Il mondo cinematografico ha avuto modo di essere ispirato da diverse tematiche della vita reale: dall’amore allo spionaggio, passando per lo spazio, gli alieni, le missioni impossibili e lo sport. Ma tra queste rientra anche il gioco. Un esempio su tutti è un film capolavoro del regista Martin Scorsese, che, tra le altre pellicole, ha dato i natali ad una che porta un titolo quanto mai semplice ed iconico allo stesso tempo: “Casinò”. Un film diretto nel 1995 e oggi disponibile anche su alcune piattaforme di intrattenimento in streaming come Now TV. Tutti ne conosciamo la trama e il cast, ma non tutti sanno di alcune cose che sono accadute nel backstage del film e che vogliamo condividere con voi nell’articolo.
Come sarebbe stato il film al giorno d’oggi?
La prima domanda che ci si pone guardando un film ambientato in un Casinò nel 1995 è: come sarebbe potuto cambiare se fosse stato girato oggi? Perché il mondo si è evoluto e i casinò ancora di più. Addirittura oggi esistono sale virtuali che presentano giochi molto diversi da quelli visibili nella pellicola, come slot molto più sofisticate o quick games di ogni genere. Sarebbe stato possibile, quindi, trasformare il protagonista Robert De Niro in un gestore di una sala giochi su internet? Probabilmente no, in quanto la storia di spionaggio e di gangster potrebbe riguardare solo un casinò fisico di Las Vegas. Al massimo ci sarebbero potute essere delle scene in cui i giocatori si approcciavano a tornei di poker online, ma nulla di più. Anche la trama sarebbe rimasta più o meno invariata.
Oltre 110 abiti per due attori
Tra gli attori che compongono il cast del film, come è noto, troviamo Robert De Niro, che aveva già recitato per Scorsese in Taxi Driver, e Sharon Stone. Due tra i più grandi interpreti del cinema hollywoodiano, che hanno recitato in modo magistrale anche nella pellicola ideata da Scorsese, insieme ad altri attori incredibili come Joe Pesci e James Woods. Ebbene, una curiosità che non tutti conoscono è che i due attori hanno indossato in totale oltre 110 abiti durante le riprese di “Casinò”. Per la precisione parliamo di 40 abiti per la Stone e 70 per De Niro. La cosa davvero interessante è che entrambi, poi, hanno avuto l’autorizzazione per poterseli portare a casa al termine della produzione.
Niente studi, ma vero casinò
Solitamente le ambientazioni di un film, specialmente quelle principali, sono tutte realizzate da grandi artisti della scenografia, con le scene che vengono girate negli studios. Ma Scorsese decise di fare le cose in grande. Tutte le sequenze che avevano come ambientazione il casinò non sono state girate in studio ma in una vera e propria sala giochi di Las Vegas, una delle più importanti e storiche della cittadina del Nevada. Parliamo del Casinò Riviera, il quale venne utilizzato come ambientazione principale del film e in cui le riprese vennero fatte durante la notte, quando la sala era chiusa ai veri giocatori. Orari certamente non comodissimi per recitare: dall’una alle quattro del mattino.
Copione? No, meglio improvvisare
Un altro fatto incredibile riguarda il modo di approcciare al film da parte di Scorsese e attori. Il regista, infatti, era molto attento al dettaglio del realismo e cosa c’è di più realistico di un dialogo lasciato all’improvvisazione di chi recitava? Per questo motivo, specialmente nelle scene in cui De Niro dialogava con Joe Pesci, Scorsese dava ai suoi attori solo un punto di inizio e un punto di arrivo del dialogo, lasciando che fossero gli interpreti, poi, a trovare il modo di elaborare un colloquio realistico e che fosse contestuale con la scena del film da realizzare. Il risultato fu stupefacente.
Sharon Stone: dal “non lo so” al quasi Oscar
Non tutti gli attori scelti da Scorsese accettarono di buon grado la parte. La più titubante, probabilmente, fu Sharon Stone, la quale non era convinta del ruolo che avrebbe dovuto ricoprire nel film. L’attrice si fece diverse domande e diversi scrupoli prima di accettare la chiamata del regista. Certamente, quello che all’inizio la Stone non si sarebbe mai aspettata era di poter ricevere una candidatura all’Oscar come migliore attrice per la sua interpretazione in “Casinò”, cosa che davvero avvenne. Alla fine non fece così male a dare retta a Scorsese.
La parola più pronunciata? Una parolaccia
Il film “Casinò” ha detenuto per 4 anni un record non propriamente invidiabile. In esso, infatti, si sente pronunciare una parola, non la più educata di tutte, F**k, per ben 435 volte, con una media altissima: 2 volte e mezzo al minuto. Un “record” che fu dapprima infranto nel 1999 da Spike Lee con il film Summer of Sam, ma poi ripreso dallo stesso Scorsese, che a quanto pare ci teneva molto a detenerlo, con The Wolf of Wall Street nel 2013.
