Settembre per molti pensionati comincia con l’accredito della pensione, ma quest’anno c’è anche una data da cerchiare sul calendario. Il 15 settembre 2026 scade infatti il termine ultimo concesso dall’INPS, l’Istituto nazionale della previdenza sociale, ad alcuni pensionati per comunicare i redditi relativi al 2022.
Non riguarda tutti. La scadenza interessa chi percepisce prestazioni collegate al reddito e non ha trasmesso le informazioni richieste nell’ambito della campagna RED. Per chi rientra in questa situazione, ignorare l’avviso può avere conseguenze ben più pesanti della trattenuta già comparsa sulle pensioni di agosto e settembre.
Chi deve fare attenzione alla scadenza del 15 settembre
L’INPS sta effettuando controlli sui pensionati residenti in Italia che ricevono prestazioni il cui importo o diritto dipende anche dal reddito e che non risultano aver comunicato i dati relativi al 2022.
Tra le prestazioni collegate al reddito possono rientrare, ad esempio, integrazioni al trattamento minimo, maggiorazioni sociali e quattordicesima, ma la posizione va sempre verificata individualmente perché non tutti i pensionati sono tenuti agli stessi adempimenti.
Gli interessati hanno già ricevuto una comunicazione dall’Istituto. L’avviso può essere consultabile anche nell’area personale MyINPS e, quando presenti nei sistemi dell’Istituto, può essere stato trasmesso tramite PEC o posta elettronica.
La scadenza non riguarda invece le prestazioni assistenziali di invalidità civile, assegno sociale e pensione sociale, che l’INPS ha espressamente escluso da questa operazione.
Perché sul cedolino può comparire una trattenuta
Il primo segnale per alcuni pensionati è già arrivato con il cedolino.
Ad agosto e ancora a settembre l’INPS applica una trattenuta pari al 5% dell’importo pensionistico preso a riferimento dall’Istituto nei confronti di chi, pur percependo prestazioni collegate al reddito, non ha comunicato i dati richiesti.
Sul cedolino la voce compare con una dicitura specifica riferita alla mancata comunicazione reddituale.
Per capire meglio tutte le altre variazioni presenti questo mese, è utile controllare anche cosa cambia nel cedolino delle pensioni di settembre e quando arriva il pagamento.
La trattenuta, però, non è il punto più delicato della vicenda. Serve soprattutto come ulteriore avviso prima della scadenza definitiva.
Cosa succede dopo il 15 settembre
È qui che la data diventa importante. Se le informazioni sui redditi 2022 non vengono trasmesse entro il 15 settembre, l’INPS procederà alla revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito riferite a quell’anno.
Per le pensioni ai superstiti è previsto invece un meccanismo diverso: può essere applicata la riduzione massima prevista dalla legge.
Non finisce qui. Dopo la verifica, l’Istituto può calcolare anche le somme eventualmente percepite senza averne diritto e avviare il recupero degli importi.
Non siamo quindi davanti a una semplice formalità amministrativa. Per chi ha ricevuto la comunicazione INPS, lasciare passare la scadenza può incidere concretamente sull’importo della pensione.
Come mettersi in regola
Chi deve ancora comunicare i redditi può farlo presentando una domanda di ricostituzione reddituale.
L’INPS indica la possibilità di utilizzare i propri servizi online oppure di rivolgersi a un patronato, che può assistere nella presentazione della pratica.
Prima di procedere, però, conviene verificare attentamente la propria posizione. Chi ha già trasmesso i dati o ha ricevuto comunicazioni diverse non deve presentare nuovamente la stessa documentazione soltanto perché ha letto della scadenza.
Il punto di partenza resta quindi l’area personale MyINPS, il cedolino e soprattutto l’eventuale lettera ricevuta dall’Istituto.
Non tutti i pensionati devono presentare il RED
La parola RED può creare facilmente confusione.
Si tratta della dichiarazione attraverso la quale l’INPS acquisisce informazioni reddituali necessarie per verificare il diritto ad alcune prestazioni pensionistiche collegate al reddito. Non coincide automaticamente con la dichiarazione dei redditi presentata ogni anno all’Agenzia delle Entrate e non deve essere compilata indistintamente da tutti i pensionati.
Proprio per questo l’INPS individua i soggetti interessati e comunica loro la necessità di fornire le informazioni mancanti.
Chi non ha ricevuto alcun avviso non dovrebbe quindi allarmarsi. Chi invece trova sul cedolino la trattenuta relativa alla mancata comunicazione dei redditi o ha ricevuto una lettera dall’Istituto farebbe bene a non rimandare.
Il 15 settembre sembra ancora lontano, ma per chi deve recuperare documenti o rivolgersi a un patronato i giorni possono passare in fretta. E questa volta lasciar scadere il termine può costare molto più di una semplice trattenuta mensile.
