Sentire una voce cara non è solo emozionante: scopri come una telefonata migliora il tuo umore e rafforza i legami.

Una telefonata allunga la vita. Chi ha superato gli “anta” forse ricorda ancora il celebre spot (che diede il via alle prime pubblicità ad episodi) di quella che era ancora la SIP: Massimo Lopez nel deserto, davanti ad un plotone d’esecuzione, ha come ultimo desiderio quello di fare una chiamata al telefono. Dura talmente tanto che il pericolo prima imminente scompare, svanito nel piacere di una chiacchierata.

Fermati a pensare: quand’è l’ultima volta che hai fatto una telefonata? Quelle di lavoro non valgono. Intendo l’ultima volta che hai chiamato una persona solo per la voglia di sentirla, di sapere come sta e come le va la vita. Non con uno scopo “produttivo” né strettamente funzionale…

Neanche io riesco a ricordarlo, perché ormai tutto avviene velocemente e – soprattutto – via chat. Che siano testuali o vocali, tutte le cose importanti passano dai messaggi e dalle app che li rendono possibili, mentre le telefonate ormai sono soprattutto rogne: emergenze, call center, brutte notizie.

Sarebbe bello, invece, riscoprire il piacere di una chiacchierata disinteressata, senza la fretta di passare ad altro. Ascoltare la voce di una persona cara mentre interagiamo con lei nello stesso istante. Eppure ci annoia o, peggio, ci spaventa.

Infatti, delegare tutto alle chat ci ha illuso: siamo convinti di avere tutto sotto controllo, pensando di poter leggere o ascoltare tutto quando vogliamo noi, e di poter rispondere con la stessa modalità. Pesiamo i termini, cancelliamo, riscriviamo. A volte ci godiamo pure a tenere gli altri sulle spine, a far finta di non aver visto.

La telefonata, invece, ci obbliga a vivere la stessa situazione nello stesso momento. E cosa c’è di sbagliato?

Si eviterebbero anche tante incomprensioni, potendo ascoltare il tono con cui le cose vengono proposte. Inoltre anche le pause, i silenzi, comunicano. Per non parlare della spontaneità, dote che abbiamo perso, pronti a ricalibrare ogni frase e ad annullare se ci inceppiamo, per registrare di nuovo.

E che fine hanno fatto le risate che scappano all’improvviso? Nessuna schermata può restituire le stesse sensazioni.

Inoltre le telefonate fanno davvero bene alla nostra salute e “allungano la vita” sul serio. Secondo uno studio guidato dalla neuropsicologa clinica Roz Halari, le chiamate vocali possono essere un potente strumento non solo per creare e rinforzare i legami, ma anche per migliorare il nostro umore.

Sentire la voce di una persona cara, infatti, stimola il rilascio di ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’amore”, responsabile della costruzione di relazioni affettive, ma anche della cognizione sociale e del comportamento.

Una risposta chimica nel nostro cervello che non può assolutamente essere replicata con un semplice messaggio di testo oppure un audio che magari ascoltiamo  perfino a velocità aumentata nel traffico.

In un mondo sempre di corsa, nel quale il tempo libero è molto poco e molto prezioso, c’è ancora la possibilità di tenere gli affetti più cari legati a sé e scacciare la solitudine: con una telefonata. Che non duri solo il minuto che concediamo prima di scappare altrove e di cui avremo già dimenticato il contenuto.

Lo step successivo, naturalmente, è vedersi di persona. Riuscire a ritagliarsi un momento di condivisione per godere della reciproca presenza. Soprattutto, mettere il naso fuori dalla propria comfort-zone. Ma magari di questo ne parliamo un’altra volta…

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