Un film intenso e ironico da riscoprire su Raiplay, con protagonisti straordinari e una storia tenera sull’amicizia e la voglia di cambiare.
Un piccolo tesoro nascosto del cinema italiano, un’opera che racconta con tenerezza e ironia il bisogno di un altrove, reale o immaginario, attraverso tre personaggi indimenticabili
Su Raiplay è disponibile una pellicola che ti lascia in silenzio, con un sorriso malinconico e la sensazione di aver fatto un viaggio dentro l’anima di chi, pur avanti negli anni, non smette di desiderare un futuro diverso. E’ l’ultimo lavoro con protagonista Ennio Fantastichini, scomparso pochi mesi dopo la fine delle riprese.
“Lontano lontano” è una commedia drammatica italiana del 2019, diretto da Gianni Di Gregorio, già autore di lavori forti (Pranzo di Ferragosto, Gianni e le donne, Buoni a nulla), capaci di cogliere le piccole grandi verità della vita. La storia si muove attorno a tre uomini romani ormai in pensione, che decidono di cambiare radicalmente vita e trasferirsi all’estero.
Sembra la premessa di una commedia surreale, ma il tono resta sempre realistico e disincantato.
Il film è uscito in sala a gennaio 2020, prodotto da Bibi Film e Rai Cinema e distribuito da Vision Distribution. Ha partecipato con successo a numerosi festival, ricevendo il Premio Pasinetti al Festival di Venezia nella sezione Giornate degli Autori.
Il cast è il vero punto di forza: oltre a Gianni Di Gregorio, troviamo Giorgio Colangeli (La cena, L’amico di famiglia, Parlami d’amore) e Ennio Fantastichini (Saturno contro, Mine vaganti, Fortàpasc).
I tre funzionano alla perfezione, con una chimica che regala momenti di irresistibile umorismo e profonda umanità. Per prepararsi al ruolo, Ennio Fantastichini si era documentato sui flussi migratori al contrario, quelli degli anziani italiani che scelgono l’estero per vivere con dignità.
La trama si dipana con lentezza, come una passeggiata nei quartieri popolari di Roma: Attilio, un insegnante in pensione, Giorgio, ex antiquario e il Professore, ex criminale dal cuore buono, si mettono in testa di trasferirsi in un paese tropicale per fuggire dalle difficoltà economiche e dalla monotonia. Il piano, naturalmente, si scontra con la realtà e rivela molto più di quanto i protagonisti avessero previsto.
La critica italiana ha accolto il film con entusiasmo. Paolo Mereghetti sul ioDonna ha scritto: “Per chi ama gustare un film come si fa con un buon bicchiere di vino”.
“Alla base di «Lontano lontano c’èun tema che mi sta molto a cuore – raccontò l’autore a La Stampa alla vigilia dell’uscita in sala –, ovvero l’istinto buono, quello che abbiamo tutti, certo, chi più e chi meno, ma tutti, almeno io credo sia così”.
Le percentuali di gradimento confermano il valore dell’opera: su Google il film ottiene un consenso del 74%, su IMDb raggiunge 7,0/10.
Perché vedere questo film su Raiplay? Intanto perché è raro trovare pellicole che parlino della terza età senza retorica né pietismo, ma con ironia e umanità. Poi perché racconta una Roma vera, popolare e fuori dagli stereotipi, che è essa stessa personaggio. Infine, perché è una riflessione su cosa significhi cambiare davvero vita, anche quando sembra troppo tardi. Il tutto con tempi dilatati e una narrazione che non urla, ma sussurra.
Di Gregorio non cerca effetti speciali: costruisce un racconto che si affida ai silenzi, alle sfumature, ai dettagli quotidiani. E riesce, così, a dire cose universali. Insomma, Lontano lontano non ti stordisce, ma ti accompagna. E alla fine ti trovi a pensare che forse non serve andare lontano per cambiare davvero: a volte basta guardare con occhi nuovi quello che abbiamo vicino.
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