Andare in trasferta a Bologna non significa soltanto seguire la propria squadra al Renato Dall’Ara. Significa entrare in una delle città più riconoscibili e accoglienti del calcio italiano, dove il rito della partita si intreccia con quello della passeggiata in centro, del pranzo in trattoria e di qualche ora trascorsa tra piazze, torri e portici.
Il fascino del Bologna FC 1909 parte da lontano. Il club rossoblù, fondato nel 1909, fa parte della storia del calcio italiano e nel suo palmarès conta 7 scudetti e 3 Coppe Italia. È la squadra che negli anni del suo splendore si guadagnò il soprannome di quella “che tremare il mondo fa”, un’espressione che ancora oggi racconta bene il peso storico di questa società nel panorama nazionale. Nel panorama calcistico italiano, Bologna rappresenta una delle trasferte più apprezzate dai tifosi, nonché una piazza storica di grande rilevanza anche per chi segue il mondo delle scommesse in Italia.
Ma chi arriva sotto le Due Torri per una partita scopre presto che il richiamo della città è forte quasi quanto quello dello stadio. Il Renato Dall’Ara, storica casa del Bologna, si trova in Via Andrea Costa 174, nel quartiere Costa-Saragozza, a circa 3 chilometri dal centro. È uno stadio che appartiene alla memoria del calcio italiano: nato come Littoriale, poi trasformato nel tempo, resta uno degli impianti più riconoscibili del Paese anche per il suo legame con la storia urbana di Bologna.
Per questo molti tifosi delle squadre avversarie scelgono di arrivare con un po’ di anticipo e vivere la città prima del fischio d’inizio. Il cuore di Bologna si presta perfettamente a una trasferta lenta, fatta di passi e soste. I suoi celebri portici, iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2021, sono molto più di un elemento architettonico: sono il vero modo di attraversare la città, di sentirne il ritmo, di passare dal centro alle sue strade più vive senza mai perdere il contatto con la sua identità.

La passeggiata classica parte quasi sempre da Piazza Maggiore, uno dei luoghi simbolo della città, e prosegue verso la Basilica di San Petronio, le vie dello shopping del centro e naturalmente le Due Torri, gli emblemi più noti del profilo bolognese. Anche senza trasformare la giornata in un itinerario turistico vero e proprio, bastano poche ore per respirare quell’atmosfera universitaria, colta e al tempo stesso popolare che rende Bologna diversa da molte altre città di trasferta.
C’è poi il capitolo che per molti tifosi conta quasi quanto il calcio: il cibo. Da questo punto di vista Bologna è una certezza. Una trasferta qui può facilmente diventare l’occasione per sedersi a tavola prima della partita e assaggiare alcuni dei piatti che hanno reso celebre la cucina emiliana. Tortellini, tagliatelle al ragù, lasagne, cotoletta alla bolognese: il centro storico offre una quantità di osterie, trattorie e locali storici capaci di soddisfare sia chi cerca la tradizione sia chi preferisce una sosta più rapida ma autentica.

Il bello è proprio questo: a Bologna la partita non esaurisce la giornata, la completa. Si arriva per sostenere la propria squadra, ma si finisce spesso per ricordare anche i portici, il rosso dei palazzi, il movimento continuo degli studenti, le piazze piene e quella sensazione rara di città vissuta davvero, non costruita per il turismo.
Per chi organizza la trasferta, il consiglio è semplice: non limitarsi al tragitto stazione-stadio. Vale la pena ritagliarsi qualche ora per il centro, magari fermarsi a pranzo, attraversare Piazza Maggiore, vedere da vicino le Due Torri e poi dirigersi verso il Dall’Ara. Perché a Bologna il calcio resta centrale, ma la città riesce sempre a prendersi una parte importante della scena.
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