Una serie di grande successo disponibile in streaming su Netflix uscita a ottobre 2022 e tratta dall’omonimo romanzo di Daniele Mencarelli pubblicato nel 2020 vincitore del premio Strega Giovani. Si tratta di un commovente romanzo autobiografico con il quale Francesco Bruni debutta nella regia di una miniserie.

Per gli amanti delle produzioni drammatiche e orientate ad affrontare temi molto delicati e attuali, che facciano riflettere ed emozionare, c’è “Tutto chiede salvezza”.

Prodotta da Picomedia con una regia di valore (Bruni è stato sceneggiatore di successi come “Caterina va in città”, “Ovosodo”, “La prima cosa bella”, “Il capitale umano” e regista di film come “Scialla!”), una produzione per il piccolo schermo composta da sette episodi che ha destato molto clamore nel pubblico. Non a caso si aspetta la seconda stagione, dopo il successo della prima.

Vanta un apprezzamento del 95% degli utenti di Google, un punteggio di 7,4 su 10 sul sito aggregatore di recensioni IMDb e di 91% per gli utenti di Rotten Tomatoes. E anche la critica si è molto ben espressa su questo prodotto tutto italiano che affronta argomenti considerati spesso ancora un tabù, ovvero la salute mentale soprattutto nei più giovani e le sue ripercussioni a livello sociale.

Questa delicata e commovente miniserie Netflix è raccontata in maniera molto onesta ed è egregiamente interpretata da attori più o meno noti. Ci sono Federico Cesari, Fotinì Peluso, Andrea Pennacchi, Vincenzo Crea. Accanto a loro nomi di maggiore spicco come Ricky Memphis (“Mai stati uniti”, “La mossa del pinguino”), Carolina Crescentini (“Generazione 1000 euro”, “Oggi sposi”),Filippo Nigro (“La finestra di fronte”, “Le fate ignoranti”).

Molto interessante già il trailer ufficiale pubblicato su Youtube (con oltre 180 mila visualizzazioni) dotato di una grandissima profondità espressiva che rende da subito la storia e i personaggi molto vicini. Guardando quelle immagini subito appare chiaro il senso del film, con parole che così recitano: “Per i pazzi di tutti i tempi. Ingoiati dai manicomi della storia. Salvezza”. Senza dubbio si tratta di una serie che colpisce molto l’animo umano, creando subito una profonda empatia con i protagonisti.

Si parte dalla storia di un giovane ragazzo, apparentemente dotato di una vita normale, ma che poi si ritroverà in compagnia di persone che la società giudica pazzi, squilibrati, diversi, per un motivo o per un altro. Da qui un’analisi profonda sul significato di normalità, sul valore dell’accettazione di sé, sull’amicizia e sulla necessità di ogni essere umano di sentirsi parte di un insieme, di trovare amici e simili.

Una serie molto potente e diretta, che vuole perseguire diversi obiettivi: raccontare, rappresentare e generare un interesse collettivo nei confronti del disagio psichico ed emotivo che nella normalità tende a essere allontanato o peggio ignorato. Allo stesso tempo, emergono alcuni temi molto importanti per la società: l’amicizia, la solidarietà e la condivisione, espressa attraverso il reciproco sostegno dei protagonisti.

La trama parte con il personaggio di Daniele, un giovane tormentato che un giorno si sveglia in un ospedale psichiatrico senza capire come sia successo. Scoprirà di essere stato ricoverato per un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) a causa di una crisi di rabbia molto forte.

Daniele inizia a ricordare di essere tornato a casa dopo un’uscita con amici in cui aveva provato della cocaina e di essersi scagliato in maniera molto violenta contro i suoi genitori.

La trama quindi si sviluppa lungo sette puntate che raccontano i sette giorni di trattamento nei quali il ragazzo resta in ospedale. Sarà il modo per Daniele di capire qualcosa in più di se stesso, ma anche per condividere la propria vicenda e conoscere quella degli altri ricoverati. Un incontro tra fragilità molto toccante, tra malattie mentali diverse ma tutte accomunate dalla capacità di sentire, più degli altri, ciò che li circonda.

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