Non servono supereroi per cambiare il mondo. A volte basta una donna, una bicicletta e un telescopio. Su Raiplay brilla Margherita delle stelle, il film che racconta l’avventura umana e scientifica di Margherita Hack, la donna che osò alzare lo sguardo quando tutti lo tenevano basso.

Diretto da Gianni Costantino, il film per la tv non è soltanto una biografia: è un racconto sincero e appassionato di una donna che, in un Paese dominato dagli uomini e dalle convenzioni, ha osato pensare con la propria testa e vivere secondo le proprie regole.

Prodotto da Rai Fiction e Minerva Pictures, e trasmesso in prima serata su Rai 1 nel 2022, il biopic ha raggiunto oltre 4,5 milioni di telespettatori.

A interpretare Margherita è Cristiana Capotondi (Notte prima degli esami, La mafia uccide solo d’estate”, “7 minuti”), che restituisce con straordinaria sensibilità la forza, l’ironia e l’indipendenza della scienziata fiorentina.
Accanto a lei, Cesare Bocci (Il commissario MontalbanoElisa di RivombrosaImma Tataranni, sostituto procuratore) nel ruolo del marito Aldo De Rosa, compagno di una vita e custode silenzioso della sua libertà. Nel cast anche Sandra Ceccarelli (Cento domeniche, Il più bel giorno della mia vita, Il mestiere delle armi) e Valentina Cervi (Kabul, L’ordine del tempo, Ritratto di signora), che completano un ensemble equilibrato e convincente.

Il film si apre con una Margherita anziana, nella sua casa di Trieste, mentre racconta la sua storia a una giovane giornalista. Da lì inizia un lungo flashback che attraversa l’infanzia ribelle nella Firenze degli anni Trenta, gli studi di fisica, l’amore anticonvenzionale con Aldo, la passione per la bicicletta e l’impegno civile che l’ha sempre accompagnata.

La regia di Gianni Costantino evita ogni agiografia, scegliendo piuttosto il tono intimo e ironico che rispecchia il carattere della protagonista. Su Raiplay, la Hack viene mostrata con le sue contraddizioni: brillante ma disordinata, schietta fino alla ruvidità, allergica alle formalità ma capace di infinita tenerezza verso gli animali e gli esseri umani.

La sceneggiatura, firmata da Monica Zapelli e Guido Barbieri, si basa su interviste reali e su testi autobiografici della scienziata, mantenendo sempre un equilibrio tra verità storica e narrazione emotiva.
Il risultato è un ritratto autentico, capace di restituire la potenza di una vita vissuta nella coerenza e nella curiosità.

Margherita Hack non viene raccontata solo come la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia (quello di Trieste, dal 1964 al 1987), ma come simbolo di un pensiero libero: laica, femminista, anticonformista, amante della verità e del dubbio come strumenti di conoscenza.

Se l’intento era quello di accontentarsi, di descrivere in maniera divulgativa la vita, le imprese, sportive e professionali dell’astrofisica (nata a Firenze e morta a Trieste), le difficoltà che una donna incontrava (incontra) sul posto di lavoro, persino l’amore (con Aldo De Rosa, conosciuto da bambina all’età in cui ci si arrampicava sugli alberi), si può dire che lo scopo sia stato raggiunto, dimenticando le ridicolaggini della cadenza toscana, delle goffe corse sulla pista d’atletica, del solito flashback iniziale, della voce fuori campo utilizzata apposta per coprire quello che il film non mostra.

Le recensioni della stampa italiana hanno riconosciuto al film il merito di restituire la figura di Hack senza retorica.

La Repubblica ha scritto che dal racconto “emerge una donna che non si è mai piegata a compromessi e che ha scelto per se stessa, costruendosi una realtà che la rappresentasse davvero”.

Il film ha avuto anche una forte risonanza sociale: trasmesso in occasione dell’8 marzo, è stato utilizzato in numerose scuole e università come spunto per riflettere sul ruolo delle donne nella scienza e sulla libertà di pensiero. Su IMDb, Margherita delle stelle ottiene un punteggio di 7,2/10, mentre gli utenti Google gli attribuiscono un 81% di gradimento, un dato che conferma l’affetto del pubblico verso una figura rimasta nel cuore di molti.

Il film per la tv da vedere su Raiplay non è solo il ritratto di una scienziata, ma la storia di una donna che ha saputo unire ragione e sentimento, rigore e umanità. In un’Italia che faticava (e ancora fatica) a riconoscere la voce delle donne nella cultura e nella ricerca, Margherita Hack è stata una pioniera, una “cometa” che ha indicato la rotta a chi è venuto dopo.

Condividi