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kalò pizzerie
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Cucina e Gastronomia

Pizzerie Kalò, ad Avellino il Buon Gusto anche da Asporto.

Ingredienti a km 0, rispetto della tradizione e cura del cliente: spicca il volo l'indice di gradimento delle pizzerie Kalò di Avellino e Monteforte Irpino.

La casa del buono. O, meglio le case del buono. Da alcuni anni, il nome Kalò ad Avellino e dintorni è diventato sinonimo di ottima pizza e di buoni sapori della cucina irpina.

Merito di un team di giovani che, capitanato dall’imprenditore avellinese Antonio Cucciniello, ogni giorno alza il livello della proposta e, soprattutto, del gusto, nei tre ristoranti di Monteforte Irpino, in via Alvanella, e di Avellino, al Rione Valle e in Via Colombo.

Antonio Cucciniello, come nasce la tua esperienza nel mondo della ristorazione?

“Diciamo che è il frutto di una passione e di una naturale propensione. La passione è quella per la mia terra, l’Irpinia, la propensione è invece quella per il cibo. Insomma, mi piace mangiare e mi piace mangiare bene. Possibilmente i piatti della tradizione della provincia in cui sono natio e vivo”.

Il tuo primo ristorante ad Avellino è stato un vero e proprio laboratorio.

“Nel 2010 avviai il progetto dell’Accademia del Gusto nel rione San Tommaso ad Avellino. Un ristorante che, già nel nome, esprimeva la sua vocazione, che era quella della formazione. Lì abbiamo creato un bel gruppo di giovani, li abbiamo formati. Dall’Accademia sono usciti cuochi, pizzaioli, maître di sala. Alcuni di loro, sono oggi l’anima di Kalò Pizzerie, altri hanno intrapreso una loro personale avventura. Sono particolarmente fiero di quell’esperienza”.

Hai accennato a Kalò Pizzerie, un brand oggi presente tra Avellino e Monteforte Irpino con ben tre sedi. Segno che in fatto di sapori Kalò si è affermato su tutto il territorio avellinese.

“In effetti Kalò Pizzerie nasce nel 2012 proprio in scia di ciò che avevamo creato all’Accademia. Volevo dare una connotazione forte al reparto pizzeria e separarlo dal canale ristorativo. Il primo locale a marchio Kalò è stato quello di Monteforte, ad Alvanella. La mia idea era quella di una pizzeria d’asporto, un luogo accogliente che proponesse un prodotto di qualità. Una scommessa vinta in pochissimo tempo, grazie alle abilità di Salvatore, di Gerardo, di Luigi. Oggi, in quella zona, e non solo, la nostra pizza è tra le più gettonate”.

Dopo Monteforte, sono venute le pizzerie di Valle nel 2015 e quella di via Colombo ad Avellino nel 2017. Qual è il segreto del successo in un settore con tanta concorrenza come quello della gastronomia?

“I nostri processi sono tutti standardizzati. Nel senso che, pur mantenendo ciascuno la propria autonomia, c’è un filo conduttore che unisce i nostri tre punti vendita.

Il primo punto su cui insisto molto è la formazione del personale, in particolare per ciò che attiene al rapporto con la clientela.

In questo i miei collaboratori sono bravissimi, da Girolamo a via Colombo a Peppe a Valle e Luigi, Salvatore e Gerardo a Monteforte Irpino.

Sono convinto che a fianco ad un buon prodotto sia fondamentale stabilire un rapporto di fiducia con chi ti sceglie, per far si che continui a farlo nel tempo”.

Che tipo di cliente è quello avellinese?

“Sicuramente esigente ma molto attento ai dettagli. Faccio un esempio: può capitare che una pizza venga fuori un po’ troppo cotta o comunque non perfetta. Ecco, in quel caso bisogna rimediare all’errore. E rifarla. Il cliente certi dettagli li nota. L’avellinese, per carattere, è sempre preciso, guarda molto i particolari. E noi cerchiamo di non deluderlo”.

Qual è il segreto di una buona pizza?

“Partiamo dal presupposto che ogni pizzaiolo, per quanto abbia seguito la stessa scuola, ha le sue peculiarità, per cui è impossibile trovare due pizze perfettamente uguali.

Detto ciò, noi siamo molto attenti alle materie prime. Prediligiamo quelle locali, a cominciare dalla mozzarella, che è un fiordilatte irpino.

Ci teniamo al territorio e in tutte le nostre pizzerie c’è un forte richiamo all’Irpinia già negli ingredienti. Penso all’uso dei funghi porcini, del tartufo nero di Bagnoli, dei broccoli e tanti altri prodotti locali che arricchiscono le nostre proposte”.

Infine, una curiosità. Perchè hai scelto il nome Kalò per le tue pizzerie?

“E’ un’espressione che usavano gli antichi pizzaioli napoletani per indicare una pizza buona, una pizza fatta bene. Una pizza, insomma, che rispetti i metodi tradizionali nell’impasto, nella cottura e nel condimento”.

Le sedi delle pizzerie Kalò

 

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