La nuova piazza Libertà di Avellino
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L’indistinto Mondo dei Mediocri Avellinesi tra Supponenza ed Arroganza.

I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole e i realisti con i piedi nel fango. (George Orwell).

La supponenza e l’arroganza dell’intelligenza sono lo strumento migliore per presentarsi ad una città ?

Pongo una domanda, sperando non susciti le ire funeste di qualcuno, ed io non venga tacciata di essere una sorta di livorosa, una volpe che se non può arrivare all’uva esclami  “ah però non è per nulla matura”, mi limito ad  analizzare solo quello che vedo, con l’onestà che da sempre contraddistingue la mia penna e la mia parola.

Perché credo che chiunque decida di gettarsi nell’agone politico della città di Avellino, oggi lo debba fare con onestà intellettuale, questo la nostra comunità lo merita, e lo debba fare partendo dall’assunto che chi è senza peccato, solo, può scagliare la prima pietra lapidando gli altri.

La politica non è uno slogan pubblicitario.

Le parole spesso in queste circostanze vengono usate come una sorta di slogan pubblicitario, uno strumento per vendere un prodotto da parte di chi si pone su piedistalli troppo alti e forse immeritati.

Si declama una lontananza, un distacco dalla politica e dai partiti, con una sorta di disprezzo verso questo mondo che finisce per essere un tantinello offensivo verso chi in quei partiti milita, lotta senza ricevere in cambio incarichi, oboli o posizionamenti.

L’indistinto mondo dei mediocri.

E forse un  po’ offensivo anche nei confronti di tutti quelli che la città provano a cambiarla da anni, investendo tempo e denaro nelle proprie associazioni, senza ricevere finanziamenti, piaceri  e riconoscimenti dalle Istituzioni Pubbliche; e forse un poco offensivo nei confronti di quell’indistinto mondo definito dei “mediocri”, nei quali arriva tutto ed il contrario di tutto, un mondo di cui non si comprende il colore e la natura , fatto anche da chi forse non possa fregiare appartenenze di casta o titolo di professionista.

E’ che le parole hanno la loro importanza ed a volte possono diventare un  boomerang.

Non me ne vogliate ma in quelle che leggo ultimamente sui giornali da più parti sento,spesso solo voglia di rivalsa e l’affermazione di  aspirazioni non realizzate.

E si badi bene nessuno è contro la legittima volontà di chi si sente sano portatore di competenza, di partecipare alla guida della città, il problema sono i motivi che spingono le nostre ambizioni, che devono tenere conto di chi siamo e di quale storia portiamo sulle nostre spalle, ora e sempre.

Avellino, la Città incompiuta.

Perché è profondamente vero che la città grida vendetta, per le sue incompiute, i suoi progetti urbanisticamente osceni, per le sue stanze vuote, per le cattive gestioni, per i disservizi,per la mancanza di qualsiasi spiraglio coerente  di accoglienza umana, ma dobbiamo intenderci sulle responsabilità di chi a tutto questo ha partecipato in qualche modo, aderendo a questa visione per puro interesse personale, o chi invece coltivando  ambizioni di incarichi futuri ha taciuto, coltivando solo il proprio spazio politico.

Contro il populismo spazio alla politica.

In ogni modo vorrei fosse chiaro che la parola politica è nelle cose,è nella vita quotidiana, è nei massimi sistemi e nelle piccole cose, ed essa si realizza ogni qualvolta prendiamo una piccola decisione della nostra esistenza, con o senza consapevolezza, quindi non trasformiamola in qualcosa di deleterio, da combattere e demonizzare, in qualcosa di terribile, perché saremmo disonesti intellettualmente, ma alimenteremmo il cattivo populismo,anticamera di nazionalismi pericolosi e guerrafondai, da cui quasi mai discendono buone amministrazioni.

I Partiti sono un’altra cosa, ed anche quelli abbiate pietà, o li vivete pienamente con coraggio dall’interno ed in esso combattete battaglie di giustizia e di trasparenza, o mettete solo in discussione l’ossigeno della nostra democrazia, senza alcuna possibilità di un ricambio reale.

E di lì che deve ripartire il nostro riscatto, una volta combattuto in quelle stanze e solo dopo si possono percorrere altre strade.

Il PD in salsa irpina sta perdendo la città.

E certo non si può tacere su quanto accaduto domenica alle primarie del Pd, che in città hanno visto compiersi l’ennesima catastrofe.

Perché mi spiace per chi voglia ancora trattenere il potere, ma i numeri non si discutono, sono chiari come la luce del sole, sono evidenti, incontestabili, la città la stiamo perdendo e con essa tutte le risorse di competenza, capacità freschezza, ed onestà.

E questo atteggiamento ci condannerà ad una lenta agonia  sino al suicidio politico.  La forza la dobbiamo trovare ora per poter compiere una rivoluzione culturale forte e senza  se e senza ma, altrimenti davvero resteremo senza “Aria” .

 “Troppe voci si levano a pontificare nel mondo della politica. Troppi sapienti, arroganti, opportunisti e falsi. Occorrerebbero uomini intelligenti, onesti, chiari nel parlare, difensori delle classi più umili. Alieni da ogni compromesso, capaci di affrontare l’incerto per un ideale.” (Romano Battaglia)

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