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Paolo Maietta
Paolo Maietta
Fashion & Lifestyle

Paolo Maietta, quando la moda uomo fa rima con personalità.

Dal 2005, con il suo punto vendita Vivo al Corso Europa, Paolo Maietta veste l'uomo avellinese offrendo capi che sappiano esaltare la personalità di ognuno.

Si definisce un bottegaio. Con la passione per il suo lavoro, la sua terra e l’arte.

Passioni che Paolo Maietta ha ereditato dal papà Giuseppe, compianto docente di storia dell’arte e grande tifoso dell’Avellino.

Passioni, ricordi e azioni che rivivono ogni giorno nella “bottega” di Corso Europa, “Vivo”, dove Paolo accoglie i clienti con la sua personale interpretazione del ruolo del venditore, un ruolo che mette al centro la persona e non il prodotto.

“Vivo è un messaggio di positività – spiega – , prima ancora che un marchio commerciale. Vivo è un modo di essere che risponde ad una logica di proattività che è propria di chi, come me, ama muoversi tra tanti interessi e tante passioni”.

Tra queste, per Paolo Maietta, ai primi posti insieme alla famiglia c’è la sua terra, l’Irpinia. Un legame indissolubile, che porta tatuato sulla pelle. Nel vero senso della parola.

Lo skyline della città di Avellino, oltre ad essere il biglietto da visita per chi si approccia alla vetrina di “Vivo” in Corso Europa, è uno dei tatuaggi che Paolo ha impresso sul suo corpo.

Un attaccamento, quello con l’Irpinia, che naturalmente si manifesta anche con la grande partecipazione alle vicende dell’Avellino calcio, di cui da sempre è grande tifoso.

Gli esordi nel segno dell'”aeroplanino” Montella.

In qualche modo, il calcio, o meglio un ex calciatore oggi stimato allenatore, ha avuto un ruolo fondamentale nella sua attività imprenditoriale.

“Fu Vincenzo Montella, si proprio l’aeroplanino, a farmi incontrare una persona che è stata quella che, con i suoi consigli e soprattutto il suo stile, mi ha instradato nel settore dell’abbigliamento. Il suo nome è Fabrizio Faraoni, un imprenditore empolese con cui trascorsi un pomeriggio intero allo stadio Olimpico per una gara della Roma. Mi colpì il suo atteggiamento, il suo stile, la sua passione per il lavoro. Dopo qualche mese mi presentai al suo negozio e gli chiesi consigli. Barai, dicendo che avevo già un locale in affitto. Mi mise in guardia”.

La determinazione, il sogno, Paolo Maietta ha in mente il suo gol: aprire un negozio di abbigliamento da uomo ad Avellino all’interno del quale portare il suo stile, così come lo ha acquisito dall’imprenditore toscano.

A Potenza, dove negli anni precedenti aveva lavorato sempre nel settore abbigliamento come dipendente di un’azienda, riesce a mettere le mani su uno stock di capi.

Occorrono 10.000 euro, una cifra non nella sua disponibilità.

Abiti e camicie su misura ad Avellino.

“Mi aiutò un amico e da lì partì la mia avventura. Trovai un locale al Corso Vittorio Emanuele. Era il 2005: ci sono rimasto nove anni”.

Nel 2014 il trasferimento a Corso Europa, con una svolta: un intero locale dedicato alla moda uomo.

“L’esperienza mi ha fatto comprendere quanto sia importante puntare ad un segmento specifico. In un locale di meno di cento metri quadri non puoi mettere inseme uomo, donna e bambino.

Devi scegliere e offrire il meglio. Io ho puntato su capi di qualità, sugli abiti e sulla camiceria artigianale su misura, con un’attenzione ai particolari”.

Che fanno la differenza. Anche perchè ad Avellino c’è un pubblico esigente. E preparato.

L’uomo avellinese? Attento ai particolari della moda.

“Il mio target è composto da uomini dai 30 anni in su. E posso assicurare che sono tanti quelli che comprendono la differenza tra Shetland e lana Merino, tra una tasca a filo e una alla carrettiera”.

Complicità e sintonia. E’ sulle onde del’idem sentire che si innesta, secondo il pensiero di Paolo Maietta, il rapporto venditore-cliente.

“Con le persone bisogna sapersi relazionare. Stabilire un rapporto che alla fine arricchisce entrambi. A me piace molto parlare con chi entra nel mio negozio, per comprendere lo stile di ciascuno e poter proporre capi che lo sappiano esaltare senza stravolgerlo.

L’abbinamento perfetto non esiste, il pendant è un escamotage per chi non si sa vestire.

Quando un cliente mi chiede: come mi sta? Io gli rispondo che deve guardarsi e capire se ciò che vede allo specchio… rispecchia la sua personalità. Tenendo presente che nessun capo cambia la persona, ma può arricchire la personalità”.

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