Quando la primavera risveglia la Val d’Orcia e la Valdichiana, Montepulciano si trasforma in un balcone fiorito sulla Toscana. Arroccata su uno sperone di tufo a oltre seicento metri di quota, questa cittadina si offre al visitatore in tutto il suo splendore rinascimentale proprio quando le temperature si fanno miti, i campi intorno al borgo si tingono di verde intenso e i papaveri cominciano a macchiare di rosso le campagne.
La primavera è anche la stagione più generosa per chi vuole esplorare il centro storico senza la calca estiva, per chi desidera sedersi in un’enoteca con la porta aperta sul borgo o per chi semplicemente cerca uno di quegli angoli d’Italia che sanno ancora sorprendere.
Le vigne del Vino Nobile si accendono di verde tenero, l’aria profuma di ginestre e il tufo del borgo si scalda al sole. È la stagione perfetta per perdersi tra vicoli rinascimentali, degustare calici con vista sulle Crete Senesi e vivere il paese senza la folla estiva.
Considera che Montepulciano dista circa 120 km da Firenze e si raggiunge in auto uscendo dall’autostrada A1 al casello di Valdichiana. Il centro storico è ZTL: si può parcheggiare ai piedi del borgo e salire a piedi.
Tra un panorama che toglie il fiato, cantine secolari e botteghe artigiane, ecco cinque esperienze da non perdere se scegli Montepulciano in primavera.
Cosa vedere a Montepulciano
Salire alla torre del Palazzo Comunale per il panorama più bello della Val d’Orcia
Il punto di partenza obbligato per qualsiasi visita è Piazza Grande, il cuore pulsante di Montepulciano e il suo punto più elevato. La piazza è circondata da edifici di grande pregio architettonico: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Palazzo Nobili-Tarugi con la sua loggia elegante, il Palazzo del Capitano e, su tutto, il Palazzo Comunale, che ricorda nella sua struttura il Palazzo Vecchio di Firenze.
Ma è salendo sulla torre di quest’ultimo che si compie il vero rito d’iniziazione al borgo. Da lassù, con il sole di aprile che illumina le colline senesi, lo sguardo abbraccia un paesaggio di proporzioni quasi incredibili: le dolci ondulazioni della Val d’Orcia, i profili di Pienza e Montefollonico, le distese di viti e ulivi della Valdichiana. In primavera, quando i colori sono al massimo della loro saturazione e l’aria è ancora limpida, questo panorama è semplicemente tra i più belli d’Italia. L’accesso alla torre è possibile durante gli orari di apertura del palazzo e richiede una piccola quota. Vale ogni centesimo.
Passeggiare lungo il Corso e scoprire i palazzi rinascimentali
Montepulciano è una città da percorrere a piedi, lentamente, possibilmente senza una mappa troppo rigida. Il Corso, che cambia nome in via di Gracciano, via di Voltaia e via dell’Opio man mano che si sale, è la spina dorsale del centro storico e una delle passeggiate più belle che si possano fare in Toscana. Lungo il percorso si incontrano palazzi nobiliari di grande bellezza: Palazzo Bucelli, la cui base è decorata con lapidi etrusche e romane inserite nella muratura, attira sempre lo sguardo dei passanti più attenti.

Più in alto, la chiesa di Sant’Agostino con la sua facciata rinascimentale e la figura del Marzocco fiorentino sulla colonna di fronte. Ogni angolo racconta secoli di storia, di contese tra famiglie nobili, di influenze fiorentine e senesi che si sovrappongono nei dettagli architettonici. In primavera, le botteghe riaprono i battenti con più vigore, le gelaterie, vinerie e trattorie con i tavolini all’aperto cominciano a colonizzare i piccoli slarghi. Camminare sul Corso di mattina presto, quando il borgo non è ancora sveglio del tutto, è un’esperienza quasi mistica.
Degustare il Vino Nobile nelle cantine storiche sotto il borgo
Montepulciano non è solo un gioiello architettonico: è anche una delle capitali enologiche d’Italia, patria di uno dei vini rossi più nobili e longevi della penisola. Il Vino Nobile di Montepulciano, prodotto prevalentemente con uve Sangiovese, è stato il primo vino italiano a ottenere la denominazione DOCG nel 1980, e la sua storia risale addirittura al Medioevo.
Ciò che rende l’esperienza di degustazione a Montepulciano unica nel suo genere è il fatto che le cantine sono letteralmente scavate sotto la città, nei sotterranei dei palazzi storici.
Non serve prendere l’auto e spostarsi tra le campagne: basta scendere qualche scalino e ci si trova in ambienti sotterranei del Cinquecento, tra volte in mattoni e grandi botti di rovere. La Cantina Contucci, direttamente in Piazza Grande e ancora oggi gestita dalla famiglia fondatrice, è una tappa imperdibile.
Altrettanto suggestiva è la Cantina Talosa, i cui sotterranei si estendono sotto Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti, in un labirinto di gallerie risalenti al 1500. Il Vino Nobile, con i suoi sentori di amarena, mora e violetta e il suo tannino che con gli anni si fa sempre più vellutato, si beve benissimo anche nella sua versione giovane, in abbinamento ai pici al ragù o ai salumi della Val d’Orcia.
Visitare il Tempio di San Biagio e i dintorni fuori le mura
A pochi minuti a piedi dal centro storico, o con la navetta urbana che parte con molta frequenza, si trova uno dei capolavori del Rinascimento italiano: il Tempio di San Biagio. Progettato da Antonio da Sangallo il Vecchio nel 1518 e costruito in travertino dorato, questo edificio a pianta centrale è considerato uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale al di fuori di Roma e Firenze. In primavera la visita è ancora più emozionante: la chiesa sorge isolata su un pianoro erboso con le viti intorno, e il contrasto tra la pietra chiara e il verde dei campi crea una visione di rara bellezza.
Il panorama che si gode da qui è diverso da quello della torre comunale: più aperto, con le colline della Val d’Orcia che si distendono fino al Monte Amiata innevato sullo sfondo. La zona intorno a San Biagio è anche un ottimo punto di partenza per brevi escursioni a piedi o in bicicletta tra i vigneti, lungo strade bianche che in aprile e maggio profumano di fiori selvatici e ginestre.
Scoprire i musei e la gastronomia locale con calma
Chi pensa a Montepulciano solo come meta enogastronomica si perderebbe una dimensione culturale di grande interesse. Il Museo Civico Pinacoteca Crociani, ospitato nell’elegante Palazzo Neri Orselli, custodisce una collezione che attraversa secoli di arte italiana: dipinti di scuola senese e fiorentina, pale d’altare, ritratti e nature morte, con opere di maestri come il Sodoma e Federico Zuccari. L’atmosfera è raccolta e intima, lontana dal turismo di massa, e la primavera è il momento ideale per visitarlo senza fretta.
Cosa mangiare

Sul fronte gastronomico, Montepulciano offre molto più del solo vino: i pici, l’antico spaghetto grosso fatto a mano, sono il piatto simbolo della cucina poliziana e in primavera si trovano in abbinamento ai primi asparagi selvatici. Da cercare anche il pecorino di Pienza, prodotto nei comuni limitrofi, e la cinta senese, un salume di maiale di razza autoctona dai sapori intensi e autentici.
Una sosta in una delle trattorie del borgo, bellissimo e suggestivo il Dolce Vita enoteca con cucina – Telefono: 0578 758760, con una bottiglia di Rosso di Montepulciano, il fratello minore e più immediato del Nobile, è il modo migliore per chiudere una giornata a Montepulciano e portarsi a casa non solo un ricordo, ma un’emozione.
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