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Lucio Dalla a San Martino Valle Caudina
Lucio Dalla e quella magica notte in provincia di Avellino

Lucio Dalla e quella magica notte in provincia di Avellino

Il 17 agosto 1986 in un piccolo centro della provincia di Avellino fu scritta, o meglio cantata, per la prima volta in assoluto una delle più belle pagine della storia della musica italiana.

In tanti sono stati testimoni per caso. Quando si dice trovarsi al posto giusto nel momento giusto.

Era una calda sera, quel 17 agosto, una domenica che in molti avevano trascorso al mare, ascoltando le hit del momento, interpretate da Tracy Spencer e Samantha Fox, da Sandy Marton e dai Righeira.





Ad Avellino ci si preparava a vivere un’altra stagione da protagonisti nella serie A di calcio, con la squadra allenata da Luis Vinicio che, di lì a poco, avrebbe fatto dimenticare le delusioni messicane degli Azzurri di Bearzot e avrebbe raggiunto il punto più alto della storia calcistica biancoverde, ottenendo a fine stagione un prestigioso ottavo posto.

Ma la sera del 17 agosto 1986, le attenzioni di quanti erano rimasti in città si spostarono tutte in un piccolo centro della provincia, San Martino Valle Caudina,dove da anni, grazie all’intuizione e ai buoni uffici di Gianni Raviele, caporedattore dei servizi culturali alla Rai, veniva organizzata per la locale Pro Loco una rassegna musicale tra le più apprezzate in tutta la regione.

In piazza è atteso Lucio Dalla.



In Irpinia arriva direttamente da Sorrento, doveva aveva trascorso una giornata in barca con gli amici.

Addosso porta ancora i segni del post spiaggia, non ha avuto nemmeno il tempo di cambiarsi.

La sua eccitazione è talmente forte che non lo infastidisce nemmeno la salsedine sulla pelle.

Il cantautore bolognese, solcando l’azzurro mare tra Nerano e la Punta della Campanella, ha deciso che quella sarà la sera giusta per un “esame” che da qualche settimana ha in mente.

L’arrivo di Dalla a San Martino Valle Caudina si trasforma, naturalmente, in un tripudio.

Circa settemila persone cantano con lui a squarciagola i successi storici, da “4 marzo 1943” a “L’anno che verrà”, da “Anna e Marco” fino al recente “Se io fossi un angelo”.



La piazza è calda, la voce di Dalla anche.

Il cantautore decide, non senza tensione emotiva, che è il momento giusto per il suo “esame”, che ha di fronte il pubblico giusto per avere un ritorno sincero su un’idea divenuta testo e musica proprio a Sorrento.

Partono le prime note di una melodia che nessuno riconosce.

D’altronde è impossibile, perchè è la prima volta che viene eseguita in pubblico.

Le note vanno avanti, ecco poi le parole. E’ un crescendo che emoziona.

La voce di Dalla che non si ferma nemmeno per un attimo, il silenzio assordante della piazza che segue estasiata il cantautore fino ad esplodere in un applauso finale travolgente.

Esame superato: è una catena ormai, che scioglie ‘o sangue rint’ ‘e vene.

Il mito di “Caruso”, cantata per la prima volta davanti al pubblico irpino, è nato quel 17 agosto a San Martino Valle Caudina.

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