Cosa sei disposto a fare per amore? E, soprattutto, quanto in là può spingersi una persona quando l’amore diventa ossessione? È la domanda che aleggia su “Un marito fedele – Loving Adults”, il thriller danese del 2022 diretto da Barbara Topsøe-Rothenborg e disponibile su Netflix, una pellicola che scuote, disturba e, in fondo, fa riflettere sulle zone più oscure delle relazioni.

Non è il classico film sul tradimento: qui non troverai solo sguardi furtivi e bugie sussurrate al telefono. La trama scava nel terreno scivoloso di ricatti, ossessioni e decisioni irreversibili, raccontando la storia di Christian (Dar Salim), un imprenditore edile di successo, e di sua moglie Leonora (Sonja Richter), donna elegante e apparentemente fragile, ma capace di tirare i fili come una burattinaia instancabile.

Christian, dietro la facciata dell’uomo tutto d’un pezzo, nasconde due verità pericolose: una relazione extraconiugale con la giovane architetta Xenia (Sus Wilkins) e una frode fiscale commessa agli inizi della carriera. Due segreti che diventano armi nelle mani di Leonora, pronta a usarli per mantenere intatto quel mondo di lusso e privilegi che si è costruita.

Il film su Netflix mette in scena un sottile gioco psicologico: Christian, schiacciato tra la moglie che lo ricatta e l’amante che lo pressa a “fare una scelta”, immagina di liberarsi di Leonora. Ma come spesso accade nei thriller più riusciti, la verità è che nulla va come previsto. Anzi, è proprio Leonora a rivelarsi la più lucida, spietata e strategica dei due. Una donna che, dietro il sorriso, nasconde un’ossessione antica, alimentata da un dolore adolescenziale che non si è mai davvero rimarginato.

Un marito fedele – Loving Adults non è solo una storia di infedeltà, ma un intreccio di colpa, vendetta e potere, che si muove a ritmo serrato per un’ora e mezza, senza pause, come un meccanismo inesorabile. A fare da filo conduttore, la voce di un detective che, raccontando la vicenda alla figlia poco prima del matrimonio, tesse la trama e guida lo spettatore in un crescendo di tensione.

La regia di Topsøe-Rothenborg è elegante e inquietante allo stesso tempo: colori freddi, ambienti ordinati, quasi perfetti, che contrastano con la ferocia emotiva dei personaggi. Un tocco che ricorda, per atmosfere e tensione, L’amore bugiardo – Gone Girl, un altro thriller amatissimo su Netflix, ma con un’impronta tutta nordica, glaciale e tagliente.

Il film ha diviso la critica: su Rotten Tomatoes ha ricevuto giudizi altalenanti 3.4/5 , ma il pubblico su Google lo ha accolto bene e con curiosità, premiandolo con un 72% di gradimento per il ritmo e per le interpretazioni solide. IMDB lo colloca nella fascia “da vedere” con un 6,5/10 per gli amanti dei thriller psicologici, sottolineando come il personaggio di Leonora sia la vera forza del racconto.

In fondo, “Un marito fedele” è un film che lascia domande scomode: fino a che punto conosci davvero la persona che hai accanto? E cosa succede quando l’amore diventa una trappola?

Una cosa è certa: se ami i thriller che non si limitano a intrattenere, ma ti obbligano a confrontarti con i lati più inquietanti delle relazioni umane, questo titolo su Netflix merita di essere recuperato.

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