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Avellino anni 50, preparazione casalinga delle conserve di pomodoro
Avellino anni 50, preparazione casalinga delle conserve di pomodoro

Quando ad Avellino si “facevano le bottiglie a casa” ed era una grande festa.

Le conserve di pomodoro fatte in casa: una tradizione dell'Italia meridionale che resiste. Come evitare incidenti? I suggerimenti di Luciano Ragno di Cobegas.

Ci siamo. Con la fine del mese di agosto entriamo nel vivo nella stagione delle “bottiglie”.

Una parola che, in Campania e in tutto il sud Italia, non necessita di attributi per far comprendere di cosa si stia parlando.

“Fare le bottiglie” equivale a “preparare in casa le conserve di pomodoro”, una tradizione che nasce da una necessità, quella che un tempo imponeva a tutte le famiglie di provvedere, prima dell’arrivo dell’inverno, di fare scorta di condimento al pomodoro da utilizzare nel corso dell’anno per la preparazione di sughi e ragù.





Alzi la mano che non ha mai preso parte a quello che è un vero e proprio rito, di cui restano impressi, nella memoria, gesti, profumi e sapori, come quelli del pomodoro fresco, appena passato, “rubato” e versato nel cozzetto di pane: un’esperienza sensoriale senza pari.

E, poi, gli oggetti, gelosamente custoditi nelle cantine e tirati fuori all’occorrenza.

Dalle ceste per il lavaggio agli attrezzi per la spremitura, dallo strumento per tappare le bottiglie al fusto e al bruciatore per la bollitura.



Anche se la produzione industriale, abbinata ai ritmi frenetici della vita nel terzo millennio, ha di fatto assestato un duro colpo alla produzione domestica, l’usanza di provvedere in casa alla preparazione delle conserve resiste, in molti centri, in molte famiglie.

Come si preparano le conserve di pomodoro.

Una tecnica collaudata e tramandata da generazioni, che impegna tutta la famiglia, dagli anziani ai più piccoli, ciascuno specializzato in una determinata fase lavorativa: dal lavaggio dei pomodori a quello delle bottiglie, dalla bollitura dell’oro rosso alla successiva passata e imbottigliamento, senza trascurare l’aromatizzazione con il basilico e la tappatura di barattoli e bottiglie prima della ultima e definitiva bollitura che consentirà una lunga conservazione del preparato.

Proprio quest’ultima fase è quella che richiede la maggiore attenzione.

Bollire i pomodori in sicurezza.

Quali accorgimenti adottare per evitare imprevisti? I suggerimenti giusti sono quelli forniti da Luciano Ragno, direttore tecnico dello stabilimento Cobegas di Pratola Serra, azienda leader nella fornitura di gas sia in serbatoio che in bombola.

“Innanzitutto, è buona norma usare sempre bombole del gas nuove, che garantiscono maggiore sicurezza in tutte le fasi di utilizzo.

Inoltre – aggiunge Luciano Ragno –, è sempre necessario verificare lo stato di utilizzo del tubo di collegamento dal bruciatore alla bombola e del regolatore.



Se non sono stati utilizzati per lungo tempo, è opportuno sostituirli con pezzi nuovi. Questi sono gli elementi maggiormente soggetti a deterioramento e la loro sostituzione è garanzia di incolumità”.

Il posizionamento della bombola è fondamentale per evitare incidenti.

“La bombola deve essere tenuta in una zona aperta e lontano da fonti di calore. Va posizionata ad almeno 4 o 5 metri dal bruciatore ed è sempre bene avere a portata di mano un estintore”.

Che tornerà utile anche come promemoria. Perchè quella delle conserve fatte in casa è una di quelle tradizioni secolari che farà anche a pugni con i ritmi dei tempi moderni, ma che va preservata affinchè non vada… estinta.

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