Ci sono rumori che non dimentichi: il ronzio del metallo, il fiato corto, il battito che accelera mentre la trappola si chiude. L’orrore non è solo nelle stanze oscure, ma anche nelle scelte che credi giuste. E forse, stavolta, il gioco non riguarda gli altri, ma te.

L’horror torna a impaurirti su Prime Video con un film che rappresenta il nono della serie “Saw”, ma cronologicamente si presenta come uno spin-off autonomo. Nasce infatti da un’idea di Chris Rock, grande fan della saga, che propose a Lionsgate un reboot dal tono più poliziesco.

Dopo anni di silenzio, nel 2021 la saga horror più disturbante del nuovo millennio si ampliava dunque con un nuovo capitolo, ora disponibile in streaming, intitolato “Spiral – L’eredità di Saw” (“Spiral: From the Book of Saw”).

E’ diretto da Darren Lynn Bousman, già regista di alcuni tra i capitoli più celebri della serie, e scritto da Josh Stolberg e Peter Goldfinger. Quest’opera per la tv tenta di rilanciare l’universo creato da James Wan e Leigh Whannell, proponendo una storia che si muove tra thriller poliziesco e horror psicologico, con un taglio più realistico ma ugualmente spietato.

Il simbolo della spirale che ne dà il titolo rappresenta sia la traccia lasciata dal nuovo killer, sia il ciclo infinito di violenza che lega tutti i personaggi della saga. Il protagonista è Ezekiel “Zeke” Banks, interpretato proprio da Chris Rock (noto per la sua interpretazione in “Rustin“) in un ruolo sorprendentemente drammatico.

Detective solitario e disilluso, Zeke vive all’ombra del padre Marcus (interpretato da Samuel L. Jackson), ex capo della polizia. Quando una serie di omicidi efferati scuote la città, Zeke si trova catapultato in un incubo familiare: un nuovo assassino, ispirato al famigerato Jigsaw, mette in scena un gioco mortale per punire la corruzione e l’ipocrisia all’interno del dipartimento di polizia.

La spirale, simbolo ricorrente del film, indica come ogni vittima è risucchiata in un vortice di orrore che riflette il degrado morale della società. Bousman costruisce un film più cupo e urbano rispetto ai precedenti capitoli, concentrandosi su tensione, atmosfere e indagine.

Tuttavia, non mancano le trappole ingegnose e i momenti di shock visivo che hanno reso celebre anche i titoli precedenti. Noterai come Chris Rock, noto per i suoi ruoli comici, sorprenda per intensità e convinzione, interpretando un uomo stanco, ferito, ma determinato a spezzare il ciclo di corruzione.

Accanto a lui, Samuel L. Jackson (“Django Unchained“, “Coach Carter“) dona gravità e carisma al personaggio del padre, incarnando la generazione che ha creato le regole di un sistema ormai marcio.

Sarai immerso in un senso di claustrofobia costante, grazie certamente alla fotografia, ma anche alla colonna sonora di Charlie Clouser, storico compositore della saga, che ti farà rievocare i temi di “Saw” in una chiave più moderna e ansiogena.

Più che un semplice sequel, “Spiral” tra i thriller di Prime Video è un tentativo di rifondazione. Il regista infatti non cerca di imitare i vecchi film, ma di dare loro una nuova voce, portando l’orrore nel cuore delle istituzioni e trasformando il “gioco” in una denuncia sociale.

Non tutto funziona, il ritmo a tratti frenetico e alcune forzature narrative lo allontanano dal capolavoro originale (ed effettivamente anche il gradimento da parte del web si assesta su un 69% su Google, un 39% su Rotten Tomatoes -ma un 75% da parte degli utenti-, e un 5,2/10 su IMDb).

Ma quest’opera riesce comunque a catturarti con una tensione costante e una riflessione attuale sul potere e la giustizia. Alla fine, capirai come questo non è solo un ritorno al sangue e alla tortura, ma una discesa nella mente di chi crede di poter controllare il male. E mentre l’ultima trappola scatta, vedrai che il gioco non è mai davvero finito, perché la violenza, come la colpa, non smette mai di tornare.

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