Scopri come la meditazione può aiutare gli atleti a migliorare la concentrazione e le prestazioni nelle competizioni.

Gli sportivi famosi, provenienti da ogni parte del mondo, prima di entrare in gioco effettuano dei riti: c’è chi è superstizioso su cosa mangiare prima di competere, chi ha bisogno di caricarsi o di mantenere la calma adottano pratiche che li aiutino a sentirsi pronti. È questo il caso della meditazione.

Basti guardare a Yelena Isinbayeva, saltatrice con l’asta che, tra un salto e l’altro, si sdraiava tranquillamente con un asciugamano sulla testa, tanto che i commentatori scherzavano dicendo che si stesse facendo un pisolino. Un approccio che le ha portato due ori olimpici e diciassette record mondiali.

Anche nel tennis si assiste a scene simili, tra un game e l’altro. Non è difficile immaginare che ci sia una sorta di auto-dialogo, di concentrazione e di meditazione in corso nella testa degli atleti quando si isolano.

Dunque: quali sono i benefici della meditazione, che possano influenzarci a livello fisiologico nelle performance sportive?

Perché la meditazione è utile per gli atleti?

Prima di capire a cosa fa bene la meditazione è necessario capire cos’è! Si hanno testimonianze della meditazione risalenti a 3500 anni fa. Si tratta di una pratica che prevede di focalizzare la mente su un pensiero o un attività particolari al fine di ottenere una mente calma e chiara e rilassamento generale.

Riduce lo stress

È dimostrato che meditare riduce lo stress e abbassa i livelli di ansia. Ciò, naturalmente, può essere particolarmente utile durante lo sport e le competizioni.

Degli studi scientifici hanno dimostrato che la meditazione potrebbe aumentare la massa del corpo calloso e dell’ippocampo del cervello, due aree cruciali per la comunicazione tra gli emisferi cerebrali, per la formazione e il richiamo della memoria e il controllo delle emozioni.

Come praticare la meditazione per migliorare il rendimento nelle competizioni

Gli sport che richiedono più attenzione, come può essere il golf, potrebbero beneficiare maggiormente di una mente calma, poiché l’atleta deve valutare e compiere azioni con precisione, al contrario degli sport più caotici, come il rugby.

Da ciò ne consegue che bisognerebbe adottare un approccio meditativo che varia in base allo sport. La meditazione con attenzione focalizzata (Focused Attention Meditation, FAM) richiede di concentrarsi su un’azione specifica, come il respiro, aiutando a eliminare le distrazioni e migliorando abilità.

Per contro, la meditazione a monitoraggio aperto (Open Monitoring Meditation, OMM) si adatterebbe meglio agli sport che richiedono una maggiore apertura mentale, permettendo di prestare attenzione a stimoli interni ed esterni prima di prendere decisioni. Questo tipo di meditazione rende meno focalizzati, ma può essere più adatto in situazioni sportive dinamiche.

Sport e benessere mentale: il potere della meditazione sulle prestazioni

Sembrerebbe, dunque, che la meditazione funzioni efficacemente soprattutto in quegli sport dove l’ambiente è stabile e prevedibile, come tiro con l’arco, golf o lanci di precisione. Ci sarebbero benefici anche nel calcio, dove la meditazione, praticata due volte alla settimana per sei settimane, ha migliorato la precisione dei tiri.

Sebbene il meccanismo esatto di questi miglioramenti resti incerto, è evidente come la meditazione possa essere uno strumento utile per migliorare la prestazione sportiva. I benefici per gli sportivi sono:

  • riduzione dello stress
  • miglioramento dei cicli di sonno e accelerazione dei tempi di recupero
  • maggiore resistenza
  • miglioramento della percezione di se e del corpo.

Come si medita?

La meditazione, per apportare dei benefici, dovrebbe essere praticata con costanza per almeno tre settimane. Come iniziare concretamente a praticare? Ci sono molte app che possono guidarti nella meditazione ma anche su YouTube sono tanti i video da poter guardare.

Puoi sederti in un posto tranquillo e concentrarti sul tuo respiro.

L’idea di usare il respiro come punto di ancoraggio nasce dal fatto che non pensare a nulla (spesso considerato l’obiettivo della meditazione) è davvero difficile! Potresti con pochi minuti e aumentare gradualmente fino a raggiungere anche i 20 minuti.

Gli esperti consigliano di meditare la mattina presto, prima di entrare nel vortice della routine quotidiana.

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