Prendi un asciugamano pulito dall’armadio, lo avvicini al viso e sembra non avere nulla che non va. Poi fai la doccia, lo usi e dopo pochi minuti compare quel caratteristico e fastidioso odore di umido che fa venire un dubbio inevitabile: possibile che sia già da rilavare?
Succede più spesso di quanto si pensi, soprattutto quando le temperature cominciano a scendere e gli asciugamani impiegano più tempo ad asciugarsi. Ma non sempre la causa è il bagno poco ventilato. A volte il problema nasce molto prima, durante il lavaggio, oppure nelle ore trascorse dentro la lavatrice prima di essere stesi.
Quando gli asciugamani puliti sanno di umido, quindi, non serve necessariamente aggiungere più profumo o più ammorbidente. Bisogna capire in quale momento il tessuto continua a trattenere umidità, residui oppure odori che il lavaggio non è riuscito a eliminare completamente.
L’asciugamano bagnato lasciato appeso male è il primo indiziato
La scena è comune: dopo la doccia l’asciugamano finisce piegato sul bordo della vasca, appoggiato sul termosifone spento oppure su un gancio dove resta raccolto su se stesso. Qualche ora dopo è ancora umido, ma viene utilizzato nuovamente.
È proprio questa permanenza in condizioni di elevata umidità a favorire il cattivo odore. L’American Cleaning Institute raccomanda infatti di appendere gli asciugamani in modo che possano asciugarsi completamente tra un utilizzo e l’altro e indica, come riferimento generale, il lavaggio dopo tre-cinque utilizzi normali.
La frequenza, però, non può diventare una regola matematica. Un telo che resta ben disteso in un bagno ventilato si comporta diversamente da uno spesso accappatoio utilizzato ogni mattina in una stanza fredda e umida.
Per questo il primo gesto da cambiare può essere molto semplice: invece di lasciare l’asciugamano ripiegato o ammucchiato, bisogna permettere all’aria di raggiungere una superficie più ampia possibile del tessuto.
Su Agendaonline.it abbiamo già affrontato ogni quanto cambiare asciugamani, accappatoi e biancheria del bagno, ma con l’arrivo dei mesi più freddi entra in gioco una variabile ulteriore: il tempo necessario perché tornino realmente asciutti.
A volte l’odore nasce quando il bucato è ancora nella lavatrice
Hai avviato il programma prima di uscire oppure la sera prima di andare a dormire. La lavatrice termina, ma il bucato rimane nel cestello chiuso per alcune ore. Quando finalmente lo stendi sembra pulito e magari conserva ancora il profumo del detersivo.
È proprio uno dei comportamenti che possono favorire successivamente un odore di chiuso. Samsung, nelle proprie indicazioni per la cura del bucato, raccomanda di rimuovere i capi dalla lavatrice appena terminato il ciclo perché, restando bagnati nel cestello, possono sviluppare un odore di muffa o di umido.
Con gli asciugamani il fenomeno può essere particolarmente evidente perché la spugna trattiene molta acqua. Se poi vengono trasferiti su uno stendino affollato e impiegano un’intera giornata ad asciugarsi, la situazione non migliora.
È esattamente il problema che abbiamo affrontato parlando di dove mettere lo stendino quando il bucato non asciuga in casa: l’acqua deve riuscire a lasciare non soltanto il tessuto, ma anche l’ambiente nel quale stiamo asciugando i panni.
Più detersivo non significa necessariamente asciugamani più puliti
Quando un asciugamano non sembra abbastanza fresco, la reazione istintiva può essere aumentare la dose di detersivo al lavaggio successivo. È una scelta comprensibile, ma può produrre l’effetto contrario.
Whirlpool segnala che una quantità eccessiva di detersivo può lasciare residui che si accumulano progressivamente nelle fibre e suggerisce di ridurne la quantità quando gli asciugamani cominciano a diventare rigidi. Anche l’uso abituale di ammorbidenti può lasciare sui tessuti un rivestimento capace di modificarne l’assorbenza.
La soluzione non è quindi sommergere il bucato di prodotti profumati, ma rispettare le dosi indicate dal produttore del detersivo e scegliere il programma più adatto al tessuto.
Anche la temperatura non va decisa automaticamente. Per gli asciugamani in cotone possono essere utilizzati programmi differenti, ma bisogna sempre controllare l’etichetta di lavaggio: colori, fibre e lavorazioni non reagiscono tutti allo stesso modo. Può essere utile, in questo senso, ricordare cosa significano i simboli della lavatrice e come scegliere il programma corretto.
Se l’odore riguarda tutto il bucato, vale la pena guardare la lavatrice
C’è un momento in cui bisogna smettere di dare la colpa agli asciugamani. Se magliette, lenzuola e altri capi cominciano ad avere lo stesso sentore di chiuso, soprattutto appena terminato il lavaggio, conviene controllare anche l’elettrodomestico.
Residui di detersivo, umidità persistente e sporco possono contribuire alla formazione di cattivi odori nella lavatrice. Ancora Samsung indica proprio l’accumulo di detersivo e la permanenza di umidità tra le possibili cause di odori sgradevoli provenienti dalla macchina o dal bucato.
A quel punto conviene seguire le istruzioni di manutenzione previste per il proprio modello, controllando cestello, guarnizioni, vaschetta del detersivo e gli eventuali programmi dedicati alla pulizia della macchina. Non tutte le lavatrici richiedono le stesse procedure, quindi il manuale dell’apparecchio resta il riferimento più sicuro.
Prima di riporli bisogna essere certi che siano davvero asciutti
Il problema può presentarsi anche alla fine del percorso. L’asciugamano sembra asciutto al tatto, viene piegato e sistemato nell’armadio, ma al suo interno conserva ancora un po’ di umidità.
Con tessuti spessi può accadere soprattutto nelle cuciture, nei bordi e nelle parti rimaste sovrapposte sullo stendino. Whirlpool raccomanda di riporre gli asciugamani soltanto quando sono completamente asciutti, proprio perché l’umidità residua può contribuire alla comparsa del caratteristico odore di chiuso.
Nei mesi autunnali e invernali vale quindi la pena concedere qualche ora in più ai teli più pesanti oppure cambiare la loro posizione sullo stendino durante l’asciugatura.
E forse è proprio qui che si risolve il piccolo mistero dell’asciugamano appena lavato che, dopo una sola doccia, sembra già vecchio di una settimana. Prima di cambiare detersivo, aggiungere profumatori o rilavare tutto, conviene seguire il suo percorso: come esce dalla lavatrice, quanto tempo impiega ad asciugarsi, dove rimane dopo l’uso e in quali condizioni viene riposto.
Spesso l’odore non compare improvvisamente. Ha cominciato a formarsi molte ore prima.
