Il Lazio, fulcro commerciale e culturale d’Italia, sta affrontando una realtà allarmante. Recentemente, Confesercenti Roma e Lazio hanno diffuso dati che evidenziano una preoccupante tendenza alla diminuzione delle nuove imprese, specialmente nel commercio al dettaglio.
Questa situazione è il risultato di una complessa interazione di fattori economici e sociali che stanno modellando l’attuale panorama imprenditoriale della regione. E in alcuni casi, si tratta anche di una difficoltà che si riscontra a livello burocratico da parte dei giovani imprenditori.
Sebbene da diversi anni esista un regime fiscale – quello forfettario – che consente di abbattere i costi gestionali e gli adempimenti fiscali e burocratici (al riguardo segnaliamo l’articolo di Giampiero Teresi che spiega come si apre una partita iva agevolata), gli ultimi dati relativi al Lazio e alla città di Roma mostrano una tendenza negativa riguardo alla nascita di nuove imprese.
Il crollo delle nuove imprese
Secondo le ultime rilevazioni, nel Lazio, le nuove iniziative imprenditoriali sono drasticamente diminuite. Nel 2023, sono state registrate solo 2200 nuove imprese, con previsioni che vedono un ulteriore calo a 1000 unità entro il 2030.
Questi numeri non solo delineano un quadro sfavorevole per il futuro prossimo, ma segnalano anche il minor numero di nuove attività degli ultimi dieci anni.
I comparti più colpiti
Il declino delle nuove aperture non è uniforme ma colpisce particolarmente alcuni settori. Negli ultimi anni, i negozi di articoli da regalo e per fumatori hanno subito un calo del 91%, i gestori di carburanti dell’80%, edicole e rivenditori di giornali del 79%.
Anche il settore tessile, dell’abbigliamento e delle calzature ha registrato un decremento superiore al 65%. L’unico settore in lieve crescita è quello del commercio via internet.
La denatalità delle imprese nel Lazio
Confrontando i dati con il 2022, nel Lazio si è verificato un calo dell’11% nella nascita di nuove imprese. Analizzando il decennio passato, la regione si colloca al terzo posto a livello nazionale per la diminuzione delle nuove iniziative commerciali, con un calo del 62%. La Confesercenti Roma e Lazio sottolinea la necessità urgente di interventi per rigenerare il tessuto commerciale e prevenire l’impoverimento economico e qualitativo delle città.
Sempre meno attività nel Settore della Ristorazione
Il settore della ristorazione, in particolare i bar, ha subito un destino simile. Nella sola città di Roma, negli ultimi dieci anni, sono stati chiusi circa 12.000 bar, con numeri preoccupanti nel centro storico. Questa “desertificazione commerciale” non si limita a un singolo settore, ma si estende a diverse aree del commercio.
L’Expo 2030 come Opportunità di Rinascita
Nonostante questo scenario cupo, c’è una luce di speranza con l’eventuale assegnazione dell’Expo 2030 a Roma. Secondo Confesercenti, l’evento potrebbe generare un impatto economico significativo, con la creazione di 11.000 aziende e 300.000 posti di lavoro.
L’effetto economico indiretto è stimato in 18,2 miliardi di euro, pari all’1% del PIL italiano. Con una previsione di 23,6 milioni di visitatori, di cui quasi la metà stranieri, l’Expo potrebbe rivelarsi un catalizzatore per la rinascita economica del Lazio.
L’Expo 2030 rappresenta un’occasione unica per il Lazio e per l’Italia di rilanciare la propria economia, di stimolare l’innovazione e di consolidare la propria posizione sullo scenario internazionale.
In un periodo caratterizzato da incertezze economiche e sfide imprenditoriali, eventi come l’Expo offrono non solo speranza, ma anche solide basi per una rinascita economica e sociale. La realizzazione di questo evento potrebbe segnare l’inizio di una nuova era di prosperità e crescita per la regione e per il Paese.
La situazione attuale delle nuove imprese nel Lazio è un chiaro segnale di allarme per l’economia della regione. La combinazione di costi elevati, difficoltà di accesso al credito, consumi in rallentamento e la concorrenza online sta portando a una crisi profonda nel settore del commercio al dettaglio.
Tuttavia, eventi come l’Expo 2030 offrono una potenziale svolta per invertire questa tendenza. Sarà fondamentale per le autorità locali e nazionali adottare misure decisive e innovative per sostenere la nascita di nuove imprese e rinvigorire il tessuto economico e sociale della regione.
