Scopri cosa vedere e cosa mangiare a Pizzo Calabro: tra storia, mare, tartufo gelato e sapori autentici della tradizione calabrese.

Se ti stai chiedendo cosa c’è di bello a Pizzo Calabro oltre al magnifico mare, sappi che questo borgo ha molto altro da offrire.

Con i suoi panorami mozzafiato sulla Costa degli Dei, il borgo è stato d’ispirazione per molti film tra cui il recente dramedy “Una fottuta bugia” (2025) con la regia di Gianluca Ansanelli, girato prevalentemente in città.

Oltre alle spiagge con acque cristalline Pizzo Calabro, però, è importante sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista gastronomico. A renderla famosa in tutto il mondo, infatti, è proprio un dolce tipico.

Continua a leggere per scoprire di più e per pianificare una visita nel borgo calabrese.

Cosa vedere a Pizzo Calabro

La prima attrazione da non perdere è il Castello Murat, che domina il centro di Pizzo. Lì fu rinchiuso e condannato a morte Gioacchino Murat, il re di Napoli nel 1815.

Non dimenticare di accendere un cero nella Chiesa dell’Immacolata. Al suo interno troverai uno stile barocco che contrasta con la facciata semplice dell’esterno. Un’altra chiesa è quella di Piedigrotta che è stata interamente scavata a mano nella pietra tufacea da artigiani e pescatori locali, sin dal 17esimo secolo.

Centro Storico di Pizzo Calabro
Centro Storico di Pizzo Calabro / Foto Agendaonline.it

Ammira, soprattutto al tramonto, “Il collezionista di venti” dell’artista milanese Edoardo Tresoldi. Dall’altura in cui è stata collocata, ogni giorno, il collezionista sembra ammirare il sole che cala nel mare: uno degli spettacoli più belli in Italia.

Il cuore pulsante di Pizzo Calabro è piazza della Repubblica con un’atmosfera vivace e divertente. È lì che ci si ritrova la sera, dopo una giornata di mare, per chiacchierare ed intrattenersi in uno dei numerosi locali.

In un angolo del centro storico troverai il Vicolo di Mare, diventato virale su Instagram, che riflette l’anima marinara del borgo.

Cosa mangiare a Pizzo Calabro?

Tra le eccellenze gastronomiche di Pizzo Calabro, il tonno rosso occupa un posto di rilievo. Anche se le antiche tonnare, un tempo simbolo della vita marinara del borgo, hanno cessato la loro attività da decenni, la tradizione legata alla lavorazione del tonno non si è mai interrotta.

Il tonno rosso

Il tonno viene lavorato secondo metodi artigianali che ne preservano sapore e qualità, trasformandolo in conserve pregiate e in deliziosi piatti pronti da gustare. Non è un caso, infatti, che ogni ristorante tipico della zona proponga nel proprio menù specialità a base di tonno rosso, spesso proveniente direttamente dalle fabbriche locali: dai carpacci ai filetti sott’olio, dai primi piatti alle ricette tradizionali reinterpretate, il tonno è uno degli ingredienti più rappresentativi della cucina di Pizzo.

‘nduja di Spilinga

Accanto al tonno, non può mancare sulla tavola di Pizzo un altro protagonista del gusto calabrese: la ‘nduja di Spilinga. Morbida, piccante e intensamente profumata, questa specialità simile a un salame cremoso è perfetta da spalmare sul pane caldo, ma trova spazio anche in numerose preparazioni locali, come sughi per la pasta, pizze o secondi piatti. Ottenuta con tre tagli di carne suina e abbondante peperoncino calabrese, la ‘nduja viene insaccata, stagionata e affumicata secondo una tradizione che non prevede alcun uso di conservanti chimici. Originaria di Spilinga, piccolo centro dell’entroterra, è oggi un simbolo dell’intera regione.

Fileja

Un primo piatto tipico che merita di essere assaggiato è la fileja, un formato di pasta tradizionale calabrese molto amato anche a Pizzo. Di forma allungata e leggermente arrotolata su se stessa, ricorda vagamente i maccheroni e viene ancora realizzata a mano, come da tradizione. La trafilatura al bronzo e l’essiccazione a bassa temperatura conferiscono alla fileja una consistenza porosa, perfetta per trattenere condimenti ricchi come quelli a base di ‘nduja e pecorino calabrese.

Frittura di surici

Infine, tra i secondi piatti più gustosi da provare c’è la frittura di surici, una specialità semplice e irresistibile. I surici (pesce pettine), sono pesciolini locali dalla carne morbida, saporita e con poche spine, ideali per la frittura. Vengono serviti appena pescati, fritti dorati e croccanti, spesso accompagnati da una spruzzata di limone.

Qual è il dolce tipico di Pizzo Calabro?

Il tartufo nero di Pizzo Calabro
Il tartufo nero di Pizzo Calabro / Foto Agendaonline.it

Il tartufo nero di Pizzo è il dolce tipico che ti farà innamorare sin dal primo morso. Il dolce, un gelato, è stato realizzato per la prima volta nel 1952. Come molte delle pietanze che oggi hanno un successo strepitoso, anche il tartufo così come lo conosciamo, è nato per caso. Infatti, nella gelateria del Gran Bar Excelsior di Pizzo avevano esaurito gli stampi e le forme per confezionare il gelato sfuso.

Il gelato doveva rifornire un matrimonio così Don Pippo (Giuseppe De Maria), titolare dell’esercizio, decise di mettere la mano a coppetta, mettervi uno strato di gelato alla nocciola, un altro al cioccolato, poi vi mise il cioccolato fuso e chiuse tutto con della carta da zucchero alimentare. Una volta messa a raffreddare la creazione era diventata il tartufo di Pizzo.

Negli stessi anni, Giorgio e Gaetano Di Iorgi iniziarono la loro carriera come camerieri all’interno della gelateria. Fu lì che cominciarono ad avvicinarsi all’arte della produzione del gelato, imparandone i segreti. Dopo quindici anni, con il pensionamento del maestro gelataio De Maria, Giorgio rilevò la storica Gelateria Dante. Gaetano invece portò avanti la tradizione del Tartufo di Pizzo, aprendo nel 1965, insieme al fratello Antonio, il celebre “Bar Ercole”, proprio di fronte.

Oggi, il Tartufo di Pizzo non è ancora riconosciuto da un Marchio di Tutela europeo, come spesso si legge erroneamente in rete. Tuttavia, è ufficialmente inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.), stilato ogni anno dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Puoi gustarlo nella gelateria Morino dove, se sarai fortunato, potrai avere una dimostrazione live dai maestri gelatieri di come si prepara il tartufo.

Leggi anche: