Per molti italiani agosto resta il mese delle ferie per eccellenza. È quello delle partenze di massa, delle spiagge piene, degli alberghi con le tariffe più alte e dei ristoranti dove trovare un tavolo può diventare complicato. Poi arriva settembre e, nel giro di pochi giorni, cambia quasi tutto.
Il mare resta caldo, soprattutto al Sud, le giornate continuano a essere lunghe abbastanza per vivere la spiaggia e in molte località i prezzi iniziano a scendere. Non è un caso se le vacanze a settembre stanno diventando una scelta sempre meno marginale. Secondo l’Osservatorio Confturismo-Confcommercio realizzato con SWG, saranno circa 10 milioni gli italiani che trascorreranno almeno un periodo di vacanza durante il mese. Il 71% resterà nel nostro Paese e il mare, scelto dal 41%, continua a essere la destinazione preferita.
Dietro non c’è soltanto la possibilità di prendere le ferie più tardi. Settembre permette spesso di comprare la stessa vacanza a condizioni molto diverse rispetto alle settimane centrali di agosto.
Quanto si può risparmiare davvero a settembre
Dire che a settembre tutto costa la metà sarebbe sbagliato. Le tariffe cambiano continuamente e dipendono da località, struttura, domanda, weekend e soprattutto dalla settimana scelta.
La tendenza, però, è evidente. Lonely Planet Italia segnala che su alcune combinazioni di voli e alberghi il calo rispetto ad agosto può arrivare fino al 40%. Anche le offerte effettivamente presenti sul mercato mostrano differenze considerevoli all’interno dello stesso mese: in alcune strutture balneari la seconda metà di settembre viene proposta a prezzi sensibilmente inferiori rispetto ai primi giorni.
Il vero spartiacque è spesso la riapertura delle scuole. Quando diminuiscono le famiglie in viaggio, la pressione sulle località balneari si riduce e hotel, villaggi e appartamenti devono confrontarsi con una domanda diversa.
Per chi ha libertà nelle date, quindi, non conta soltanto scegliere settembre: spostare la vacanza dalla prima alla seconda metà del mese può produrre un ulteriore risparmio.
Ischia, settembre cambia il volto dell’isola

La Campania è tra le regioni italiane più richieste per le vacanze di settembre, seconda soltanto alla Toscana nelle intenzioni rilevate da Confturismo. E una delle destinazioni da osservare è Ischia.
L’isola conserva un grande vantaggio: settembre non significa soltanto mare. Alle spiagge si aggiungono terme, passeggiate, borghi, il Castello Aragonese e una ristorazione che permette di organizzare facilmente anche un weekend fuori stagione.
Le ricerche degli italiani confermano il fenomeno. I dati Google Trends mostrano una crescita “Breakout” delle ricerche legate alle offerte per Ischia, superiore al 5.000%. Non significa che ogni albergo abbia abbassato drasticamente le tariffe, ma rivela quanto interesse stia maturando intorno all’isola proprio dopo agosto.
Anche i collegamenti possono diventare più convenienti: alcune rilevazioni sulle tratte in traghetto indicano ribassi che possono arrivare al 40% rispetto al pieno dell’alta stagione.
Calabria, quando il mare continua ma l’alta stagione arretra
La Calabria è probabilmente uno dei territori dove il vantaggio di settembre si percepisce meglio.
Tra Tropea, Capo Vaticano, la Costa degli Dei e la costa ionica, le temperature permettono spesso di continuare a fare vita da mare mentre il numero di presenze scende rispetto ad agosto.
Qui la differenza non riguarda soltanto l’hotel. Cala la pressione sui parcheggi, è più semplice prenotare nei ristoranti e le spiagge tornano ad avere spazi che nel pieno dell’estate sembravano scomparsi.
Ci sono già esempi concreti nelle offerte 2026: nella stessa struttura calabrese, un soggiorno proposto a 340 euro nei primi giorni di settembre scende a 311 euro nella settimana successiva. È soltanto un caso e non una media regionale, ma rende bene il meccanismo con cui i prezzi tendono a ridursi man mano che ci si allontana dall’alta stagione.
Puglia, il Gargano dopo la grande folla estiva

Anche Vieste e il Gargano cambiano atmosfera dopo agosto. La Puglia rimane molto richiesta e nelle località più famose non bisogna aspettarsi necessariamente occasioni clamorose già dal 1° settembre. Spostandosi verso metà mese, tuttavia, la possibilità di trovare strutture più accessibili aumenta.
Il vantaggio qui è soprattutto nel rapporto tra prezzo ed esperienza. Il mare è ancora utilizzabile, ma diventa più semplice raggiungere le spiagge, passeggiare nel centro storico di Vieste o spostarsi verso la Foresta Umbra senza affrontare i flussi di Ferragosto.
È il tipo di vacanza che a settembre cambia completamente ritmo: meno giornata organizzata intorno alla folla, più libertà di decidere cosa fare all’ultimo momento.
Sicilia e Sardegna, il mare non segue il calendario

Più ci si sposta verso Sud, meno settembre assomiglia all’autunno.
In Sicilia, soprattutto nelle aree meridionali e nelle isole, il mare conserva temperature gradevoli per buona parte del mese. Lampedusa, Pantelleria, il Sud-Est siciliano e diverse località costiere continuano ad avere una stagione balneare pienamente attiva.
Un discorso simile vale per la Sardegna. Qui il risparmio può diventare interessante soprattutto quando al calo delle tariffe delle strutture si aggiunge quello dei trasporti, anche se le località più conosciute possono continuare a mantenere prezzi elevati nei weekend.
La nuova bassa stagione non è più così bassa
C’è però un effetto collaterale da considerare. Più settembre diventa popolare, meno è scontato trovare prezzi stracciati.
I dati eDreams mostrano che molti italiani hanno già pianificato il viaggio con largo anticipo: il 45% di chi parte a settembre ha prenotato due o tre mesi prima, mentre il 38% lo ha fatto oltre 90 giorni prima della partenza. Italia e Spagna guidano le destinazioni scelte.
Significa che il vecchio settembre deserto e superscontato sta lentamente scomparendo.
Resta però una differenza sostanziale rispetto ad agosto. Si può scegliere con maggiore libertà, evitare i giorni più costosi e costruire anche soggiorni brevi senza dover necessariamente partire nella settimana in cui parte mezza Italia.
Per chi può permettersi di decidere quando andare in ferie, la domanda quindi sta cambiando. Non è più soltanto dove andare in vacanza, ma perché continuare a pagare i prezzi di agosto quando, aspettando qualche settimana, il mare è ancora lì.
