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Milano Expò 2015: l’agricoltura diventa arte con il “Wheatfield”

“Wheatfield” a Milano? Ecco cos’è e da dove nasce l’originale idea ambientale che sta coinvolgendo l’intera cittadinanza del capoluogo lombardo in attesa dell’Expo.

Un “Campo di grano”, “Wheatfield” in lingua inglese appunto, quello che crescerà a Milano nell’area di Porta Nuova su un’estensione di cinque ettari. L’idea è di Agnes Denes, che nella sua carriera si è sempre confrontata con linguaggi diversi per un’arte trasversale.

L’artista americana ha voluto che si realizzasse nuovamente a Milano nel 2015 durante l’Expo, dopo l’esperienza del 1982 a Battery Park City di New York, un vero e proprio campo di grano frutto della semina da parte dell’intera cittadinanza invitata a partecipare a un’opera collettiva di impatto ambientale.

Il concetto che sta alla base del progetto è che l’agricoltura diventi arte della collettività. Una risorsa sociale, dunque, perché i cittadini di Milano saranno coinvolti in ogni fase evolutiva dell’opera. Soprattutto con un cereale che è alla base della dieta mediterranea e di numerose produzioni alimentari. Il progetto, come vuole natura, seguirà un preciso ciclo vitale.

Già partita la semina a fine febbraio per giungere alla fase della crescita che colorerà di giallo l’intera area interessata e poi alla raccolta del grano ormai maturo a fine luglio. L’inaugurazione ufficiale del “Wheatfield” avverrà il prossimo 11 aprile, in concomitanza con l’apertura di Miart 2015 la fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano.

Per tutti, cittadini, turisti e curiosi, la possibilità di attraversare una distesa di grano in piena città, osservando da vicino la crescita e la maturazione delle piante. Il tutto con l’obiettivo di dar nuova vita a un contesto urbano e sociale di una metropoli come Milano.

Per una volta, è la natura a prendere il sopravvento sul cemento della città, capovolgendo le parole di un giovane Celentano che amaramente ne cantava la distruzione ne “Il ragazzo della via Gluck”.

Come nel precedente esperimento newyorkese degli anni Ottanta, volontà della Denes è quella di ricondurre l’attenzione pubblica su valori sociali e ambientali sempre più trascurati da una società globalizzata e spesso interessata esclusivamente alla mera crescita economica trascurando salute e rapporti interpersonali.

L’esperimento milanese si dimostra ben più spettacolare anche rispetto a quello statunitense. Lì la superficie era di un solo ettaro e già suscitò grandi consensi e apprezzamenti. Questa volta invece i numeri sono molto più importanti. Nell’area sono stati trasportati circa 15.500 metri cubi di terra da coltivazione, utilizzati 1.250 chili di sementi di grano della tipologia Odisseo e circa 5000 chili di concime.

Un intervento che, almeno dai presupposti, dovrebbe rimanere impresso nella memoria cittadina. L’area ospiterà successivamente anche il parco pubblico chiamato “Biblioteca degli Alberi”, sempre per rimanere in tema ambientale.

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