Un’ora e dieci minuti di volo dall’aeroporto di Napoli Capodichino a quello di Mostar, in Bosnia ed Erzegovina, servito dalla compagnia Sky Alps, ed ecco che all’atterraggio c’è ad accogliermi il più bel arcobaleno che abbia mai visto: un ponte di colori perfetti, dal tetto di una casetta al blu intenso del cielo. Persino l’indaco si distingue nitidamente, avvolto nella sua aura misteriosa. Un’immagine di bellezza e speranza, presagio dei giorni che avrei vissuto in una terra così mistica.
Verso Medjugorje, tra natura e spiritualità
Salgo sul pullman che mi porta a Medjugorje e subito vengo immersa in una natura rigogliosa a tratti selvaggia che si staglia imponente costeggiando il Narenta, fiume dalle acque impetuose e, dopo solo 24 km, arrivo in questa colorata cittadina brulicante di fedeli di ogni età provenienti da ogni parte del mondo.
Qui, il silenzio parla più delle parole. È uno di quei luoghi in cui si ha la sensazione che il cielo si avvicini alla terra.
Le apparizioni e il cuore del messaggio
Prima del 24 giugno 1981, Medjugorje era un piccolo villaggio di contadini nell’ex Jugoslavia. Quel giorno, sei ragazzi tra i 12 e i 20 anni, durante una passeggiata sul monte Crnica (oggi Collina delle Apparizioni), videro una figura luminosa con un bambino in braccio: una donna bellissima, sospesa in aria. Da allora, secondo le testimonianze, la Madonna apparve quotidianamente, portando con sé un messaggio di pace e speranza. Le apparizioni, secondo i veggenti, continuano ancora oggi.
Tra quei sei ragazzi c’era Ivanka Ivanković, allora quindicenne. Ha vissuto apparizioni quotidiane fino al 7 maggio 1985, quando le è stato detto che avrebbe avuto un’apparizione annua il 25 giugno per il resto della sua vita. Ho avuto la gioia di incontrarla insieme ad un gruppo di fedeli. Sono stata accolta nella sua casa dove lei, con voce pacata ed occhi luccicanti, ci ha raccontato la sua esperienza donandoci un messaggio di pace ed un invito alla preghiera.
Gli occhi di Ivanka hanno un qualcosa di luminoso difficilmente descrivibile a parole che traspare intenso, come porte verso un altro mondo e viaggio verso una bellezza sconfinata.
I luoghi sacri di Medjugorje

Con un folto gruppo di fedeli sono salita sulla Collina delle Apparizioni arrampicandomi a quelle rocce aspre ed appuntite del Podbrdo fino ad arrivare in cima dove una magnifica statua bianca della “Gospa” (che in serbo-croato significa “Signora”) mi ha accolto con uno sguardo dolce e speranzoso.
Il giorno seguente sono salita fin sulla cima del Monte Križevac e, roccia dopo roccia, tra il silenzio e la preghiera, ho raggiunto la grande croce bianca che si staglia sulla valle sottostante.
Ai piedi del Podbrdo si trova la Croce Blu, facilmente accessibile anche dalla strada, uno dei luoghi più significativi di Medjugorje che permette a tutti i fedeli di raccogliersi in preghiera senza dover salire necessariamente sul colle.
Un pellegrinaggio che è anche accoglienza
Medjugorje non è solo preghiera, ma anche concretezza ed accoglienza per tutte le persone che da sole non possono farcela. E così che sono nate moltissime comunità, case che accolgono bambini orfani, anziani abbandonati a sé stessi, giovani e meno giovani attanagliati nella morsa della dipendenza.
Una delle più toccanti è la Comunità Cenacolo, fondata da Suor Elvira, presente in molti Paesi del mondo. Qui ho ascoltato la testimonianza di un ragazzo americano, un tempo schiavo della dipendenza dalla pornografia. Ha raccontato il buio, i debiti, la solitudine. Ma oggi è un uomo nuovo, rinato grazie alla preghiera e alla fratellanza.
Un’esperienza per tutti
Che tu sia un credente cattolico o semplicemente una perosna in cerca di pace interiore, Medjugorje ti accoglie con il suo silenzio che parla, i suoi simboli, la sua umanità. Ogni angolo racconta una rinascita possibile.
Un sussurro di preghiera, un respiro di speranza, un abbraccio di pace: questo è Medjugorje.
