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Spettacoli

In una valigia rossa, i sogni e la storia di Arturo Brachetti.

Arturo Brachetti in tour in Italia con "Brachetti che sorpresa !" Una sfida tra incanto e illusionismo: cento personaggi in un solo spettacolo.

La conclusione è immediata:  “con poco si può fare tutto, basta lasciarsi andare alla fantasia “.

E quale altro luogo più intrigante, più affascinante e misterioso di un aeroporto internazionale, dove si radunano e si incontrano, come in un convegno, valigie, casse e bauli provenienti da tutto il mondo, con il loro tesoro inestimabile di personale, di intimo, di spirito, di infanzia e di follia.

Arrturo Brachetti

Così, Arturo Brachetti dà il via alla delicata ricerca della sua perduta e persa valigia rossa, e alla ” storia “, una vicenda personale ma che può appartenere a tutti; una storia che si svolge in un luogo di cose perse e trovate, un luogo di raccolta in cui  “perdi qualcosa e rimane lo spazio immenso dei tuoi sogni “.

Sogni gelosamente custoditi in quella sospirata valigia rossa, costellazione di idee, di sinergie, cuore pulsante e anima vera o meglio, anime vere.

Ed ecco che le cose si complicano. Perché, trattandosi di anima, entra in gioco la psicanalisi, l’ introspezione, l’indagine e le conclusioni spiazzanti come affermare che, in fondo, il trasformismo non é altro che la continua ricerca di se stesso e di una sola anima, della unica sua anima, quella giusta per piacere e essere amato.

E’ una caccia al tesoro. La ricerca della inafferrabile padrona delle sue anime viene scandita e portata avanti tra varie esibizioni difformi dal solito, legate al necessario superamento di prove e di livelli di accesso come in un moderno e surreale videogame.

E’ in atto una trasformazione. Inaspettata.

Dopo l’iniziale consueta, strepitosa messa in scena del  “quick change” ossia  rapido cambio  di abiti e di anime, lo spettacolo muta registro e connotandosi sempre più come uno show, si lascia possedere e manipolare  da artisti e showman bravissimi, come Luca Bono che tra palline, fazzoletti e colombe incanta un pubblico incredulo e stupito, l’eclettico e stralunato duo Lucchettino che ricorda e celebra il vecchio Varietà e l’ irrefrenabile e incontenibile Francesco Scimeni che coinvolge il pubblico, lo entusiasma e conquista risate e applausi.

Certo, lo spettacolo è sbilanciato, a volte approssimativo e non intuitivo.

Quello che appare e si manifesta prepotentemente è la voglia di Brachetti di cambiare e rinnovarsi,  anche se in un  “pentimento finale”,  negli ultimi 10 minuti,  regala tutta la poesia della sua arte, tra ombre cinesi  e disegni sulla sabbia,  purtroppo banali e scontati, ma anche folgoranti quick change.

E, una volta tanto, il titolo era giusto e veritiero.

La sorpresa c’è stata e per davvero. Quale?  “la partecipazione straordinaria” di Arturo Brachetti.

(Foto di Alessandra Valentino scattate durante lo spettacolo andato in scena al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino)

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