Arte e Cultura

Mostre a Roma: alle Scuderie del Quirinale Matisse con “Arabesque”

Dal 4 marzo e fino al 21 giugno 2015 “Arabesque” mette in mostra presso le Scuderie del Quirinale i più importanti lavori del francese Henri Matisse.

Oltre cento opere tra dipinti e disegni con alcuni capolavori assoluti esposti per la prima volta in Italia provenienti dai maggiori musei del mondo come Tate, MET, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington.

Il principio che ispira la mostra è quello di evidenziare le suggestioni che la cultura e lo stile orientale ebbero sull’opera pittorica di Henri Matisse. Si può notare infatti in questi lavori come i colori e tutti gli artifici arabeschi abbiano fornito all’artista una nuova visione, nuove prospettive e una innovativa idea di arte decorativa.

Il motivo della decorazione diviene per l’artista la ragione principale di una radicale indagine sulla pittura. Le influenze culturali e artistiche di Paesi come il Marocco e la Russia, ma anche Africa e Asia hanno contribuito a indicare a Matisse nuovi schemi compositivi. Arabeschi, disegni geometrici e orditi, presenti nel mondo Ottomano, nell’arte bizantina, nel mondo ortodosso e nei Primitivi studiati al Louvre rappresentano elementi interpretati da Matisse con un linguaggio moderno.

Durante la sua vita Matisse ebbe infatti modo di studiare approfonditamente l’Oriente, frequentando gallerie dell’avanguardia, visitando collezioni islamiche, viaggiando verso luoghi lontani.

La mostra si snoda attraverso dieci sale.

La prima accoglie i visitatori con la monumentale natura morta “Gigli, Iris e Mimose” del 1913; nella seconda si passa invece al primitivismo, con colori più scuri e geometrici di matrice africana; nella terza sala si torna ai colori vivaci e agli schemi decorativi delle culture estremo – orientali.

Il mondo del Mediterraneo viene indagato nella quarta sala, attraverso il Marocco e il rapporto con il mondo islamico, di cui massimi esponenti sono “Zohra sulla terrazza” e “Marocchino in verde” (1912).

A seguire troviamo tre straordinari paesaggi degli anni Dieci “Pervinche – Giardino marocchino” (1912) del MoMA, New York, “L’albero presso il laghetto di Trivaux” (1916) del Tate, Londra e “La Palma” (1912) della National Gallery of Art, Washington, mentre nella stanza sesta alcuni esempi di corpi femminili come “Odalisca blu” (1921) o “Due modelle che si riposano” (1928).

Ricchezza e colori si intrecciano in un dialogo costante tra Occidente e Oriente, fino alla decima e ultima sala che si focalizza su studi e disegni di foglie, alberi e piante.