Gli acquisti online sono ormai cosa di tutti i giorni. In parallelo alla crescita dei numeri dell’e-commerce, si intensificano anche le truffe. In Italia, nel triennio 2022-2024 i “ladri digitali” hanno sottratto 559,4 milioni di euro, facendo registrare un +30% nell’ultimo anno: la voce più rilevante sono proprio le truffe online (da 114,4 mln nel 2022 a 181 mln nel 2024, +58%).
La Banca d’Italia conferma che le frodi con carte di pagamento sono molto più frequenti nelle operazioni “a distanza” (e-commerce) che in quelle in prossimità (tasso di frode 0,072% in valore e 0,052% in volume sul totale)
I tipi di truffa più frequenti
1. Negozi falsi (fake store)
Vengono creati dei siti ad arte, spesso imitando brand famosi, caratterizzati da grafiche curate e prezzi al limite dell’inverosimile. Spesso fanno capolino timer, “ultimi pezzi”, “solo per oggi” per spingere all’acquisto impulsivo: segnali tipici di pratiche scorrette che l’AGCM monitora e sanziona per tutelare il consumatore.
2. Link di pagamento fraudolenti (phishing/smishing)
In questo caso il vettore è solitamente un messaggio o un’email in cui il cybercriminale si finge un corriere, o un rappresentante del marketplace, per convincere l’utente a visitare una pagina clone, fargli compilare un modulo e rubargli le credenziali o i dati della carta. La Polizia Postale pubblica periodicamente alert e consigli pratici su come riconoscere questi tentativi di truffa.
3. Prodotti contraffatti
E quando i prezzi sono troppo bassi per articoli “di marca”? Il rischio fake è alto. L’indagine MIMIT–Moige/Istituto Piepoli (Settimana Anticontraffazione 2025) mostra che tra gli 11-17enni solo il 30% sa definire correttamente la merce contraffatta; il 33% non ha percezione del falso e il 72% non conosce le strategie dei contraffattori.
4. Marketplace e usato “troppo conveniente”
Inserzioni con foto rubate, profili appena creati, richieste di pagamento fuori dalla piattaforma e inviti pressanti a “bloccare subito” l’affare. La dinamica è identica ai fake shop, ma sfrutta la fiducia nei marketplace per far abbassare le contromisure difensive agli utenti.
5. Finti premi e falsi rimborsi
Email/SMS che ti informano in pompa magna che “hai vinto un premio” o che hai un “bonus disponibile”. Solitamente, ti viene chiesto di “verificare” il metodo di pagamento per sbloccare questo premio: l’obiettivo, come sempre, è carpire le tue credenziali o altri dati sensibili.
6. Dark pattern su prezzi e spese
Ci spostiamo ora in una zona un po’ più grigia e per questo non meno insidiosa. All’interno dei negozi si possono infatti trovare conti alla rovescia, messaggi che dicono “altri utenti stanno acquistando ora”, se non addirittura spese nascoste o poco trasparenti in fase di checkout. Queste pratiche sono scorrette e vanno segnalate all’AGCM.
7. Falsi corrieri e “consegna in sospeso”
In questo caso l’elemento caratterizzante è il link per “sbloccare la spedizione”, naturalmente con la richiesta di un micropagamento. L’obiettivo reale è raccogliere i dati della carta di pagamento o attivare abbonamenti indesiderati.
Come difendersi da questi rischi
1) Verifica il venditore
- Controlla URL (domain squatting, errori di battitura, “.shop/.top” sconosciuti).
- Cerca recensioni esterne, partita IVA e contatti reali.
- Diffida di sconti >50% su prodotti “hot” e di messaggi che mettono pressione e fanno sentire il senso di urgenza (timer, “ultime 3”). Le pratiche aggressive sono segnalabili all’AGCM.
2) Sicurezza del sito e del pagamento
- Solo HTTPS; niente link di pagamento arrivati via SMS/mail non richiesti.
- Usa carte con tutele (prepagata o numeri virtuali) e attiva l’autenticazione a due o più fattori.
3) Traccia le spedizioni e conserva le prove
- Pretendi tracking ufficiale; tieni da parte una copia di ricevute, email, chat.
- In caso di mancata consegna, esercita diritto di recesso e contesta subito il pagamento.
4) Strumenti di sicurezza anti-scam (in breve)
Per navigare in sicurezza, affidati a password manager, autenticazione a due fattori ed estensioni anti-phishing. In aggiunta, può tornare utile anche una rete privata virtuale. Tra i principali tipi di VPN, puoi valutare:
- Premium a pagamento: offrono una protezione di gran lunga superiore, più server e policy no-log; indicata per acquisti e home banking, soprattutto su Wi-Fi pubblici.
- Gratuite/freemium: utili per scoprire il servizio ma difficili da usare tutti i giorni per i limiti funzionali e relativi alla tutela della privacy.
- Aziendali: pensate per l’accesso sicuro alle risorse dell’impresa, con policy gestite dall’IT.
5) Anti-contraffazione
- Confronta foto ufficiali e dettagli (etichette, materiali, manuali).
- In caso di dubbi, segnala a Polizia Postale o agli sportelli istituzionali; investire sull’educazione al riconoscimento del falso è importantissimo, specialmente fra i più giovani.
Con questi consigli dovresti riuscire ad accorgerti dei rischi prima che sia troppo tardi.
