Quando il caldo rende faticose le giornate in città e perfino il mare sembra non concedere tregua, la Campania offre un’alternativa che spesso richiede soltanto di cambiare direzione. Non verso la costa, ma verso l’interno, seguendo quelle strade che salgono tra montagne, castagneti e faggete fino a raggiungere paesi dove la sera torna piacevole camminare all’aperto.
Cercare dove andare al fresco in Campania non significa necessariamente programmare una lunga vacanza. Alcune località sono perfette per partire al mattino e rientrare dopo cena; altre cominciano a mostrare il loro lato migliore proprio quando si decide di fermarsi una notte, lasciando il giorno successivo ai sentieri, ai boschi o a un altro piccolo borgo.
La quota, naturalmente, non basta da sola a garantire temperature basse durante le ondate di calore più intense. Ma salire verso l’Appennino, scegliere località immerse nei boschi e organizzare le attività evitando le ore centrali permette generalmente di trovare condizioni più gradevoli rispetto alle aree urbane e costiere.
Dal Partenio al Matese, dai Monti Lattari all’antico vulcano di Roccamonfina, fino al Cilento interno, abbiamo scelto cinque territori molto diversi.
Summonte è probabilmente la soluzione più semplice per una giornata nel verde. Cusano Mutri unisce borgo e natura selvaggia del Matese. Agerola permette di guardare la Costiera Amalfitana dall’alto. Roccamonfina invita a trascorrere un weekend tra castagneti e paesi dell’Alto Casertano. Piaggine, infine, è quella che più di tutte suggerisce di preparare una piccola valigia e fermarsi due giorni.
Summonte, il borgo del Partenio tra castagneti e passeggiate

A pochi chilometri da Avellino, Summonte è una delle destinazioni più immediate quando si desiderano qualche ora nel verde e una pausa dalle temperature della città.
Il borgo sorge a circa 740 metri, ai piedi del Monte Vallatrone, nel Parco Regionale del Partenio. La Torre Angioina emerge sopra il centro storico mentre, appena fuori dall’abitato, cominciano castagneti, faggete e percorsi che conducono verso quote maggiori.
Uno dei più conosciuti è quello che porta verso Campo San Giovanni, attraversando uno degli ambienti verdi più suggestivi del Partenio. Non occorre però trasformare necessariamente la giornata in un trekking: si può passeggiare nel borgo, salire alla torre e successivamente spostarsi verso Montevergine, tra santuario, boschi e aree verdi.
Agendaonline ha dedicato un approfondimento ai borghi del Partenio dove stare al fresco e una guida a Montevergine.
Anche il pranzo può diventare parte della giornata. A Summonte la Locanda La Molara si trova in via Campo di Maio 3 (telefono 0825 691511), mentre ampliando il raggio ai paesi vicini si incontrano trattorie e ristoranti dove ritrovare pasta fresca, tartufo, formaggi e carni della cucina irpina. Nella nostra guida trovi alcuni ristoranti di montagna del Partenio.
Per chi preferisce pernottare, nel territorio di Summonte si trova il Domus Felix, lungo la SS374. Ma questa resta soprattutto la meta ideale per chi cerca una giornata al fresco in Campania senza organizzare un vero viaggio.
Cusano Mutri, dal borgo in pietra alle forre del Matese

Nel Beneventano il paesaggio cambia. Cusano Mutri si arrampica sulle pendici del Matese attraverso archi, scalinate, case di pietra e vicoli che conservano il carattere di un paese profondamente legato alla montagna.
Il centro storico merita una passeggiata lenta, ma fermarsi soltanto qui significa vedere appena una parte del territorio.
Tra gli ambienti naturalistici più interessanti ci sono le Forre di Lavello, un sistema di gole scavato dall’acqua tra Cusano Mutri e Cerreto Sannita. Il Comune inserisce l’area tra i principali percorsi da valorizzare e promuove anche esperienze di trekking fluviale e passeggiate naturalistiche tra forre, castagneti e tartufaie.
Sono luoghi che restituiscono un Matese molto diverso dal semplice panorama montano: roccia, acqua, vegetazione fitta e piccoli passaggi nei quali la montagna sembra richiudersi intorno al visitatore.
Agendaonline ha già raccontato Cusano Mutri tra i borghi più belli del Sannio e nel viaggio tra borghi, canyon e paesi della Campania interna.
Per mangiare, l’Osteria Gizzi, in contrada Ariella 178 (0824 862538), lavora sulla cucina cusanese con particolare attenzione a funghi, pasta fresca, salumi e formaggi locali. La struttura dispone anche di camere, soluzione pratica per chi decide di non ripartire la sera.
E qui fermarsi una notte ha senso. Il borgo occupa il pomeriggio, mentre il mattino successivo può essere dedicato alle Forre di Lavello o a un’altra escursione nel Matese, scegliendo sempre il percorso in base alla propria preparazione e alle condizioni del momento.
Agerola, la montagna che guarda la Costiera Amalfitana

Pochi luoghi raccontano i contrasti della Campania estiva quanto Agerola. Diverse centinaia di metri più in basso ci sono il mare e le località della Costiera Amalfitana; quassù dominano invece pascoli, piccoli nuclei abitati, boschi e strade rurali dei Monti Lattari.
Da Bomerano parte il celebre Sentiero degli Dei, ma non serve percorrerlo interamente per capire il fascino di questo territorio. Belvedere, passeggiate, frazioni e strade di campagna permettono di vivere la montagna anche senza programmare un trekking lungo.
In piena estate il Sentiero degli Dei va comunque affrontato con buon senso: meglio partire nelle ore più fresche, avere acqua sufficiente e verificare condizioni meteorologiche e percorso prima di mettersi in cammino.
Nella nostra guida ad Agerola tra Monti Lattari e Costiera Amalfitana trovi anche i prodotti che raccontano l’identità gastronomica locale, dal fiordilatte al Provolone del Monaco.
Per mangiare o pernottare si può scegliere l’Agriturismo Il Castagno, in via Radicosa 39 (081 8025164). Chi preferisce una struttura alberghiera trova il Panariello Palace, in via Pendola 25 (081 3534046).
Agerola è forse la destinazione più versatile tra queste cinque. Da Napoli può essere una fuga giornaliera; con una notte, invece, si può godere della sera in montagna e lasciare la mattina successiva a una passeggiata, a un tratto del Sentiero degli Dei o alla discesa verso la Costiera.
Roccamonfina, castagneti e sentieri sull’antico vulcano
Nella provincia di Caserta bisogna salire verso nord per incontrare Roccamonfina, paese a oltre 600 metri immerso in un territorio modellato da un antico complesso vulcanico.
Il paesaggio racconta ancora quella lontanissima origine geologica attraverso rilievi, terreni vulcanici e grandi castagneti. Il Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano permette di costruire giornate tra boschi, piccoli centri e luoghi religiosi come il Santuario dei Lattani.
L’autunno è la stagione che ha reso celebre il territorio grazie soprattutto alla castagna e ai funghi, protagonisti anche delle sagre dell’Alto Casertano. In estate, invece, sono proprio il verde, i boschi e la dimensione montana a suggerire una fuga dalla pianura.
Con una notte a disposizione vale la pena allargarsi fino a Conca della Campania. Dal paese parte il Sentiero dei Mulini, che segue il Rivo di Conca attraverso una forra e conduce alle Cascate dei Mulini. Il corso d’acqua nasce alle falde del vulcano spento di Roccamonfina; in estate la quantità d’acqua può naturalmente essere inferiore rispetto alle stagioni più piovose.
Per mangiare nel centro di Roccamonfina si può scegliere La Locanda di Fina, in piazza Nicola Amore 22. Per dormire, il B&B La Finestra sul Vulcano si trova nella stessa piazza, al numero 82.
Chi preferisce dedicare il secondo giorno ai sapori può invece raggiungere Galluccio, entrando nel territorio dei vini nati sui terreni vulcanici dell’Alto Casertano.
Una sola giornata è possibile, ma è dormendo qui che il viaggio cambia ritmo: il borgo è piccolo, mentre tutto ciò che lo circonda richiede tempo.
Approfondisci nella nostra guida a Roccamonfina per un weekend tra boschi, vulcano e cucina dell’Alto Casertano.
Piaggine, il Cilento di montagna ai piedi del Cervati

Quando si parla di Cilento, il pensiero corre quasi automaticamente verso Palinuro, Marina di Camerota o Castellabate. Eppure, dietro quella costa esiste un territorio completamente diverso, fatto di montagne, fiumi, faggete e piccoli paesi.
Piaggine, a oltre 600 metri, è uno dei luoghi da cui cominciare a scoprirlo. Il paese si sviluppa lungo il Calore, ai piedi del Monte Cervati, la montagna più alta della Campania, all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Una delle immagini più sorprendenti arriva proprio dal centro abitato, dove la presenza dell’acqua e della cascata interrompe la consueta geometria di case, vicoli e pietra. Da qui il viaggio può continuare verso i boschi e gli ambienti del Cervati.
Ma Piaggine diventa ancora più interessante quando si guarda oltre il paese. Valle dell’Angelo, poco distante, aggiunge al viaggio un minuscolo borgo immerso nella montagna e permette di proseguire nell’alta valle del Calore, costruendo un itinerario che ha ormai pochissimo in comune con il Cilento delle spiagge.
Per mangiare, il Ristorante Pizzeria Alle Sorgenti del Calore, in corso Vittorio Veneto 124 (0974 277474), è uno dei riferimenti del paese. Per dormire si può scegliere l’Antico Frantoio, B&B in via Gaetano Ricci 13, oppure l’Agriturismo I Sette Venti, in contrada Tempa di San Lorenzo.
Tra le cinque destinazioni, questa è forse quella per cui partire soltanto al mattino e tornare la sera ha meno senso. Le distanze invitano a fermarsi, cenare nel borgo e lasciare il giorno seguente al Monte Cervati, a Valle dell’Angelo o semplicemente a una lunga mattinata tra acqua e faggete.
Approfondisci nella guida a Piaggine e al Cilento di montagna per un weekend al fresco.
La Campania dell’estate, del resto, non finisce lungo la linea della costa. C’è un’altra regione che comincia quando la strada prende quota e i finestrini tornano a restare aperti: quella dei boschi del Partenio, delle gole del Matese, dei pascoli dei Lattari, dei castagneti cresciuti sull’antico vulcano e delle faggete che risalgono verso il Cervati.
A volte per incontrarla basta partire al mattino. Altre volte conviene portare con sé una piccola valigia e rimandare il ritorno al giorno successivo.
