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Prima Pagina Salute e Benessere

I consigli del pediatra Pietro De Luca per la salute dei tuoi bambini.

Un corpo ben nutrito, allenato, curato e che vive in un ambiente salubre è molto più resistente. Molte infezioni sono dovute a tanti piccoli errori che vengono commessi quotidianamente.

Cosa è consigliabile far mangiare ai bambini in età scolare?

“A colazione, vanno bene latte, cereali, fette biscottate, marmellata. A pranzo, perdiamo un po’ di tempo come facevano le nostre mamme e prepariamo un piatto di pasta e piselli, lenticchie, fagioli.

A merenda facciamogli mangiare frutta e verdura se possibile. Pomodori e carote sono fonti naturali di sali minerali e vitamine molto più assimilabili rispetto ai prodotti farmaceutici”.

Altro aspetto che influenza il sistema immunitario è senza dubbio l’igiene. Lavare le mani spesso è un refrain ormai noto, ma come ci si deve comportare rispetto alla pulizia degli ambienti in cui si vive?

“Per pulire casa occorre usare detergenti, non prodotti distruggi-tutto. Oggi, ci sono mamme che pensano sia necessario rendere sterili gli ambienti dove vive un bambino, quasi fossimo in una sala operatoria.

Niente di più sbagliato: si finisce con l’effettuare una selezione di germi che non sono compatibili con gli ambienti domestici. Insomma, igiene adeguata si, ambiente salubre si, ricerca ossessiva e sterilizzazione no.

Altra azione da non sottovalutare: rinnoviamo l’aria negli ambienti domestici, anche per settori, quotidianamente, sia in inverno che in estate”.

Insomma, dobbiamo consentire all’organismo di reagire autonomamente con la creazione di anticorpi?

“Non bisogna impedire al sistema immunitario di venire a contatto con gli antigeni che consentono la formazione di anticorpi: ciò spiega perchè un bambino di 3 anni si ammala più frequentemente di uno di 8: il suo sistema immunitario ha maturato quella resistenza naturale che gli consente di respingere gli attacchi”.

Quali sono gli altri antagonisti del sistema immunitario di un bambino?

“Il fumo passivo è uno dei nemici principali del sistema immunitario. Attenzione: per fumo passivo non bisogna intendere solo quello che rimane nell’aria ed il bambino può respirare.

Il 20% delle sostanze che si assumono fumando, restano addosso al genitore che fuma e si trasferisce al bambino che può inalarlo anche a distanza di giorni. E non basta certo lavarsi le mani. Le probabilità che il figlio di genitori fumatori, in particolare la mamma, vada incontro ad allergie e problemi respiratori sono molto maggiori rispetto ai figli di genitori non fumatori”.

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