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Avv.Luigi Petrillo presidente Camera Penale Irpina.
Costume e Società

Marcire in galera: la pena come vendetta.

Secondo la Costituzione le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

All’ indomani del suo insediamento ed in occasione di un incontro con gli studiosi del diritto penale, Papa Francesco diceva “viviamo in tempi nei quali tanto da alcuni settori della politica come da parte di alcuni mezzi di comunicazione si incita talvolta alla violenza ed alla vendetta, pubblica e privata, non solo contro quanti sono responsabili di aver commesso delitti ma anche su coloro sui quali ricade il sospetto, fondato o meno di avere infranto la legge”.

Sono passati cinque anni da quell’ incontro e la situazione non pare affatto migliorata, se è vero che un ministro della repubblica in carica, quando viene arrestato un condannato per reati efferati o raggiunto da misura cautelare un indagato di gravi delitti, sistematicamente dichiara di augurarsi che costui marcisca in galera.

Ma la vera questione è che buona parte della pubblica opinione mostra di condividere il senso ed il modo di questo scomposto atteggiamento: lo testimoniano i sondaggi elettorali.

Dunque occorre intraprendere con la pubblica opinione un serio ragionamento sulla funzione della pena in una società civile, sul compito assegnato al carcere, sulla funzionalità delle misure alternative alla detenzione.

Le camere penali da sempre si battono per la tutela dei diritti, soprattutto di quelli inalienabili del cittadino imputato, presunto innocente fino alla sentenza definitiva e di quelli del condannato che non può e non deve essere mai considerato una scoria della comunità.

Nella nostra Costituzione, la più bella del mondo, è infatti scritto che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Crediamo sia venuto il momento di ricordarlo e da ciò nasce l’idea del convegno e del suo titolo che abbiamo voluto forte come un pugno nello stomaco.

Di questo discuteremo con due autorevoli componenti della Giunta dell’ Unione della Camere Penali, il Prof.Nicola Mazzacuva e l’ avv.Giuseppe Guida, con Antigone, ovvero il più importante osservatorio scientifico italiano del pianeta carcere, con il Prof.Daniele Negri, ordinario di procedura penale all’ Università di Ferrara, con il direttore del carcere di Avellino, Dott.Claudio Pastena.

La discussione si gioverà anche del contributo di Franco Mussida, grande musicista, che collabora da anni con il carcere di San Vittore all’ umanizzazione delle condizioni di detenzione.

Convegno di studio

MARCIRE IN GALERA: LA PENA COME VENDETTA

Avellino – Ex Carcere Borbonico Sala blu 29 marzo 2019 – ore 15,30

Introduce e modera:

  • Avv.Luigi Petrillo – Presidente della Camera Penale Irpina

Indirizzi di saluto

Discutono

  • Prof. Avv.Nicola Mazzacuva – Ordinario di diritto penale nell’ Università Alma Mater Studiorum di Bologna – Vice Presidente dell’ Unione Camere Penali Italiane

“Le funzioni della pena detentiva: previsione edittale, commisurazione giudiziale e fase esecutiva.”

  • Avv.Gennaro Santoro – Comitato Direttivo Associazione Antigone

“La situazione carceraria in Italia: i numeri e la qualità della vita intramuraria”

  • Prof.Daniele Negri – Ordinario di diritto processuale penale nell’ Università di Ferrara

“La custodia in carcere come avamposto della lotta contro il “nemico”

  • Dott.Paolo Pastena – Direttore della Casa Circondariale di Avellino

“La condizione carceraria in Irpinia”

  • Franco Mussida

“La società civile incontra il carcere – Il Progetto CO2”

Conclude

  • Avv.Giuseppe Guida – Tesoriere dell’Unione delle Camere Penali Italiane

Incontri della Camera Penale

“Giustizia senza diritti: attendere penare marcire. Difendersi?”


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