Se ami quei film dove il pericolo non ha una sola faccia su Netflix c’è un thriller survival del 2021 da vedere. Da una parte ci sono due killer in caccia, dall’altra una foresta che brucia, una tempesta che avanza e una donna costretta a tornare dentro il proprio trauma.
Diretto da Taylor Sheridan, autore abituato a raccontare l’America ruvida dei territori di confine, questo film prodotto da Warner Bros. Pictures e New Line Cinema recupera il respiro dei thriller d’azione anni Novanta: pochi fronzoli, tensione fisica, natura ostile, personaggi messi alle strette. A sostenerlo c’è Angelina Jolie, lontana dall’immagine dell’eroina invincibile e più vicina, invece, a una figura fragile, ferita, ancora in cerca di riscatto.
Nel cuore delle montagne del Montana, la fuga di un ragazzo braccato da uomini disposti a tutto diventa una corsa disperata tra fuoco, senso di colpa e sopravvivenza. “Quelli che mi vogliono morto” (“Those Who Wish Me Dead”) non reinventa il genere, ma lo attraversa con passo solido, affidandosi alla regia asciutta di Sheridan, alla presenza intensa della sua protagonista e a un’ambientazione che trasforma ogni albero, ogni folata di vento e ogni scintilla in una minaccia.
Stiamo parlando di “Quelli che mi vogliono morto” (“Those Who Wish Me Dead”), uscito nel 2021, tratto dall’omonimo romanzo di Michael Koryta e prodotto dalla Warner Bros. Pictures e New Line Cinema, un’opera che unisce tensione survival, inseguimenti e dramma psicologico.
La protagonista è Hannah Faber, una vigile del fuoco specializzata nei lanci con il paracadute durante gli incendi, segnata dal trauma di un tragico intervento in cui non è riuscita a salvare alcune persone. Isolata in una torre di avvistamento nelle foreste del Montana e tormentata dai sensi di colpa, la donna incontra casualmente Connor, interpretato da Finn Little, un ragazzo di dodici anni in fuga insieme al padre Owen, con il volto di Jake Weber, contabile forense che ha scoperto informazioni compromettenti capaci di coinvolgere persone molto potenti.
Dopo l’assassinio dell’uomo da parte di due killer professionisti, Connor rimane solo e diventa il prossimo obiettivo degli uomini incaricati di eliminare ogni traccia delle prove raccolte dal padre. Hannah decide così di proteggere il ragazzo e di aiutarlo a sopravvivere mentre i sicari si avvicinano sempre di più.
La situazione precipita quando gli assassini appiccano un enorme incendio per coprire le proprie tracce e intrappolare le vittime. Nel mezzo delle fiamme, della tempesta e della distruzione, Hannah e Connor devono affrontare una lotta disperata per la sopravvivenza, cercando di sfuggire sia al fuoco sia ai loro inseguitori.
Parallelamente, anche lo sceriffo locale Ethan Sawyer, interpretato da Jon Bernthal di “La sua verità“, e la moglie Allison, incinta e sopravvissuta a un’aggressione dei killer, tentano di fermare la spirale di violenza. Da qui una tensione crescente in attesa dell’epilogo. Si può dire che uno degli aspetti più riusciti del film è rappresentata dall’ambientazione. Le montagne del Montana e il fuoco che avanza incessantemente creano un senso costante di minaccia.
L’incendio, oltre a essere uno spettacolare elemento visivo, diventa quindi simbolo del caos interiore dei personaggi e della distruzione che li circonda. Sempre intensa e drammaticamente vera Angelina Jolie che interpreta una protagonista vulnerabile e fisicamente provata, lontana dall’immagine dell’eroina invincibile. Hannah è una donna spezzata dal trauma, costretta a confrontarsi nuovamente con la responsabilità di salvare una vita.
La protezione del ragazzo diventa per lei anche un tentativo di redenzione personale. Nonostante alcune dinamiche prevedibili e certi cliché tipici del thriller americano, si tratta di un film che riesce comunque a funzionare grazie alla solidità della regia e all’intensità dell’ambientazione.
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