Ci sono temi che spesso vengono affrontati solo quando il problema è già esploso. La tutela del patrimonio non riguarda più soltanto i grandi gruppi o le realtà imprenditoriali più strutturate.
Oggi è un tema che tocca da vicino imprenditori, professionisti e famiglie, soprattutto in un contesto in cui debiti, contenziosi, crisi di liquidità e passaggi generazionali possono mettere a rischio beni realizzati in anni di lavoro.
Pianificare per tempo diventa quindi una scelta di prudenza, ma anche di visione.
Ne abbiamo parlato con il dottor commercialista Luca Rosapane, che ha spiegato quali sono gli strumenti più utilizzati per la tutela patrimoniale, dal fondo patrimoniale alla società semplice fino al trust, soffermandosi sulle differenze tra questi istituti e sull’importanza di una consulenza specialistica per individuare la soluzione più adatta a ogni singolo caso.
Dottor Rosapane, perché oggi il tema della tutela patrimoniale è così centrale per imprenditori e famiglie?
L’esigenza di tutelare il proprio patrimonio è sempre più sentita, non solo dagli imprenditori. Il patrimonio aziendale, infatti, è spesso il risultato di anni di lavoro, rischio e scelte imprenditoriali. Senza un’adeguata protezione, eventi come controlli fiscali, debiti aziendali, contenziosi, crisi di liquidità o passaggi generazionali mal gestiti possono compromettere o addirittura disintegrare l’intero patrimonio accumulato.
Quali sono oggi i principali strumenti giuridici per proteggere il patrimonio?
Esistono diversi strumenti. Tra i più noti ci sono il fondo patrimoniale, la società semplice e il trust. Si tratta di istituti differenti, ognuno con caratteristiche specifiche, che vanno valutati caso per caso in base alle esigenze concrete di tutela.
Partiamo dal fondo patrimoniale: di cosa si tratta e come funziona?
Il tradizionale fondo patrimoniale è un istituto giuridico italiano disciplinato dagli articoli 167-171 del codice civile. Consente ai coniugi o alle persone unite civilmente di vincolare beni immobili o mobili registrati per soddisfare i bisogni della famiglia, proteggendoli dai creditori.
Il fondo patrimoniale garantisce una protezione assoluta?
No, non si può parlare di protezione assoluta. Nei primi cinque anni dalla costituzione, i creditori possono agire per chiedere l’annullamento del fondo se dimostrano che è stato creato per frodare le loro ragioni. Dopo il quinto anno, invece, ciò non è più possibile e i beni conferiti costituiscono un patrimonio separato. Per questo motivo il fondo patrimoniale viene spesso utilizzato per difendere la sfera familiare dai rischi connessi all’attività imprenditoriale.
Un altro strumento spesso citato è la società semplice. Perché viene considerata efficace nella tutela patrimoniale?
La società semplice è uno strumento molto efficace per la tutela del patrimonio, come abbiamo appreso anche da recenti vicende finite sui giornali. È una forma societaria di persone disciplinata dagli articoli 2251 e seguenti del codice civile.
Qual è il vero punto di forza della società semplice sotto il profilo della protezione patrimoniale?
Secondo un orientamento maggioritario, se lo statuto è scritto correttamente, nella società semplice il creditore personale del socio non può espropriare direttamente la quota finché la società dura. Questo la distingue dalle società di capitali, dove invece le partecipazioni possono essere più facilmente pignorate e vendute. Proprio questa caratteristica conferisce alla società semplice un’efficace protezione patrimoniale, soprattutto per famiglie e imprenditori che vogliono preservare l’integrità del patrimonio sociale da eventuali difficoltà personali dei soci.
Passiamo al trust: che cos’è e quali vantaggi offre?
Il trust è un istituto di derivazione anglosassone, oggi riconosciuto anche dal nostro ordinamento. Si fonda su un atto di destinazione patrimoniale con cui un soggetto, detto disponente, trasferisce beni a un altro soggetto, il trustee, che li amministra nell’interesse di beneficiari predeterminati oppure per uno scopo specifico.
In che cosa il trust si differenzia dalla società semplice?
A differenza della società semplice, il trust garantisce una separazione patrimoniale totale, perché i beni conferiti escono dalla sfera giuridica del disponente e non possono essere aggrediti dai suoi creditori personali. È quindi uno strumento molto forte sotto il profilo della segregazione patrimoniale.
Società semplice e trust vanno considerati come strumenti alternativi?
Non necessariamente. La scelta tra società semplice e trust non deve essere vista come un’alternativa netta, ma piuttosto come un’opportunità per strutturare strategie patrimoniali integrate. Una pianificazione efficace richiede un’analisi approfondita delle esigenze specifiche, valutando i vantaggi offerti da entrambi gli strumenti.
Quando bisogna muoversi per proteggere davvero il patrimonio?
La protezione del patrimonio va pianificata prima che insorgano rischi, debiti o controversie, idealmente in una fase di piena solidità, cioè “in bonis”. Agire preventivamente è fondamentale per evitare possibili azioni revocatorie e per rendere la tutela realmente efficace.
Esiste uno strumento migliore in assoluto rispetto agli altri?
No. Ciascuno dei predetti istituti contrattuali va calato sulle singole esigenze. Non esiste una soluzione valida per tutti. Proprio per questo è indispensabile una preliminare analisi della situazione da tutelare, svolta da un consulente specializzato nella materia.
Quanto conta il ruolo del professionista nella costruzione della tutela patrimoniale?
Conta moltissimo. L’efficacia della tutela raggiunta sarà infatti la conseguenza di una puntuale analisi resa dal professionista di riferimento, che saprà individuare il mezzo di tutela patrimoniale maggiormente rispondente alle singole esigenze.
Leggi anche
