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Costume e Società

Parla Avellinese uno dei più noti ristoranti di Helsinki.

Partito dal Rione Corea di Avellino e approdato con successo a Helsinki con il suo ristorante tra i più apprezzati della città, soprattutto per chi ama i sapori tipici della cucina italiana, raggiungiamo tramite collegamento messenger Rubens Malagoli che ci racconta la sua esperienza di avellinese all’estero, tra sacrifici e tante soddisfazioni.

La prima curiosità riguarda il nome che di avellinese non ha nulla. <<Mio nonno era uno scultore di Modena innamorato del pittore fiammingo Rubens. Per quel motivo diede quel nome a mio zio e poi i miei genitori l’hanno trasmesso a me>>.

Quando hai deciso di lasciare l’Italia?

<<Sono andato via a 20 anni. Andai prima in Grecia poi conobbi una ragazza finlandese e così mi trasferii in Finlandia>>.

Cosa ricordi con maggiore piacere di Avellino: qualche aneddoto che ti viene subito in mente?

<<Mi piace ricordare le esperienze in radio, Radio Avellino e Radio Irpinia ad esempio, che ho condiviso con tanti amici. E poi c’è il Rione Corea, un quartiere che era anche una grande famiglia. Mio padre ha combattuto molto per far ricostruire il Rione Corea, impegnandosi attivamente presso il comune>>.

Al ristorante Nerone, Rubens Malagodi con il famoso culturista Ronnie "The King" Coleman
Al ristorante Nerone, Rubens Malagodi con il famoso culturista Ronnie “The King” Coleman

Torni spesso nella tua città natale?

<<Quando c’erano ancora i miei genitori venivo due volte l’anno, un mese ad agosto e un mese a Natale. Ora purtroppo vengo più di rado. Sono sempre molto fiero di essere avellinese, delle mie radici e della mia terra. Ma sto bene qui. Ho due bambine, sono divorziato, ma qui rappresenta uno stato molto comune in quanto le relazioni sono di norma più brevi rispetto al solito. La Finlandia è il Paese in Europa con il tasso maggiore di divorzi. In generale c’è molta più convivenza che matrimoni>>.

Anche attraverso la tua pagina su Facebook è ben chiara la tua passione per il culturismo. Quando e com’è nata?

<<Fin da quando frequentavo la Palestra Cima a via Colombo, quando non se ne parlava ancora molto di questa attività. La passione l’ho avuta da sempre, è di famiglia. Ma è esclusivamente una passione. Conosco bene, infatti, Ronny Coleman, il culturista più famoso al mondo (ben otto volte vincitore del concorso “Olympia”, superando anche Arnold Schwarzenegger che l’ha vinto sette). Viene spesso anche al mio ristorante. Lo ammiro molto come atleta, ma non condivido il troppo agonismo in questa disciplina. Io ora mi alleno circa un paio di ore al giorno, meno che in passato, ma la parte importante per me è lo sport, l’amore naturale per questa attività. Per cui ho sempre sostenuto la lotta alle droghe che spesso caratterizzano questi atleti. C’è un video sulla mia pagina Facebook di cui mi fa piacere parlare. Si tratta di quello in cui arrivo a sollevare ben 800 chilogrammi (un atleta medio arriva ai 250-300 kg). E’ la dimostrazione migliore, anche a livello visivo, di come si possano raggiungere risultati strabilianti in maniera del tutto naturale, dovendo ringraziare solo Madre Natura e l’allenamento fisico>>.

Cosa ti manca dell’Italia?

<<Mi mancano la famiglia sicuramente, la comunicazione, in quanto qui c’è molta più freddezza a livello interpersonale, e poi il cibo, senza dubbio>>.

E il clima?

<<Quello un po’ meno, devo essere sincero. All’inizio è stato un po’ difficile abituarmi (si va sotto zero anche di 30 gradi), ma in poco tempo mi sono ambientato bene. E’ appena finito il periodo di buio, quello un po’ più difficile, ma in generale la percezione del freddo è inferiore a quello che si possa pensare. I locali, ad esempio, hanno la temperatura di circa 21°, e sono tutti, sia i pubblici sia le abitazioni, molto ben isolati e riscaldati. Inoltre qui non c’è umidità, il freddo è secco, per cui paradossalmente sento più freddo in Italia>>.

Ristorante e pizzeria “Ravintola Nerone”
Ristorante e pizzeria “Ravintola Nerone”

Il tuo ristorante e pizzeria “Ravintola Nerone” si trova al centro di Helsinki, a circa 500 metri dalla stazione. E’ sempre molto e ben frequentato e rappresenta per la città un importante polo gastronomico di riferimento.

<<Sì, rappresenta un locale storico per la capitale finlandese, il più antico italiano e da sempre coerente con la sua cucina. Ha ben 30 anni. Io l’ho preso in gestione diciotto anni fa. Il nome deriva dalle allegorie che lo caratterizzano: ci sono i disegni che riportano all’Antica Roma, la biga con il Colosseo, la scena dell’incendio di Roma da parte di Nerone appunto. Qui facciamo tutte le maggiori specialità italiane>>.

La cucina italiana piace ai finlandesi?

<<Ritengo che la cultura gastronomica italiana sia amata a livello mondiale, piace sempre e ovunque. Quando si parla di pizza e pasta a tutti viene l’acquolina in bocca. Qui adorano la lasagna e la carbonara ad esempio, oltre all’eterno amore per la pizza nelle sue varianti di gusto. In generale, devo dire, i finlandesi sono molto curiosi e amano sperimentare nuovi sapori>>.

Vino o birra?

<<Fino a cinque-sei anni fa si beveva quasi solo birra. Ora invece c’è stata un’inversione di tendenza e si consuma molto vino anche se costa caro (circa 35-40 euro in media per una bottiglia)>>.

Un consiglio agli italiani che vogliono visitare Helsinki?

<<Il mese migliore è senza dubbio giugno, ma qui è molto piacevole anche fino a metà luglio. Quando ci sono le giornate infinite, non fa mai buio, e le temperature raggiungono i 25° circa. La città è bellissima. La Finlandia poi, in generale, è uno dei Paesi più civili al mondo. Molto pulito e ci si vive bene. La gente, nonostante non sia socievole e calda come quella italiana (vivo da circa 20 anni nel mio palazzo e ancora non conosco le persone che ci abitano), segue le regole. L’unica cosa è che esige lo stesso rispetto da parte degli altri>>.

 

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