Un viaggio emozionale tra sogni e riflessioni, con Nubìvago Rocco Massimo Melchiorre mescola introspezione e prospettive illuminando gli angoli più bui della vita.

Nubìvago, la nuova raccolta poetica di Rocco Massimo Melchiorre, è un viaggio emozionale che mescola sogni, introspezione e riflessioni profonde. Un’opera capace di illuminare gli angoli più bui della vita, donando calore e prospettive nuove,

Il lavoro letterario del poeta irpino sarà presentato sabato 14 dicembre 2024 alle 18 presso il Circolo della Stampa in Corso Vittorio Emanuele ad Avellino.

Si tratta di una raccolta di poesie che, come descritto dal filologo e giornalista Antonio Fusco nella prefazione dell’opera: «Rappresenta un saliscendi di emozioni, un viaggio che si avrà sempre più voglia di continuare».

Melchiorre, cos’è per lei la poesia?

«La poesia è una compagna di viaggio, colei che accende luci negli angoli bui della vita ed è un mezzo di trasporto per superare lunghe gallerie. È calore quando fa freddo, il più caldo maglione che si indossa quando fuori c’è la neve. È il Grillo parlante che ognuno di noi ha dentro, é forza anche se spesso si esprime fragilità».

Da dove è nata l’ispirazione per Nubivago?

«Nubìvago sono io e tanta altra gente come me, ha la testa tra le nuvole per i sogni e li segue anche se deve essere impopolare o un semplice puntino nero su di un foglio bianco. Ha personalità propria, testa tra le nuvole e piedi ben saldi a terra».

Quali sono le sue routine di scrittura?

«Non esistono routine, né azioni precostituite. Scrivo quando ho voglia, quando ho qualcosa da dire, quando desidero parlare ma non ho il giusto interlocutore. La scrittura diverte, in fondo la parola é un dono bellissimo. La posiamo usare al meglio per la nostra affermazione personale. Però voglio anche dire che il silenzio ha dalla sua il potere di insegnare ascoltando. Bisogna essere gelosi delle parole, consapevoli che dobbiamo creare e non distruggere; il bello in fondo ha vibrazioni dettati da ciò che si è. Spesso il valore delle persone è commisurato a ciò che dicono e come lo dicono».

Ritiene che la scrittura possa avere un potere terapeutico, come l’ha aiutata a livello personale?

«La scrittura è il mio psicoanalista. Perché ogni volta che la vita mi affronta, spesso mi trovo a combattere una guerra senza armi. La poesia mi dà l’idea giusta, o meglio il giusto punto di vista per affrontare qualcosa che così grande poi non è. In fondo il segreto di vivere tranquilli è quello di trovare la giusta prospettiva ad ogni cosa, così tutto si ridimensiona e a volte diventa opportunità. Basta guardare al di là del l’ostacolo. Attraverso la poesia si entra in contatto con il sé più profondo, così ti confronti con una persona che ti vuole bene davvero, la pensa come te e non giudica».

Appuntamento il 14 dicembre al Circolo della Stampa, che pomeriggio sarà?

«Il mio intento è quello di creare una giornata di festa, condividere con chi vorrà il raggiungimento di un piccolo traguardo personale. Mi piacerebbe spiegare a tutti che essere Nubìvago è possibile se la persona davvero ci crede, anche se tutti ti dicono il contrario. Siamo unici e dobbiamo lottare per affermare questo, ma nello stesso tempo solo facendo rete possiamo creare scale che portano al nostro tranquillo “cielo”».

Leggi anche

Condividi