Grazie all’italo disco, i giovani di oggi continuano a ballare sulle note e i ritmi di Raffaella Carrà, Toto Cotugno e Marcella Bella, precursori di un genere musicale made in Italy.

A riascoltarli oggi, brani della italo disco come “Nessuno mai”, “Figli delle Stelle” o “Vamos a la playa”, a chi ha tra i 50 ed i 60 anni fa fare un balzo indietro nel tempo che suscita emozione, ricordi e… voglia di scatenarsi in pista.

Forse, nel momento in cui nasceva e si sviluppava quel genere musicale si era talmente presi dal vivere quegli anni, a cavallo tra la fine del ’70 e gli ’80, di boom economico, di rivendicazioni giovanili, di rivoluzione dei costumi che non si faceva più di tanto caso alla portata culturale che quella musica, nata ed affermatasi in Italia prima di varcare i confini nazionali potesse avere nel tempo.

A partire dai primi anni del nuovo millennio, la italo-disco ha visto crescere il suo appeal anche tra i più giovani, tra coloro che magari l’avevano ascoltata frugando tra i dischi (e le musicassette!) dei genitori.

In poco tempo, il genere ha cominciato a riscuotere un nuovo interesse, al punto da essere reinterpretato e rilanciato da nuove generazioni di artisti.

Il genere musicale degli anni ’80

La riscoperta della italo-disco è figlia non solo dell’amarcord che gli anni’80 continua a produrre ma anche di una rinnovato interesse per la musica dance e per i suoni synth di quel periodo: la discomusic italiana degli anni ’80 ha anticipato diversi generi inducendo tanti appassionati e cultori di musica elettronica e dance di oggi ad esplorare quel periodo per scoprirne le radici.

Oggi, diversi eventi musicali, serate a tema, festival dedicati si concentrano sull’italo-disco aumentandone la fama, la visibilità e, naturalmente, facendo crescere il numero di affezionati. Molti dei quali sono diventati veri e propri artisti che, animatori di serate in discoteca, in club o in locali di intrattenimento portano in consolle brani che hanno fatto la storia della musica dance italiana.

Che, oltre che un genere musicale, è stato un vero e proprio fenomeno di costume, la colonna sonora di un decennio che ha lasciato, in tutti i campi, un’impronta indelebile, dalla moda dei Paninari all’affermazione delle televisioni commerciali, fino alla diffusione della tecnologia come status symbol di una intera generazione.

Quello che forse non tutti sano è che il brano che viene considerato il capostipite del genere italo-disco è il singolo di Marcella Bella, pubblicato nel 1974, “Nessuno mai”. E che a sancire il successo del filone musicale fu, qualche anno più tardi, addirittura Raffaella Carrà, prima con “Rumore” e poi con “A far l’amore comincia tu”.

I “big” della italo-dance

L’apice della popolarità per quella che diventa una nuova forma musicale creata in Italia con forte influenze americane, viene raggiunta negli anni ’80. Molti artisti, italianissimi, propongono brani cantati in inglese che scalano la vetta della hit parade, basti pensare a Raf, a Gazebo, a Den Harrow, a Spagna.

Tra gli artisti più famosi del genere Italo-disco degli anni ‘80 , oltre ai già citati, figurano anche Toto Cutugno, Gaznevada, Koto, Sandy Marton, Tracy Spenser, Jo Squillo.

Caratterizzata da un mix di elementi della disco classica, della new wave e della musica elettronica la italo-music divenne molto popolare in tutta Europa e in America Latina, grazie ad alcuni dei suoi artisti più famosi come Sabrina Salerno, Baltimora e i Righeira.

Quali sono stati i brani più significativi di quel genere? Basta vedere quali sono ancora oggi i più ballati per farsi un’idea.

Tra i primi dieci dischi che hanno scritto la storia della italo-disco vanno sicuramente citati:

  • “I Like Chopin” di Gazebo
  • “Tarzan Boy” di Baltimora
  • “Boys (Summertime Love)” di Sabrina Salerno
  • “Vamos a la playa” dei Righeira
  • “Self Control” di Laura Branigan (scritta da Raf)
  • “Living on video” di Trans-X
  • “Masterpiece” di Gazebo
  • “Voyage, voyage” di Desireless
  • “Dolce Vita” di Ryan Paris
  • “A far L’amore comincia tu” di Raffaella Carrà

Un’ultima annotazione: l’italo-disco ha legato la sua sonorità anche al cinema italiano degli anni’80, all’esordio della stagione dei cosiddetti cinepanettoni, una commedia all’italiana disimpegnata rispetto agli anni precedenti ma capace di raccontare quella stagione come pochi.  

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