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Arte e Cultura

Mostre, Napoli celebra Augusto a 2000 anni dalla sua morte

Fino al 4 maggio 2015 presso il Museo Archeologico di Napoli si svolge la mostra “Augusto e la Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto. 14-2014 d.C.”, che indaga i rapporti dell’imperatore romano con la terra campana.

La Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli celebra la figura di Augusto, a distanza di 2000 anni dalla sua morte avvenuta a Nola nel 14 d.C., raccontando i luoghi che lo videro protagonista nell’ascesa al potere e indagandone aspetti e caratteristiche.

La mostra raccoglie oltre 100 opere appartenenti al Museo Archeologico di Napoli, alle quali si aggiungono alcuni prestiti del Centro Caprense Ignazio Cerio e del Museo Diocesano di Capua, molte delle quali esposte per la prima volta in pubblico.

Essa si sviluppa attraverso un percorso lungo undici sale su due piani, che parte con la maestosa statua in marmo che lo raffigura come “Divus” e si conclude con l’approfondimento sulla vita pubblica e su quella privata.

Motivo portante dell’evento è rappresentato dal rapporto che l’imperatore ebbe con l’area campana attraverso i suoi viaggi, cui sono dedicate alcune sale specifiche. Il legame che legò Augusto alla Campania fu infatti molto particolare e intenso, tanto da offrire interessanti spunti di riflessione e di indagine.

Proprio la Campania, infatti, grazie al suo sistema portuale, svolse un ruolo strategico per l’ascesa al potere dell’imperatore che la unì in un’unica circoscrizione con Roma e con il Lazio.

Il tema di fondo dell’esposizione napoletana è inoltre quello di comprendere come il territorio campano abbia reagito agli stimoli e ai modelli che venivano proposti da parte del potere centrale, attraverso la sua partecipazione e ai rapporti che si vennero a creare con i ceti sociali più elevati presenti sul territorio.

Per fare ciò, le celebrazioni per il bicentenario dalla morte di Augusto propongono anche diversi “Itinerari augustei”, con visite guidate studiate ad hoc nei musei archeologici di diversi comuni della regione.

C’è Nola con il percorso attraverso le collezioni permanenti del suo Museo Archeologico; Napoli con l’aerea archeologica del Foro di Neapolis, quella del Teatro di Neapolis e il Museo Archeologico Nazionale (Sale Napoli antica); c’è ancora l’itinerario della Villa di Pausilypon, tra le più belle dimore sorte sul golfo napoletano, quello alla scoperta del Museo Archeologico dei Campi Flegrei e del Parco sommerso di Baia; e infine il Parco Archeologico di Cuma e Rione Terra a Pozzuoli.

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