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Paolo Sanfilippo
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Paolo Sanfilippo: “Ecco come costruirsi una pensione integrativa da 500 € al mese con pochi euro d’investimento”

Ottenere 500 euro di pensione integrativa senza eccessivi sacrifici? E’ possibile e molto più semplice di quanto si possa credere. Ne parliamo con il dottor Paolo Sanfilippo.

Quante persone quotidianamente si domandano quando andranno in pensione e quanto percepiranno, con la paura di non poter più mantenere il medesimo stile di vita attuale.

Quanti genitori si sentono messi con le spalle al muro pensando al futuro in termini economici dei propri figli, in molti casi meno fortunati nel trovare una situazione retributiva poco florida e stabile.

E quanti giovani vivono nel terrore di proiettarsi troppo in là nel tempo a causa dell’incertezza che corre più veloce di ogni solido pilastro si voglia cercare di piantare.

Basti pensare che in Italia il sistema pensionistico è soggetto a una certa fluidità, non sempre incoraggiante.

I requisiti per andare in pensione si sono alzati, il sistema contributivo è subentrato a quello retributivo e la pensione si rivaluta in base all’inflazione.

Non è un caso dunque che le forme di previdenza integrativa stiano prendendo sempre più piede come fonte di rendita, in affiancamento alla previdenza pubblica. 

Qual è dunque la discriminante che avvantaggia una persona rispetto a un’altra nel sottoscrivere una pensione integrativa? Sicuramente il tempo. 

<<Il tempo è la migliore risorsa che tutti hanno a disposizione, ma che regolarmente viene sprecata a causa soprattutto della cattiva informazione – così ci spiega il dottor Paolo Sanfilippo, Agente Generale della sede Generali Avellino Italia. – Pensiamo mai alla differenza nell’incominciare, ad esempio, un piano a 45 anni invece che a 40? Succede che a fronte di un accantonamento di 10 euro al giorno, la rendita passerà da 520 euro a 388 euro (25% in meno). Allo stesso modo, se si fosse cominciato prima a 35 anni, a fronte di un accantonamento di 10 euro al giorno, la rendita passerebbe da 520 euro a 681 euro (30% in più)>>. 

Il tempo è dunque la prima risorsa utile e potente che tutti hanno a disposizione ma che si spreca con gran facilità. 

<<Proprio per questo, io e i miei colleghi che lavorano nella divisione specialistica Welfare e Previdenza – prosegue Sanfilippo – siamo impegnati in una grande campagna di informazione per favorire una corretta presa di coscienza sul fatto che esistono adeguate soluzioni professionali per ottenere buoni risultati. E ancora, soprattutto, di sensibilizzazione all’utilizzo dell’elemento tempo, che abbiamo visto essere assolutamente prezioso in termini di efficacia dell’azione di accantonamento>>. 

Quali sono gli spunti di riflessione da tenere sempre a mente parlando della necessità di iniziare il prima possibile una pensione integrativa?

<<Prima di tutto la gran parte delle persone non conosce esattamente gli effetti delle riforme del sistema pensionistico italiano (ultima delle quali viene denominata come Monti-Fornero). E’ impossibile ipotizzare di avere il medesimo trattamento retributivo di chi è andato in pensione con il vecchio sistema. Oggi la maggior parte delle persone, purtroppo, tende ancora a vedere il futuro con gli occhi del passato. Ma così facendo si fa solo un danno a se stessi, in quanto il tempo passa e si resta in attesa di qualcosa che, se e quando arriverà, non sarà sufficiente. E, se per i lavoratori dipendenti l’abbattimento rispetto allo stipendio mensile percepito sarà già notevole, per i lavoratori autonomi il gap in molti casi li porterà vicini alla pensione sociale, quindi alla soglia di povertà, con l’inevitabile e doloroso stravolgimento dello stile di vita. C’è poi la componente relativa all’aspettativa di vita attuale. Rispetto al passato, fortunatamente, essa è notevolmente cresciuta. Ne consegue che si vive più a lungo rispetto alle generazioni precedenti, notizia più che positiva a patto che ci siano le risorse adeguate per continuare a vivere e non sopravvivere>>. 

A tutti farebbero comodo almeno 500 euro al mese di pensione integrativa con il minimo sforzo, ma come si può realizzare questa ipotesi? Qual è il metodo più giusto? 

<<Abbiamo a disposizione tre strumenti fondamentali che, se ben utilizzati, possono consentire il raggiungimento dell’obiettivo desiderato senza eccessivo impegno.

  • Il primo è l’utilizzo di pianificazione finanziaria efficiente che sfrutti in modo scientifico i mercati finanziari;
  • il secondo è la capacità tecnica assicurativa/attuariale in grado di garantire da oggi che il capitale maturato sia in grado di erogare una rendita vitalizia a tassi superiori al 4%;
  • il terzo è il tempo, ciò di cui abbiamo parlato all’inizio, fondamentale per godere del massimo vantaggio con il minimo sforzo economico spalmato nel tempo>>. 

Vogliamo fare un esempio concreto per capire meglio? 

<<Facciamo il caso di un fantomatico Mario che ha 40 anni. Siamo oggi in grado di costruire con buona approssimazione una rendita vitalizia che si aggiunge a quella pubblica di 520 euro al mese a fronte di un accantonamento leggero di 300 euro mese fino a età pensionabile (equivalenti in effetti ad appena 10 euro al giorno). Ovviamente va tutto in proporzione. Se i 500 euro al mese gli sembrano pochi, basterà aumentare l’impegno da 10 a 20 euro al giorno per assicurargli il doppio della rendita integrativa. Ma non finisce qui. La nostra esperienza pluriennale nella progettazione ormai di decine di migliaia di piani pensionistici ci ha permesso di mettere a punto una soluzione evoluta che consente di aggiungere la protezione alla strategia di pianificazione finanziaria>>. 

Cosa vuol dire in parole semplici? 

<<Immaginiamo che Mario a 40 anni abbia iniziato il nostro programma di pianificazione finanziaria per garantirsi i 520 euro mensili a vita (in termini matematici significa raggiungere un capitale di 153.357 euro con applicazione abbinata di un tasso di conversione contrattuale e vitalizio del 4,33% ). Dopo 10 anni però subisce un brutto incidente e purtroppo rimane inabile al lavoro. Come farà Mario a mantenere il suo impegno se pur leggero di accantonamento e completamento del piano? Ebbene, in questo caso scatterebbe immediatamente una delle potenti clausole di protezione che abbiamo aggiunto insieme ad altre nel corso della nostra prolungata esperienza. Mario otterrebbe subito un capitale pari a tutte le rate residue che aveva programmato di versare>>.

E se lo scenario fosse anche peggiore di questo, a causa di un evento tragico? 

<<Se Mario per sua sfortuna non ce la facesse a sopravvivere all’incidente, il problema diventerebbe non più la sua pensione ma un futuro economico da assicurare alla sua famiglia. In tal caso, verrebbero subito attivate le clausole standard (e personalizzabili) che prevedono un’immediata corresponsione agli eredi (o a persone indicate contrattualmente da Mario) dell’intero capitale maturato fino a quel momento con aggiunta di 100.000 euro una tantum in modo da consentire alla famiglia di affrontare la nuova penalizzante situazione>>. 

Riassumendo, dunque, i vostri programmi riescono ad assicurare non solo una più che soddisfacente pensione integrativa con un minimo sforzo di 10 euro al giorno, ma anche una protezione nei confronti della famiglia del sottoscrivente, nonostante eventi avversi e drammatici possano abbattersi su di lui. 

<<Siamo molto fieri di ciò, perché i nostri programmi pensionistici non sono un semplice “salvadanaio” come la maggior parte delle soluzioni che vengono proposte maldestramente da personale poco qualificato. I nostri programmi sintetizzano il meglio della tecnica finanziaria con quella matematico/attuariale con il risultato di essere solidi, efficienti e allo stesso tempo blindati contro gli imprevisti. Inoltre, i nostri piani personalizzati sono progettati per non essere intaccati neanche da improvviso e inatteso fabbisogno economico urgente causato da eventi minori ma pur sempre dispendiosi come ad esempio un infortunio oppure la insorgenza di problemi di salute che necessitino di costosi interventi chirurgici. Nel caso di Mario ad esempio, per quest’ultimo evento, scatterebbe una delle clausole di protezione per cui la Compagnia si farebbe carico di tutte le spese fino alla ragguardevole somma di 10.800 euro>>. 

Il tutto sempre rimanendo nell’ipotesi di accantonare 10 euro al giorno, cominciando a costruire il prima possibile una pensione complementare per mantenere un tenore di vita analogo a quello che si aveva durante l’attività lavorativa. 

<<La cosa paradossale è che, se tutti avessero una corretta informazione, non rinuncerebbero a pianificare la serenità della propria famiglia e della qualità di vita dopo anni di onesto e duro impegno nel mondo del lavoro, a fronte di un impegno economico assolutamente non sconvolgente>>. 

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Claudia Mercaldo

Claudia Mercaldo

Giornalista pubblicista, laureata in scienze della comunicazione presso l'Università di Torino, collabora da diversi anni con Agendaonline.it

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