Il Cilento che appare nelle fotografie estive è quasi sempre quello delle spiagge, delle grotte marine e dei paesi affacciati sul mare. Eppure basta lasciare la costa e seguire le strade che salgono verso l’interno perché il paesaggio cambi quasi all’improvviso. Le pinete lasciano spazio ai boschi, l’aria diventa quella dell’Appennino e davanti compare la grande sagoma del Monte Cervati.
È qui che si incontra Piaggine, piccolo paese dell’entroterra salernitano adagiato a circa 620 metri nell’alta valle del Calore, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Per chi cerca dove andare al fresco in Campania durante l’estate, può diventare qualcosa di più di una destinazione per una gita: una base per trascorrere due giorni tra acqua, faggete, borghi e montagna.
Piaggine, il borgo dove si sente scorrere l’acqua
A Piaggine il rapporto con l’acqua non è un dettaglio del paesaggio. Il paese si sviluppa lungo il Calore e il centro storico conserva vicoli, gradinate, case addossate e portali in pietra che scendono verso il fiume.
La sorpresa arriva quasi nel cuore dell’abitato. La cascata di Piaggine introduce nel paese un elemento che normalmente si andrebbe a cercare dopo una lunga passeggiata nei boschi: acqua che precipita tra le rocce e il suo rumore che accompagna la vita del centro.
È probabilmente questa la prima esperienza da concedersi una volta arrivati. Nessuna corsa tra monumenti. Meglio camminare, attraversare il borgo, fermarsi nei punti in cui compare il fiume e lasciare che sia proprio l’acqua a raccontare quanto questo Cilento sia distante dall’immagine balneare conosciuta da tutti.
Piaggine funziona infatti soprattutto come porta della montagna cilentana. Il territorio comunale occupa l’alta valle del Calore, alle pendici del Cervati, e permette di passare in poco tempo dal paese ai boschi e agli ambienti montani.
Il Monte Cervati, la montagna che cambia il volto del Cilento
Poi c’è lui, il Monte Cervati, con i suoi 1.899 metri. È la vetta più alta del Cilento e una delle grandi montagne dell’Appennino campano, circondata da faggete, valloni, sorgenti e altipiani. L’area del Cervati, insieme alle montagne di Laurino, costituisce inoltre uno dei grandi siti naturalistici protetti all’interno del Parco.
Non è necessario arrivare sulla cima per capire il fascino di questo ambiente. Il Rifugio Cervati, immerso nella montagna, rappresenta già un possibile riferimento per chi vuole avvicinarsi ai sentieri e trascorrere alcune ore lontano dai centri abitati.
Chi invece vuole affrontare un’escursione vera deve considerare distanze e dislivelli. Uno degli itinerari censiti dal Parco collega Piaggine al Rifugio Cervati lungo un percorso di circa 16 chilometri, mentre altri sentieri consentono di raggiungere la montagna anche da Sanza e Monte San Giacomo. Non sono quindi passeggiate da improvvisare con scarpe da città: percorso, condizioni meteorologiche e difficoltà vanno verificati prima della partenza, valutando eventualmente l’accompagnamento di una guida escursionistica.
Chi non ama il trekking impegnativo può limitarsi alle zone più facilmente accessibili, fermarsi nelle aree boscate e costruire la giornata alternando brevi camminate e spostamenti tra i piccoli centri.
Ed è forse questo il modo più piacevole per vivere un weekend nel Cilento interno durante l’estate: senza l’obbligo di conquistare una vetta, ma lasciandosi progressivamente alle spalle strade trafficate, stabilimenti balneari e temperature della costa.
A pochi chilometri c’è Valle dell’Angelo
Prima di ripartire sarebbe un peccato non raggiungere Valle dell’Angelo. È uno di quei luoghi che spiegano perché fermarsi due giorni abbia molto più senso di una semplice escursione giornaliera.
Il paese sorge anch’esso a circa 620 metri, circondato da montagne boscose e attraversato dal paesaggio del Calore. È il comune più piccolo della provincia di Salerno per popolazione e conserva una dimensione quasi sospesa, molto diversa dai centri turistici del Cilento costiero.
L’attrazione naturale più conosciuta è la Grotta dell’Angelo, alla quale è legato anche il nome attuale del paese. È una deviazione che completa bene il viaggio perché permette di continuare a seguire lo stesso filo: acqua, roccia, boschi e piccoli insediamenti appenninici.
Chi dispone di qualche ora in più può spingersi anche verso Laurino, altro storico borgo dell’alta valle del Calore, trasformando Piaggine nel punto di partenza per esplorare una parte della Campania ancora sorprendentemente poco frequentata.
Dove mangiare a Piaggine
A queste altitudini cambia inevitabilmente anche la tavola. La cucina guarda verso l’interno: verdure, legumi, formaggi, carni, pasta e preparazioni contadine prendono il posto del pesce che domina molti menu lungo la costa.
Nel paese si trova il Ristorante Pizzeria Alle Sorgenti del Calore, in corso Vittorio Veneto 124 (telefono 0974 277474). Un’altra possibilità è l’Agriturismo San Simeone, in via Agricola 7, dove il contesto rurale si presta bene a una sosta legata ai sapori del territorio.
Vale la pena chiedere quali siano i piatti preparati con ingredienti stagionali e quali formaggi o prodotti arrivino direttamente dalle aziende della zona. Anche questa è una maniera per avvicinarsi alla cultura alimentare che ha contribuito a rendere il Cilento uno dei territori simbolo della Dieta Mediterranea.
Dove dormire tra Piaggine e il Cervati
Piaggine è una destinazione che guadagna molto con il pernottamento. Una notte permette di vivere il borgo quando la giornata rallenta, cenare senza pensare alla strada del ritorno e partire la mattina successiva verso il Cervati o Valle dell’Angelo.
Nel centro si trova l’Antico Frantoio, B&B in via Gaetano Ricci 13. Poco fuori dall’abitato l’Agriturismo I Sette Venti, in contrada Tempa di San Lorenzo, offre invece un soggiorno più legato alla campagna e alla dimensione rurale.
Per strutture così piccole è sempre opportuno verificare direttamente disponibilità, servizi, ristorazione ed eventuali condizioni di accesso prima della partenza.
Come organizzare due giorni nel Cilento di montagna
Il primo pomeriggio può essere dedicato interamente a Piaggine: passeggiata nel centro storico, cascata, scorci sul Calore e cena senza fretta. Il mattino successivo può invece cominciare presto, salendo verso gli ambienti del Monte Cervati e scegliendo un percorso adeguato alla propria preparazione.
Dopo pranzo resta il tempo per raggiungere Valle dell’Angelo, fermarsi nel piccolo borgo e scoprire la zona della Grotta dell’Angelo. Con una seconda notte, il viaggio può allargarsi verso Laurino e l’alta valle del Calore.
È allora che cambia completamente la percezione del Cilento. Il mare non scompare: semplicemente smette di essere il protagonista. Al suo posto arrivano il rumore dell’acqua dolce, le ombre delle faggete, le strade che seguono le montagne e quei piccoli paesi nei quali, soprattutto nelle sere d’estate, viene naturale rallentare.
