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L’Armata Brancaleone in salsa irpina, dilettanti allo sbaraglio.

“Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi.” 

Cancellare ciò che di buono esiste in una città non è operazione casuale, al contrario è scientificamente programmata e finalizzata ad annientare la coscienza collettiva, con il chiaro intento di procedere poi ad agire in assoluta libertà.

Le dittature nascono da profondi momenti di crisi, dalla rotture sistematiche ed economiche delle società, in cui il dato della violenza, della  mancanza di sicurezza e di controllo abbracciano la mancanza di lavoro e di sicurezze sociali ed economiche.

E’ lì che si annida il pericolo, ed è sotto la cenere che cova il nemico della storia.

Qualcuno penserà che io sia una sorta di uccello del malaugurio, un corvo nero pronto sempre a sparare sulla realtà che mi circonda e sulla classe politica, pronta a non guardare la bellezza che mi circonda, ma non è assolutamente così.

E’ che a vent’anni avevo sogni e speranze,a trenta aspirazioni, a quaranta comincio ad accorgermi che il mio livello di incidenza sulla realtà è quasi pari allo zero.

E non dipende dal fatto che io sia solo un piccolo granello di sabbia nel deserto della globalizzazione, ma che dinanzi alla rinuncia collettiva, si finisce per non essere che un numero.

Ora io di essere un numero proprio non ho voglia e vorrei che anche gli altri non si facessero trascinare nel baratro dell’anonimato.

Ad esempio facciamo un po’ il punto della situazione sulle recenti vicende del nostro amato Consiglio Comunale, che a confronto l’armata brancaleone  sembra una truppa ben organizzata.

Pare che ad un anno esatto dalla fine di questo lungo lunghissimo mandato lasceranno alla città svariate incompiute, cubi, scatole vacanti, fosse, bruttezze e l’unica Istituzione Culturale della Città chiusa.

Che poi si parli da mesi di Eliseo è altra cosa interessante, perché ancora non si è capito cosa accadrà in quelle stanze ed a chi sarà assegnata la struttura.

Perché vedete qui ognuno agisce un po’ come gli pare, diventa assessore, si insedia senza alcuna proposta per la città se non vuote parole.

Non me ne voglia nessuno, ma mi chiedo di cosa si discuta in Commissione Cultura e quando sarà approvato il famigerato regolamento delle associazioni con annesso Albo.

Quando la Politica ed i partiti, tutti nessuno escluso, cominceranno ad uscire dagli sfiancanti discorsi populisti e cominceranno a parlare di progettualità reale, perché guardate che non la si regge un’altra campagna elettorale, fatta di video e di foto con volti sorridenti di gente  di cui conosciamo vita, morte e miracoli ed annessi scheletri negli armadi.

Non varcate quella soglia, come si direbbe in un Film del miglior horror degli anni ’70, perché saremo lì pronti a ricordarvi le vostre storie e quelle dei vostri misfatti, il vostro aver occupato poltrone senza neanche aver sentito una volta la vostra voce, il vostro non aver contribuito in alcuna misura alla crescita della città.

Perché la città è di chi la vive è di chi la percorre a piedi, e di chi accompagna a scuola i figli, e di chi non trova parcheggio, e di chi non riesce a gestire una attività, di chi non riesce a trovare un posto in ospedale, o che deve battagliare con i parcheggiatori abusivi.

Tutti saranno pronti a dire che risolveranno i problemi e che Avellino diverrà città dei parchi, dei giardini e della cultura, dei festival e delle attrattive, non credetegli, mentono e non fidatevi, non hanno nessuna esperienza ne credibilità.

Sono dei dilettanti allo sbaraglio che Corrado avrebbe rifiutato anche alla Corrida, scordati e stonati dissennatori.

Ricordatevi i faccioni, ricordatevi che hanno lasciato morire tutte le realtà associative, ricordatevi che vi hanno propinato tutta una serie di osceni concertoni, ricordatevi che hanno lasciato una piazza senza anima in eredità alle future generazioni, con debiti ed inchieste aperte, ricordatevi che hanno lasciato insofferenza e migranti non accolti, e poveri ed oppressi non sostenuti, ricordatevi che sono quelli che non sono mai riusciti ad organizzare i servizi sociali…

RICORDATE!!!

La vera libertà si vive faticosamente tra continue insidie. (Aldo Moro)




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