La storia di Villa Pignatelli

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Villa Pignatelli venne costruita, su progetto dell'architetto Pietro Valente, negli anni dal 1826 al 1830, per volere di Sir Ferdinand Acton; situata nel Borgo di Chiaja - cuore dell'espansione sette - ottocentesca di Napoli - di fronte alla Villa Reale di Chiaja, è decorata e arredata secondo lo stile ed il gusto del momento.

Nel 1837 muore Sir Acton; qualche anno dopo, nel 1841, la Villa venne acquistata dal ramo napoletano dei Rothschild, celebre famiglia di banchieri al servizio dei Borbone di Napoli.

Nel 1867 la Villa venne ceduta ai Pignatelli Cortes d'Aragona che ne furono proprietari fino a quando la Principessa Rosina Pignatelli (che muore nel 1955) ne fa donazione allo Stato Italiano.
Con la donazione la Principessa intese "legare" la Villa allo Stato perché fosse trasformata in un museo destinato a perpetuare il nome del marito, principe Diego Aragona Pignatelli Cortes.
Nel 1998 viene sistemata la pinacoteca a cura del Banco di Napoli.

Il museo di Villa Pignatelli ospita stabilmente una selezione di opere appartenenti alla cospicua collezione del Banco di Napoli.

La collezione è di vocazione spiccatamente napoletana, e di essa ne fa parte un gruppo di opere sei-settecentesche di altissimo livello qualitativo; i capolavori provengono in parte dagli antichi "banchi" pubblici, in parte da collezioni private acquistate nei primi anni del '900.
L'allestimento delle sezioni intreccia ordine cronologico e tematico, accorpando "generi", come la natura morta ed il paesaggio.

Accanto al percorso strettamente artistico si è cercato di ripristinare qualche elemento della fisionomia della Villa al momento del suo passaggio allo Stato, riportando ad esempio alla sua destinazione originale uno dei salotti della principessa Pignatelli in cui è collocato il corpus delle opere plastiche e grafiche di Vincenzo Gemito di proprietà del Banco di Napoli.

Il percorso si apre con opere del '500 per terminare, idealmente, nel secolo appena trascorso con uno dei capolavori di Giacomo Balla "Magnolie che si specchiano", datato 1938