuno di questi ruoli, Servillo ha mostrato una gamma interpretativa vasta e raffinata, passando dal Giulio Andreotti statuario e inquietante al Jep Gambardella malinconico e mondano. In Le conseguenze dell’amore, però, dà forse una delle sue performance più sottili, più interne: un corpo che nasconde, una voce che sussurra, uno sguardo che ferisce.
Nel cast troviamo anche Olivia Magnani, intensa e misurata, nel ruolo di Sofia; Adriano Giannini (Vivere, Adagio, Lacci) e Gianna Paola Scaffidi, oltre a una fotografia straordinaria firmata da Luca Bigazzi, collaboratore storico di Sorrentino. Le inquadrature simmetriche, i piani sequenza lenti, le dissolvenze temporali rendono il film un oggetto estetico quasi ipnotico, dove ogni immagine è una riflessione visiva sul tempo e sull’alienazione.
Tratto da una sceneggiatura originale, il lungometraggio è stato girato in Svizzera e ha incassato circa 2,6 milioni di euro in Italia, un ottimo risultato per un’opera d’autore. Su IMDb, Le conseguenze dell’amore ha una valutazione di 7,5/10, mentre su Rotten Tomatoes il punteggio critico si attesta attorno all’80%, con un gradimento del pubblico ancora più alto. Gli utenti Google esprimono un tasso di approvazione vicino all’80%, a conferma di quanto il film sia entrato nel cuore degli spettatori italiani e internazionali.
Perché vedere quest’opera su Raiplay? Perché non somiglia a nessun altro film nel panorama italiano di inizio anni 2000. È un cinema fatto di sottrazione, di dettagli, di atmosfere. Un cinema che non cerca facili emozioni ma scava nell’inquietudine del quotidiano.
Insomma, si tratta di una delle pellicole più riuscite del cinema italiano contemporaneo, che colpisce per la sua capacità di trasformare il vuoto in tensione, il silenzio in racconto, la lentezza in stile. È un film che si muove nel tempo come un pensiero ossessivo, che lascia dentro domande più che risposte.
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