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Paestum templi
Paestum templi

Innamorati del Cilento: scopri Paestum, Velia e Certosa di Padula

Terra di scambio culturale tra la Magna Grecia e l’Etruria, il Cilento custodisce le vestigia di due importantissime città dell’antichità, Paestum e Velia.

I diversi siti archeologici e gli insediamenti che vanno dalla costa all’entroterra sono testimonianza tangibile non solo della rilevanza culturale dell’area ma anche dell’evoluzione umana dall’epoca preistorica fino al Medioevo.

Già dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO nel 1997, il Parco Naturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stato insignito nel 1998 anche del riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità, insieme alle aree archeologiche di Paestum e di Velia e alla Certosa di Padula.

Il grande Parco, che si estende complessivamente su una superficie di circa 200.000 ettari, racchiude numerosi tesori naturalistici, artistici e storici che rendono l’intera area uno dei luoghi più ricchi di siti turistici di tutto il meridione. Dalle bellezze paesaggistiche marine di Castellabate, Centola e Marina di Camerota fino alle rovine delle aree archeologiche di Paestum-Capaccio e Elea-Velia ad Ascea e al fascino medievale della Certosa di Padula, tesori preziosi da scoprire.





Approfondendo il discorso sull’aspetto più storico di quest’area campana, ricordiamo l’antica Poseidonia (Paestum), fondata dai Greci intorno al 650 a.C. lì dove sorgeva un precedente insediamento denominato Phistu.

Le mura, il foro romano e i tre templi ellenistici rappresentano gli elementi di maggiore spicco dei suoi scavi archeologici. Questi ultimi sono la dimostrazione di come lo stile dorico abbia trovato in Campania una delle sue maggiori espressioni artistiche.

I templi che si possono ammirare sono quello di Hera, noto come “Basilica”, il più antico, che risale al VI secolo a.C., quello di Nettuno (450 a.C.), il maggiore e meglio conservato, e quello di Cerere (510 a.C.), restaurato dai romani e poi adibito a chiesa bizantina.



Chi visita Paestum troverà interessante approfondirne la storia e gli aspetti archeologici nel Museo Archeologico Nazionale, che raccoglie testimonianze pittoriche, tra cui la cosiddetta “tomba del tuffatore”, esclusivo esempio di pittura greca di età classica e della Magna Grecia, i cicli metopali che decoravano il Tempio di Hera, e ancora vasi, armi, lastre tombali affrescate e numerosi altri reperti.

Altra “polis” della Magna Grecia è Elea-Velia, fondata dai coloni greci nel 540 a.C., divenuta rapidamente uno dei centri più influenti del mondo antico.

Tra le motivazioni che rendono la città patrimonio dell’umanità troviamo la Scuola Eleatica, fondata da Senofane di Colofone e che ebbe tra i suoi allievi Parmenide e Zenone. Qui è ancora possibile osservare i resti delle imponenti mura in pietra, tra cui la rilevante Porta Rosa (350 a.C.), il più antico esempio di architettura greca con arco a tutto sesto. Nell’acropoli inoltre si trovano ancora costruzioni civili ellenistiche e le fondamenta di un tempio.

Un viaggio nel Cilento storico non può terminare senza averne evidenziato le tracce medievali, rinvenibili in particolare nella maestosa Certosa di San Lorenzo a Padula. La sua costruzione, iniziata nel 1306, si è protratta nei secoli fino alla fine del Settecento, rendendo la struttura complessa e articolata a livello stilistico.

Oggi la Certosa ospita al suo interno il Museo Archeologico Provinciale della Lucania Occidentale, scrigno di preziose collezioni di reperti provenienti dagli scavi di Padula e di Sala Consilina.

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