Un nome, un marchio, un simbolo dell’ingegno italiano. Che prima di diventare un’icona è stata una donna che ha dovuto conquistarsi ogni centimetro di rispetto in un mondo che non credeva nel talento femminile.
Su Raiplay rivive la storia di Luisa Spagnoli, la pioniera dell’industria italiana che, partendo da una piccola pasticceria di Perugia, costruì un impero di dolcezza e determinazione, legando il suo nome al mondo dell’alimentare e della moda.
La fiction “Luisa Spagnoli” è andata in onda su Rai Uno nel 2016, prodotta da Moviheart e Rai Fiction, con regia di Lodovico Gasparini, il cui esordio alla regia avvenne nel 1982 con il film di Massimo Troisi “No grazie, il caffè mi rende nervoso” .
Il soggetto è tratto dal racconto Luisa Spagnoli di Maria Rita Parsi contenuto nel libro Le italiane (Castelvecchi). Il cast è guidato da Luisa Ranieri nel ruolo di Luisa (Lodovico Gasparini l’ha definita “il bellissimo incontro con il personaggio”), affiancata da Vinicio Marchioni (Annibale Spagnoli), Matteo Martari (Giovanni Buitoni), Elena Radonicich (Ada), Massimo Dapporto (Francesco Buitoni) e Gianmarco Tognazzi (Conte Icilio Sangiorgi).
La trama si svolge all’inizio del Novecento. Luisa, sartina di Perugia con grandi sogni, sposa Annibale Spagnoli (sono giovani e innamorati). Quando lui parte per il servizio militare, lei rileva una pasticceria in difficoltà e inizia a costruire un’impresa dolciaria. Insieme a marito e soci, affronta concorrenza sleale, calunnie e ostacoli sociali, ma insegue la sua libertà creativa: inventa i Baci Perugina, il filato d’angora commerciale, e unisce la sua attività al mondo tessile, promuovendo progetti sociali per le operaie.
Nel corso della narrazione, emergono conflitti di potere, rivalità industriali (in special modo con il conte Sangiorgi e con Cravero), passioni nascoste e scelte che sacrificano affetti per visione imprenditoriale. Alla fine, pur con fragilità, Luisa lascia un’eredità storica e culturale che resiste.
Il film per la tv in due puntate è stato un successo con oltre sette milioni di telespettatori a puntata ed uno share che ha sfiorato il 30%. Un successo che oggi rivive su Raiplay e che, come ha sottolineato Panorama, sta innanzitutto “nella storia straordinaria di questa donna – geniale e moderna, al tempo stesso imprevedibile e burbera – forse mai svelata in tutta la sua interezza”.
Anche Sorrisi e Canzoni ha valorizzato il fascino della protagonista e le intuizioni imprenditoriali, sottolineando il lato umano della Spagnoli, creatrice al femminile in un’Italia che cambiava.
Quanto al gradimento del pubblico, i numeri online non possono che confermare i dati televisivi: su Google il gradimento schizza addirittura al 90% mentre la piattaforma IMDb indica un punteggio medio di 7,3/10 per la fiction disponibile su Raiplay.
“Luisa Spagnoli”offre uno sguardo su una figura femminile poco celebrata ma di grande impatto sociale ed economico, che ha innovato l’industria italiana in epoca patriarcale. Le ambientazioni umbre e piemontesi sono ricostruite con cura e l’utilizzo di luoghi originari (Perugia, Corciano, Biella) dà autenticità al racconto.
La fiction mostra quanto sia difficile costruire qualcosa di grande affrontando limitazioni sociali, pregiudizi e forze economiche contrarie: è un racconto che unisce la dimensione personale (i sentimenti, le scelte) a quella pubblica (l’impresa, l’eredità), offrendo spunti per riflettere sull’identità femminile e il progresso.
Insomma, una fiction potente, da vedere per quella capacità di portare in tv una figura complessa, con ambizione e fragilità, una figura del passato che parla al presente.
